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Con Ultramaratone e Ultratrail si sviluppa Resilienza ed Autoefficacia

Con Ultramaratone e Ultratrail si sviluppa Resilienza ed Autoefficacia
Matteo SIMONE Psicologo, Psicoterapeuta Lo sport di resistenza come metodo per affrontare le fatiche di tutti i giorni. Ultramaratone ed ultratrail, esperienze ed emozioni raccontate da Sonia Lutterotti e Roldano Marzorati, Ospite della serata Matteo Simone, psicoterapetuta e psicologo dello sport. Venerdì 12 febbraio alle 20.30 ad Arco (TN), Palazzo Panni, con il patrocinio del Comune di Arco, Assessorato allo Sport. In questo sport di lunga durata, lunghe distanze, bisogna essere pazienti, avere un approccio meditativo e considerare che le crisi, come gli infortuni, come arrivano così se ne vanno, quindi bisogna essere cauti e sereni. Lo sport prolungato prevede delle strategie mentali che ti permettano di non abbandonare la gara anzitempo, riesci a mettere in atto dei meccanismi mentali che ti riportano al qui e ora e al momento presente a correre, a stare sveglio o a distrarti per avanzare con i metri e i chilometri e a trascorrere tanto tempo in piedi facendo sport osservando, facendo attenzione, alimentandoti ed avendo comunque un approccio medidativo. Con la pratica delle Ultramaratone e dell’Ultratrail si sviluppa Resilienza ed autoefficacia, concetti importanti nella psicologia dello sport, ma anche nella vita in generale, per non arrendersi mai e per raggiungere i propri obiettivi in qualsiasi campo. Gli atleti vanno alla ricerca di sensazioni positive e di benessere ed alla ricerca della sfida, per verificare quanto si è capaci a perpetrare uno sforzo nel tempo. Gli atleti considerano l’importanza del fattore mentale, affermando che non basta solamente l’allenamento fisico ma è opportuno sviluppare anche aspetti mentali quali la caparbietà, la tenacia, la determinazione e questi aspetti poi saranno utile anche per la vita quotidiana, infatti permetteranno di saper gestire ed affrontare determinate situazioni considerate difficili. Per quanto riguarda le ultramaratone gli atleti sperimentano sicurezza nel riuscire a portare a termine tali competizioni estenuanti, inoltre sentono di valere, di avere forza mentale, di saper prendere decisione, di sentirsi leader, in sostanza aumenta l’autoefficacia personale nell’ambito sportivo, si sentono riconosciuti dagli altri ma prima di tutto da se stessi, si scopre di possedere capacità insospettate, e questo serve da insegnamento anche nella vita oltre che dallo sport, si impara a superare qualsiasi ostacolo, a comprendere che per ogni problema c’è almeno una soluzione e che è possibile trovare tale soluzione che ti porterà al traguardo finale a superare gli imprevisti le sofferenze che comunque diventano passeggere. Ecco perché queste persone non si fermano mai, più corrono e più sperimentano, più sperimentano più si emozionano, più si emozionano e più si sentono vivi, sentono che la loro vita ha un senso per loro anche se gli altri li giudicano matti da legare, o suicidi o masochisti, ma per loro l’essenza della vita è sperimentare le proprie capacità personali, misurarsi con l’impossibile, l’incerto, sfide continue per conoscere se stessi, per entrare dentro se stessi e fare un viaggio interiore alla ricerca di se stessi e delle proprie possibilità, capacità di affrontare e ritornare sempre a rialzarsi quando si casca, ci si infortuna. L’ultramaratoneta ha scoperto che volendo, si può far tutto, che la passione è un motore potente che riesce a mobilitare le energie occorrenti per portare a termine qualsiasi impresa con qualsiasi condizione, è una sorta di adattamento graduale che ti permette gradualmente di incrementare l’autoefficacia personale e sviluppare la resilienza che ti permette di andare avanti e non fermati per imprevisti o crisi ma avere la capacità di gestire momento per momento con tutte le proprie risorse, capacità personali scoperte nel corso di precedenti competizioni e situazioni. La passione e la pratica dell’ultramaratona permette di conoscere e scoprire delle risorse interne che in situazioni ordinarie sono insospettabili. L’adattamento graduale a situazioni di estremo stress psicofisico permettono di esprimere delle caratteristiche che hanno a che fare con la tenacia, la determinazione, la resilienza, che accrescono la forza mentale per andare avanti, per raggiungere un obiettivo prefissato, per superare eventuali crisi lungo il duro percorso. Ecco perché queste persone non si fermano mai, più corrono e più sperimentano, più sperimentano più si emozionano, più si emozionano e più si sentono vivi, sentono che la loro vita ha un senso per loro anche se gli altri li giudicano matti da legare, o suicidi o masochisti, ma per loro l’essenza della vita è sperimentare le proprie capacità personali, misurarsi con l’impossibile, l’incerto, sfide continue per conoscere se stessi, per entrare dentro se stessi e fare un viaggio interiore alla ricerca di se stessi e delle proprie possibilità, capacità di affrontare e ritornare sempre a rialzarsi quando si casca, ci si infortuna. L’ultramaratona ti permette di allontanarti fisicamente e mentalmente dall’ordinario, dal routinario, dal normale, ti permette di stare tanto tempo con te stesso pemettendoti di conoscerti a fondo, è una sorta di rifugio interiore ed allo stesso tempo una sorta di autoterapia. Scendi all’interno di te stesso, fai un viaggio interno che ti permette poi quando rimetti i piedi sulla terra e ti confronti con gli altri di sperimentare una sicurezza personale ed una sicurezza in te stesso rispetto a quello che sei e quello che fai senza badare ad eventuali giudizi altrui. Lo sport di resistenza come metodo per affrontare le fatiche di tutti i giorni. Ecco cosa hanno scoperto molti ultramaratoneti del loro carattere. Franco Draicchio: “Di essere più forte di quanto pensassi, affronto meglio le difficoltà della vita di tutti i giorni.” Ciro Di Palma: “Ho solo avuto conferme. Se voglio, posso fare tutto.” Monica Casiraghi: “Del mio carattere le ultra mi hanno insegnato a essere sicura e determinata e a superare le paure della vita.” Laura Ravani: “Che posso smettere di avere paura inutilmente. Che se rimango concentrata sulla realtà e su quello che sto vivendo in genere riesco a capire come devo comportarmi.” Enrico Vedilei: “Sembrerà strano ma ho scoperto di essere molto socievole e stare bene in mezzo alla gente, cosa che da piccolo non mi riusciva bene.” Lorena: “Che posso farcela da sola e in qualsiasi situazione.” Marco Zanchi: “La capacità di affrontare i problemi e difficoltà in gara ti possono essere d’aiuto anche nella vita quotidiana!” Silvio Cabras: “Avendo un carattere molto timido e introverso, socializzando mi ha dato la possibilità di aprirmi!” Mario: “Be che dire mi sono rinforzato nella vita quotidiana.” Giuliano Cavallo: “Diventare più forte caratterialmente ed essere sempre ottimista.” Giuliano Ruocco: “Che il passato va cancellato, che il presente va vissuto, che il futuro é un'incognita.” Efisio Contu: “La calma che non sapevo di avere, sino a prima di iniziare questo sport ero sempre in tensione tutto e subito, ora invece con calma e serenità tutto è possibile.” Iolanda Cremisi: “Ho trovato in me stessa una forza incredibile, e anche nella vita di tutti i giorni ho imparato ad avere pazienza e riuscire sopportare situazioni difficili.” Matteo Colombo: “Ho sc imparato a gestire e a controllare le mie emozioni e miei stati d’animo soprattutto nei momenti di difficoltà e debolezza… per me correre significa anche migliorarmi in qualità di persona nel mio quotidiano e nella mia vita privata, lavorativa, sociale, famigliare ecc.” Nico Leonelli: “Ho scoperto che se qualcosa nella mia vita non va come vorrei, è solo perché non ci ho messo la giusta forza e determinazione.” Maria Moramarco: “Ho scoperto di avere tanta pazienza e determinazione. CORRERE è un pò come fare terapia, scopri te stesso e riconosci debolezze, pregi e difetti, hai una visione di vita diversa da quella che hai vissuto prima.” Pasqualino Onofrillo: “La capacità di sopportare ...sopportare tutto, non solo la fatica della gara, ma sopportare tante cose del mio quotidiano, in particolare del mio lavoro. Inoltre, credo di aver affinato la capacità di arrivare ad un obiettivo senza mollarlo, in quanto prima che iniziassi a correre ero più fatalista invece adesso mi impegno molto, intensamente (soprattutto mentalmente) a perseguire il risultato prefissato, ovviamente tenendo conto dei miei limiti.” Con la pratica delle Ultramaratone e dell’Ultratrail si sviluppa Resilienza ed autoefficacia. Ecco cosa hanno scoperto gli ultramaratoneti. Ivan Cudin: “Niente di particolare, ho semplicemente imparato a credere di più in me stesso.” Federico Borlenghi: “Penso di essere più sicuro di me ho vinto qualche paura che prima avevo.” Paolo Barnes: “Ho scoperto che anche nei momenti di stanchezza estrema posso continuare ad andare avanti.” Roldano Marzorati: “Grande resilienza, aumento della autostima.” Roberto D’Uffizi: “Ho scoperto che riesco a trasformare gli aspetti negativi in positivi, o al limite, a ragionare costruttivamente per la risoluzione di un problema. Quando hai un filo di forza e ti devi ingegnare per arrivare al traguardo, puoi tranquillamente avere la resilienza necessaria per affrontare altre problematiche quando sei in condizioni di relativo equilibrio psicologico e fisico.” Valentina Spano: “Che la mente umana non ha limiti. Che se mi concentro bene posso affrontare alla grande le gare più dure, non sento neanche più il caldo o il freddo. So gestire bene le energie e la resistenza mentale è sicuramente la mia migliore amica.” William De Roit: “Credo questa capacità di non mollare mai, forse inaspettata.” Alberto Ceriani: “Che volere è potere.” Susanna Forchino: “Intanto ho scoperto di saper sopportare il dolore e la fatica e di avere una discreta determinazione, cosa che non avevo affatto chiara.” Alina Losurdo: “Un carattere molto forte e determinato.” Filippo Poponesi: “Che sono uno tenace, uno che non molla. Che se mi pongo un obiettivo riesco a trovare la motivazione per raggiungerlo, anche sopra le mie stesse forze. E quando organizzo incontri di lavoro con i miei collaboratori cerco di trasmettere loro questo messaggio usando anche metafore podistiche. L’ultramaratona mi ha aiutato tantissimo ad accrescere l’autostima. Inoltre ha amplificato in me la voglia di aiutare gli altri.” Federico Matteoli: “La resilienza sportiva ti cambia la vita. Alcuni problemi quotidiani diventano molto più facilmente superabili.” Per quanto riguarda le ultramaratone gli atleti sperimentano più sicurezza nel riuscire a portare a termine tali competizioni estenuanti, inoltre sentono di valere, di avere forza mentale, di saper prendere decisione, di sentirsi leader, in sostanza aumenta l’autoefficacia personale nell’ambito sportivo, si sentono riconosciuti dagli altri ma prima di tutto da se stessi, si scopre di possedere capacità insospettate, e questo serve da insegnamento anche nella vita oltre che dallo sport, si impara a superare qualsiasi ostacolo, a comprendere che per ogni problema c’è almeno una soluzione e che è possibile trovare tale soluzione che ti porterà al traguardo finale a superare gli imprevisti le sofferenze che comunque diventano passeggere. L’ultracorsa diventa l’attività che ti permette di andare avanti anche nella vita, più vai avanti nelle distanze e nelle difficoltà delle ultracorse e più sei in grado di andare avanti nelle difficoltà della vita quotidina, lavorative, famigliari. Per approfondimenti è possibile consultare il libro "Ultramaratoneti e gare estreme", Prospettiva Editrice. Collana: Sport & Benessere. Anno edizione: 2016. Pagine: 298 p. , Brossura. EAN: 9788874189441. 4° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Sport - Atletica e sport da campo e da pista - Maratona e corsa campestre http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=357&controller=product Matteo SIMONE Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR 380-4337230 - 21163@tiscali.it http://www.psicologiadellosport.net
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