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Intervista ad Antonella Rizzato, come una donna può diventare un'imprenditrice di successo

Intervista ad Antonella Rizzato, come una donna può diventare un'imprenditrice di successo

Grandi sogni e a volte una dura realtà. Soprattutto per le donne che ancora oggi trovano difficoltà nel farsi strada nel mondo del lavoro.

Antonella lei è l'esempio di una donna di successo: come è riuscita a far incontrare questi due mondi, sogni e realtà? È qui che sta la differenza. I sogni, e non le utopie, sono la proiezione di una realtà che desideriamo sia. Ho sempre lavorato, prima su me stessa, affinché la realtà che sognavo diventasse tale. Certo non è sempre facile, anzi direi che non lo è per niente, ma è stimolante. Poi il risultato non é sempre quello desiderato, e allora ci lavori ancora su, o magari quello che arriva è diverso da quello che pensavi, ma non necessariamente meno piacevole.

Quali sfide e quali ostacoli ha incontrato nel suo percorso lavorativo? Sfide di carattere personale, economico e professionale. Come la paura di non farcela, la burocrazia e le ostilità proprie del mondo del lavoro. Come è nato Grande Impero e la passione per il pane? Grande Impero nasce in un momento molto particolare della mia vita. Con mio marito eravamo ad un bivio: continuare o no l’attività di panificazione, che per lui era un eredità professionale familiare. Una sera ci siamo messi a tavolino e, con un grande coraggio e fiducia sulle sue capacità, abbiamo deciso di fare il “vero” pane, quello di una volta. Il nome nasce pochi giorni dopo, mentre sorseggiavamo un buon bicchiere di Brunello di Montalcino con un nostro caro amico giornalista, viste le nostre origini e tradizioni abbiamo “ripreso” le nostre radici e la forza del “grande” impero romano.

Cosa significa essere oggi, in Italia, imprenditori? Impegnativo, questo è il termine che mi viene immediatamente. Segue poi coraggio, tanta determinazione e spirito di appartenenza ad una civiltà, quella italiana appunto, che non può e non deve soccombere a un sistema ormai logoro. Dobbiamo invertire la tendenza, essere propositivi, specialmente in un'era dove ormai i confini, almeno per certi versi, si sono abbassati. Bisogna allargare i propri orizzonti anche fuori dal paese, ma sempre portando avanti l’imprenditoria italiana. Il suo è un mestiere che comporta dei sacrifici, ma dall'altra parte sicuramente anche delle soddisfazioni, specialmente se si punta su un lavoro di alta qualità made in Italy, che seleziona prodotti genuini.

Quanto è importante questo fattore nella produzione? È uno degli aspetti più motivanti. Il prodotto italiano, genuino e di alta qualità, direi che insieme all’etica sono la base della mia azienda e del mio team. Ed è anche ciò che premia di più, da parte dei collaboratori e dei consumatori, che inevitabilmente lo riconoscono. Comunicare il "saper mangiare bene e sano" è una cosa importante.

Cosa è necessario, secondo lei, per trasmettere alle persone il valore di un mestiere sempre meno diffuso? Per prima cosa in una società ormai “intorpidita”, diamo il prodotto e contestualmente formazione ed informazione. In questo momento storico va dato, secondo me, contestualmente alle parole l’esempio, il prodotto in questo caso.

Qual è il consiglio che si sente di dare ad altre donne, come lei, che voglio intraprendere un percorso imprenditoriale? Di non dimenticare mai di essere delle donne. Non occorre assumere le sembianze di un uomo per farcela. Noi con le nostre mille sfaccettature sappiamo farcela benissimo, senza tralasciare la famiglia, i figli, i nostri piacevoli interessi ec. Ancora una volta immaginiamo la nostra vita ideale e comportiamoci come se già fossimo li. Non assicuro che ci si arrivi, ma vista la mia esperienza assicuro che sarà un viaggio bellissimo con un’autostima alle stelle anche quando inevitabilmente ci abbattiamo o pensiamo di non farcela.

cultura | imprenditoria | donne | successo | grande impero | pane |



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