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Psichiatria eugenetica e Shoah

 
Eugenetica e miglioramento della razza. In che modo i più eminenti psichiatri 
 
tedeschi condussero la Shoah, e come riuscirono a convincere la gente che si 
 
trattava di una cosa normale.
 
Gitta Sereny era una giornalista e storica britannica di origini ungheresi. 
 
Nel 1971 ebbe modo d’intervistare Franz Stangl, ex ufficiale delle SS e 
 
comandante dei campi di sterminio di Sobibor e Treblinka, nella prigione di 
 
Düsseldorf in cui stava scontando l’ergastolo, appena pochi mesi prima che lui 
 
morisse d’infarto. L’intervista risultò poi nel libro “In quelle Tenebre”. In 
 
un tratto si legge:
 
“Sarebbe corretto dire che dopo un po’ si abituò alle liquidazioni?”.  “Sì - 
 
risponde Stangl - dopo un po’ ci si fa l’abitudine”.  “Dopo giorni? settimane? 
 
mesi?” chiede la giornalista. “Ci vollero dei mesi prima di riuscire a 
 
guardarli negli occhi … era come se non fossero essere umani. Li chiamavamo 
 
‘merce’. Li vedevamo passare attraverso il ‘tubo’ (il corridoio che portava 
 
alle camere a gas, ribattezzato dai nazi ‘La Strada per il Paradiso’) - come 
 
posso dire: erano nudi, schiacciati gli uni contro gli altri, procedevano a 
 
colpi di frusta.” 
Psichiatria eugenetica
Didascalia nell’immagine: Il costo di un malato ereditario fino a quando non 
 
raggiunge l'età di 60 anni: 50.000 Marchi
La giornalista insiste - sembra non capacitarsi di come queste azioni fossero 
 
scivolate nella normalità: “Non avrebbe potuto cambiare qualcosa, per esempio 
 
questo trattarli come animali da macello?”.  “No - spiega Stangl - quello era 
 
il sistema. Era stato inventato da Wirth, e sembrava funzionare. Siccome 
 
funzionava, non si poteva cambiare”.  Chi era mai questo Wirth, e come riuscì 
 
a indurre così tante persone a credere che fosse normale trattare degli altri 
 
esseri umani in maniera così feroce?
 
Christian Wirth, ufficiale delle SS, nel 1939 fu inviato nella clinica 
 
psichiatrica di Grafeneck per prendere parte al famigerato programma “Aktion 
 
T4” di cui, nel 1940 divenne capo. Questo programma (il nome T4 sta per 
 
Tiergartenstrasse 4 - l’indirizzo dell’ente per la salute) doveva implementare 
 
l’eutanasia forzata su larga scala, eufemisticamente ridefinita “morte per 
 
compassione”. Serviva a lenire la sofferenza di coloro la cui vita “non era 
 
degna di essere vissuta”. Non tutti sanno che, prima dell’Olocausto, in 
 
Germania centinaia di migliaia di persone la cui vita era definita “non degna 
 
di essere vissuta” furono uccise. Poteva capitare a chiunque, non solo agli 
 
ebrei. Molti ‘ariani’ furono sterminati in quel modo. Era l’inizio: il seme 
 
era stato piantato e avrebbe dato i suoi germogli.
 
L’eugenetica - dal greco “buona nascita” - prese piede sulla scia delle teorie 
 
darwiniane verso la fine del XIX secolo. L’idea di “sopravvivenza del più 
 
forte” fu dapprima usata per impedire che i deboli procreassero e, più tardi, 
 
per giustificarne la soppressione. Hitler la usò come strumento per 
 
“migliorare” la razza umana. Solo gli ariani potevano riprodursi, e dunque 
 
occorreva sterminare le cosiddette razze inferiori: ebrei e zingari, ma anche 
 
‘ariani’ omosessuali e malati mentali.
 
Il concetto di razza inferiore prese piede in questo substrato culturale 
 
imbevuto di pseudoscienza eugenetica, fornendo la base di consenso allo 
 
sterminio. Ecco perché Stangl poteva “guardare negli occhi” le sue vittime 
 
senza provare rimorso.
 
In un discorso tenuto al congresso dell’associazione (Berlino, 26 novembre 
 
2010) nell’ambito del dibattito “Psichiatria nel Nazionalsocialismo – 
 
Commemorazione e responsabilità”, il suo Presidente, Prof. Dr Frank Schneider 
 
ha ammesso le gravi responsabilità della psichiatria tedesca per la 
 
giustificazione e l’attuazione dell’Olocausto. Riferendosi alla legge ispirata 
 
dallo psichiatra Ernst Rudin (presidente dell’associazione psichiatrica 
 
tedesca dal 1935 al 1945), approvata nel 1933, poco dopo l’ascesa al potere di 
 
Hitler, sulla prevenzione delle malattie mentali ereditarie, Schneider ammise:
 
 A causa di questa legge più di 350.000 persone furono selezionate dai medici 
 
e forzatamente sterilizzate. Più di 6.000 persone morirono durante questi 
 
interventi. Nella sua veste di presidente dell’allora associazione 
 
psichiatrica, Ernst Rudin nei suoi discorsi d’inaugurazione del nostro 
 
congresso ha più volte parlato in favore di queste sterilizzazioni. Ma non ci 
 
furono solo sterilizzazioni forzate: ci furono anche assassinii… fu uno 
 
psichiatra, Alfred Erich Hoche, nel suo libro del 1920 sull’approvazione dello 
 
sterminio della “vita indegna di vivere”, insieme al giurista Karl Binding, a 
 
coniare il termine “esistenza zavorra” e fu ancora lui che preparò un catalogo 
 
delle presunte malattie mentali incurabili, che chiamò “condizioni di morte 
 
mentale”. Nel 1930 questo diventò nel mensile nazionalsocialista la richiesta: 
 
“Morte alla vita indegna di vivere!”. Nel settembre del 1939 Hitler ordinava 
 
la cosiddetta eutanasia, e incaricò di questo progetto Werner Heyde - 
 
ordinario di psichiatria e neurologia a Wurzburg. Almeno 250 - 300 mila 
 
persone mentalmente e fisicamente malate furono vittime di quest’azione e 
 
delle seguenti fasi di uccisione dei malati, che si protrassero per qualche 
 
settimana oltre la fine della guerra. 
Con pulmini grigi, il simbolo dello sterminio, i pazienti venivano prelevati 
 
dalle case di cura e portati alle 6 istituzioni psichiatriche, in cui erano 
 
state costruite le camere a gas. Le istituzioni mentali divennero istituzioni 
 
di sterminio. La cura divenne lo sterminio e gli psichiatri supervedevano il 
 
trasporto e l’uccisione dei pazienti che riponevano in loro la propria 
 
fiducia.
 
Oggi in Europa gli psichiatri non praticano apertamente l’eugenetica, e si 
 
presentano con un volto umano. A ben vedere però, l’ideologia di base è ancora 
 
viva, ed è intrinseca nel concetto stesso di malattia mentale, in nome della 
 
quale è lecito legare, recludere, imbavagliare, elettroshockare e sedare una 
 
persona contro la sua volontà: per ‘aggiustarla’.
 
Il discorso completo del Prof Frank Schneider (in tedesco) si trova sul sito 
 
ufficiale DGPPN (Associazione Tedesca di Psichiatria, Psicoterapia e Malattie 
 
Psicosomatiche e Nervose) all’indirizzo: 
 
http://www.dgppn.de/history/psychiatry-under-national-socialism/speech-
 
professor-schneider.html
 
Per un riassunto in italiano vedere: Presa di coscienza sugli orrori della 
 
psichiatria durante l'olocausto
 
https://www.ccdu.org/comunicati/psichiatria-eugenetica-shoah
 

Psichiatria | eugenetica | Shoah | sterminio |



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