Home > Musica > “Decantato” è l’ultimo lavoro del cantautore Francesco Sposito prodotto a Marigliano presso l’Amarcord Studio di Giuseppe Sasso rinomata etichetta indipendente. (Scritto da Antonio Castaldo)

“Decantato” è l’ultimo lavoro del cantautore Francesco Sposito prodotto a Marigliano presso l’Amarcord Studio di Giuseppe Sasso rinomata etichetta indipendente. (Scritto da Antonio Castaldo)

 “Decantato” è l’ultimo lavoro del cantautore Francesco Sposito prodotto a Marigliano presso l’Amarcord Studio di Giuseppe Sasso rinomata etichetta indipendente. (Scritto da Antonio Castaldo)

E’ in corso la distribuzione digitale, su iTunes, Amazon, Spotify ed altre piattaforme musicali, del nuovo lavoro di Francesco Sposito che porta l’enigmatico titolo: “Decantato”. Il cantautore bruscianese, così come per il primo CD “Giochi di memoria” del 2008, si presenta sotto l’egida dell’etichetta discografica indipendente “Amarcord Studio” di Giuseppe Sasso a Marigliano. Questo studio vanta l’assidua frequentazione del compositore Pasquale Catalano che qui ha registrato sue colonne sonore per opere di cineasti come Paolo Sorrentino, Ferzan Ozpetec, Richard J. Lewis e tanti altri.

Per “Decantato” invece i testi e le musiche, la voce e l’esecuzione al piano sono di Francesco Sposito; Arrangiamenti di Giuseppe Sasso e Francesco Sposito; Direzione musicale di Giuseppe Sasso; Registrazione, missaggi e mastering all’Amarcord Studio; Batteria, Darbuka, Bodran, Tammorra, Shaker, Caxixi, Capanz e Tamburello con Riccardo Schmitt; Chitarre classica e acustica con Claudio Romano; Contrabbasso con Sasha Lioni, Violino, flauto dolce, programmazione e vibrandoneon di Giuseppe Sasso. L’autore ringrazia Giuseppe Sasso ed i partecipanti musicisti; Gladys Pardini, voce narrante in “Scrivo e cancello”; Mauro Sposito, docente consulente; Antonio Sposito, fotografo e Mario Sposito, regista; Katie Mugello, Marco Gabess, Deborah Esposito, Francesca Tammaro ed infine Margherita Monaco per la grafica. L’autore ha dedicato questo lavoro discografico ai nipoti Silvia e Alessandro ed ha reso un omaggio al medico francese inventore della “Manovra di Semont” contro le vertigini.

A Marigliano, il 21 marzo scorso il sociologo e giornalista, Antonio Castaldo, ha incontrato il cantautore Francesco Sposito del quale ha apprezzato “nella pratica del panorama della musica pop italiana l’onesto richiamo al cantautorato degli anni ’70 e ’80, De Gregorio, De André e Fossati. L’accattivante mood musicale e gli originali testi di questo viaggio ‘Decantato’ che ci racconta di amori in transito con mete certe ma rotte instabili. Sogni e delusioni, felicità e sofferenza, vita ed esperienza, arte e vissuto personale vengono trattati con delicatezza e profondità e mettono in moto un inarrestabile moto empatico nell’ascoltatore. Il viaggio musicale ed esistenziale proposto  da Francesco Sposito, volendo parafrasare un antico detto medievale, tocca la progressiva accelerazione, dal passo dei camminatori, alla corsa dei sapienti, fino al volo degli innamorati”.

Il 55enne Francesco Sposito, la cui passione musicale inizia a 15 anni di età, trasmessagli dal padre Santino, un provetto mandolinista, ha praticato per un ventennio piano bar e accompagnamenti musicali a vari artisti di cabaret. In questo incontro nel primo giorno di primavera l’autore ha raccontato della genesi e dei contenuti delle 10 canzoni e della finale bonus track del suo “Decantato” di cui sono su YouTube, “Patologia”, https://www.youtube.com/watch?v=z9D3m-8Lj18 e “Presenza Assenza”, https://www.youtube.com/watch?v=ZHVjHWZ9rIc .

“Patologia”. Un viaggio, un volo, un decollo esistenziale con l’abbandono di tutta la zavorra per vivere un amore pieno. “Presenza Assenza”. Consunzione di un rapporto amoroso. Il coraggio di andare via prima che l’altro di butti fuori, una volta constatato che lo sguardo non legge più la stessa luna. “Giro di ballo”. Psicoanalisi e liberazione nel terapeutico sciogliersi e lasciarsi andare. “Audrey”. Genitori patologici, separati, con una figlia che ribalta i ruoli e si prende cura degli adulti immaturi. “Non è una favola”. Una denuncia dell’offesa ambientale recata dagli uomini ingordi di profitto. Parteciperà alle prossime selezioni dello Zecchino d’Oro. Qui, Franco Sposito ricorda di “avere scritto testo e musica di getto, in un’ora senza ripensamenti, ritocchi o rivisitazioni”. “Scrivo e cancello”. In una semplicità assoluta si raccontano gli ultimi passi di un amore, nel conflitto finale la felicità dell’uno contro la volgarità dell’altra. E qui incontriamo anche la voce narrante dell’argentina Gladys Pardini. “E’ una favola”. Un altro amore reso impossibile dalle circostanze sociali. Nostalgia e rimpianto per quanto non è potuto accadere. “Nera”. L’autore in questo passaggio teme di essere stato sdolcinato, patetico. Ma il tema è attualissimo ed ha il colore della pelle dei migranti che passano sotto l’occhio esaminatore e persino dell’olfatto. Accoglienza minata dalla paura e dalla diffidenza. “Clint”. Omaggio all’attore e regista Clint Estwood, idolo di uomini e donne. “Risaliamo a bordo”. Richiamo al rispetto di ruoli e professioni di competenze e responsabilità. Invito ad uscire dal “Truman Show” che ci vede recitare sull’orlo del baratro e del fallimento generale. Infine la bonus track dedicata “ad Alain Semont e alle Sue manovre”.

Per il cantautore Francesco Sposito “non possono esserci black out permanenti. La luce della vita ritorna magari dopo un’accurata manovra di decantazione, per smaltire vertigini, far riposare gli umori, sciogliere tensioni, risolvere conflitti, superare incomprensioni e trovare il coraggio di nuove esperienze”.

Il sociologo e giornalista Antonio Castaldo ha affermato che “la forma canzone, sia essa un gioco, uno sfogo, un’aspirazione, una denuncia, una rivendicazione, un canto di lotta o d’amore,  ha da sempre dato la possibilità ad uomini e donne, vecchi e bambini, di esprimere i propri sentimenti. I testi e le musiche di Francecso Sposito affrontano efficacemente questi nostri anni di confusione ne cantano le difficoltà e mettono in allarme per il rischio di una mutazione antropologica”.

 

IESUS Istituto Europeo di Scienze Umane e Sociali - Brusciano NA

 

Decantato di Francesco Sposito |

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