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Viti, vini e culture nei resoconti di viaggio

Viti, vini e culture nei resoconti di viaggio

Con una lectio magistralis del prof. Francesco Surdich, già docente di “Storia delle esplorazioni e scoperte geografiche" all’Università di Genova, si è concluso venerdì 5 maggio il ciclo di incontri culturali e aperitivi tematici promossi dall’Istituto Alberghiero Nino Bergese di Sestri Ponente, e dal suo preside Angelo Capizzi, finalizzati a educare i giovani al bere consapevole, ampliare l’offerta formativa e promuovere il territorio L’auditorium di Villa Sauli Podestà (parco del Basilico a Prà) è stato il teatro della lezione del prof. Surdich, incentrata su “Viti, vini e culture nei resoconti di viaggio”. A seguire la degustazione enogastronomica preparata ad arte dagli studenti del Bergese.

Elemento distintivo della civiltà italiana, il vino ha viaggiato ai confini del mondo con i suoi esploratori, favorendo l’intreccio di culture: da prelibata bevanda per il viaggio, a preziosa merce di scambio tra i popoli, a piantagione per le nuove colonie, fino a simbolo rituale.

Nel diario del mercante genovese Anselmo Adorno (fine Quattrocento) si testimonia un pellegrinaggio in Terrasanta in compagnia di una buona malvasia; mentre nel 1824 il futuro Papa Pio IX, allora canonico Giovanni Maria Mastai Ferretti, partì alla volta del Cile portando con sé cereali, patate, lardo, cipolle, limoni e Vin Santo; una discreta quantità di Barolo, oltre a porto e marsala, non mancò nemmeno nella spedizione in Africa di Guglielmo Gaudio alla fine dell’Ottocento, mentre nel resoconto di Edmondo De Amicis, “Sull’Oceano”, i festeggiamenti al passaggio dell’equatore avvenivano con diversi tipi di vino a seconda delle classi sociali.

A ritroso nel tempo troviamo  alla fine del 1200  Marco Polo a Cambaluc, l’attuale Pechino, presso la corte di Kublai Khan, dove si narra vi fosse un enorme vaso d’oro pieno di buon vino, così come in Cina si ricavava vino dall’uva oltre che dal riso e dai datteri (Il Milione). Gli studi di archeologia marittima hanno recuperato anfore che testimoniano lo scambio di vini, mentre la storia orale ci ha tramandato memoria di piantagioni di vino in Alaska per opera dei Vichinghi, in condizioni climatiche ben diverse da quelle attuali. E ancora nella lontana Polinesia, a Tahiti, nel Natale del 1774 il Capitano James Cook brindò insieme alle popolazioni indigene con il vino imbarcato a Madeira.

vini | viaggio | Surdich | Bergese | Prà |


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