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Loris Natale Cappanna: Io e l'atleta guida siamo una cosa unica

Loris Natale Cappanna: Io e l'atleta guida siamo una cosa unica
Matteo SIMONE http://www.psicologiadellosport.net/ Aumenta la visibilità degli atleti con disabilità visiva agli occhi degli altri grazie allo sport che ti rimette al mondo in modo diverso, le persone iniziano a uscire di casa anche se non sono al meglio della condizione, anche se hanno difficoltà grazie ad attività come lo sport che ti permette di metterti comunque in gioco, di mostrare altre abilità, grazie anche a chi è disposto a darti una mano tramite un laccetto per esempio. E’ quello che succede per gli atleti con disabilità visiva la cui guida si mette a loro disposizione per farli allenare in coppia, insieme, per farli anche partecipare a gara, non è facile ma si può, si può cambiare la cultura, si può fare quasi tutto se si vuole e se gli altri ti danno una mano o comunque non ti ostacolano, meglio se ti facilitano. Questo dovrebbe essere l’opera di sensibilizzazione da parte di istituzioni, società, organizzatori di gara, agevolare la partecipazione ad allenamenti e gare, ma soprattutto rendere facile la vita non solo agli atleti con disabilità visiva ma anche alle loro guide che sono lì per loro, mettono il loro tempo a disposizione dell’altro, c’è anche un ritorno per loro, posso dire per me perché anch’io faccio la guida ad atleti non vedenti e ipovedenti da qualche anno. Di seguito l’esperienza d’atleta di Loris attraverso risposte ad alcune mie domande. Che sapore ha la partecipazione alla 6 ore della birra? “Sicuramente una gara anomala per me, però ho riscontrato tanta passione, coinvolgimento ed unione tra i runner.” Quando vogliono i runner sanno essere sensibili e divertenti, soprattutto nelle gare di ultra distanza dove si mette da parte un po’ di competizione e si da spazio a presenza, incontri, condivisione di fatica e gioie e ci si aiuta a vicenda, è un mondo che sto conoscendo e approfondendo piacevolmente da un po’ di anni sia direttamente partecipando ad alcune gare sia con interviste a personaggi comuni e campioni e ciò mi permette di scrivere articoli divulgativi e anche libri con testimonianze, teorie e pratiche da mettere in atto per affrontare e gestire tali gare. Ti puoi definire ultra runner? Cosa significa per te partecipare a un'ultra maratona? “Nonostante abbia fatto alcune ultra maratone mi ritengo solo sulla carta un ultra maratoneta, la mia distanza congeniale è la maratona, oltre tale distanza lo faccio più per divertimento e per il clima che si respira nelle ultra maratone. PS: se le mie ginocchia avessero più resistenza sicuramente qualche gara in più sicuramente la farei.” Loris è uno che si tutela, mette in atto quello che io chiamo auto protezione, ma per ora è così, poi staremo a vedere perché a volte la distanza chiama ed è difficile dirgli di no, io credo che per Loris e le sue guide il meglio deve ancora venire. Amici, famiglia, sponsor, che dicono? “Accettano ben volentieri, nelle poche volte che ho fatto ultra maratona mi hanno accompagnato divertendosi a loro volta.” Le gare di ultra maratona sono giorni di festa, senza tensione, certo c’è un po’ di preoccupazione per la fatica a volte un po’ esagerata, ma si fa tutto, a volte l’ultra maratona diventa auto terapia, è quello che riportano tanti ultra runner, scopri te stesso in profondità, incontri la tua ombra, conosci le tue capacità e ti sorprendi sempre di più per quello che riesci afre e per come te ne esci da certe situazioni. Nuovi obiettivi e sogni pianificati o da pianificare? “Nuovi obiettivi immediati sono allenamenti e gare per triathlon, altri li valuteremo strada facendo. Per quanto riguarda i sogni non mi piace pianificarli, se ho un nuovo sogno ci metto tutto l'impegno per poterlo realizzare.” Sempre più sorprendente Loris, il triathlon attrae tanti e non è facile cimentarsi in tre sport, soprattutto trovare una buona intesa con le guide, conciliare gli allenamenti e le gare, insomma davvero una grande sfida. Com'è il clima con le tue guide, organizzatori di gare, altri atleti non vedenti? “Il clima con le mie guide è sempre ottimale, è la mia base di partenza, loro sono prima di tutto miei amici più che le mie guide; con gli altri atleti non vedenti c'è sempre tanto rispetto e stima anche perchè so le difficoltà che affrontano nella vita e nello sport (le loro difficoltà sono uguali alle mie); con gli organizzatori delle manifestazioni in zona c'è ormai un grande rapporto di stima reciproca, comprendono le nostre necessità e nel limite del possibile ci favoriscono, non a discapito degli altri. Nelle manifestazioni al di fuori della Regione, soprattutto quelle che contano grandi numeri, a volte riscontro qualche difficoltà, non comprendo perchè per noi atleti con disabilità spesso l'iscrizione è gratuita mentre all'atleta guida viene fatta pagare la tariffa standard, l'atleta guida si chiama in questo modo perchè accompagna in gara una persona con disabilità visiva e non per correre per una sua performance. Io e l'atleta guida siamo una cosa unica.” E’ vero chi fa la guida lo fa con vera passione e spirito di condivisione, si sperimenta e si cresce insieme, si fa squadra, si condividono gioie e difficoltà, si migliora insieme. Concordo con quello che dice Loris e anch’io e altre guide degli atleti di Achilles International di Roma a volte troviamo difficoltà nelle iscrizioni. Per approfondimenti sul mondo degli ultra runner è possibile consultare il libro "Ultramaratoneti e gare estreme". Di prossima uscita il libro Maratoneti e ultrarunner. Aspetti psicologici di una sfida. https://www.edizioni-psiconline.it/anteprime/maratoneti-e-ultrarunner-aspetti-psicologici-di-una-sfida.html Matteo SIMONE http://www.mjmeditore.it/autori/matteo-simone http://www.unilibro.it/libri/f/autore/simone_matteo https://www.ibs.it/ultramaratoneta-analisi-interminabile-libro-vari/e/9788898615872

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