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Valentino Spano, ultrarunner: Ultimamente in gara non sono riuscita a liberare la mente

Valentino Spano, ultrarunner: Ultimamente in gara non sono riuscita a liberare la mente
Matteo SIMONE Mentre a Belfast il 1° e il 2 luglio si correranno i Mondiali di 24 ore di corsa su strada, qualcuno andrà in Austria per una competizione simile, tra questi Matteo Colombo, giovanissimo atleta di interesse nazionale e Valentina Spano, di seguito alcune impressioni pre gara di Valentina attraverso risposte a un mio questionario. Ciao Valentina, squali sono i prossimi obiettivi, sogni da realizzare? “Prossimi obiettivi: sto partendo per l’Austria dove venerdì sera correrò la mia quinta 24 ore. Vorrei migliorare il mio personale. Arrivare a 160 km. In teoria nelle gambe ne ho di più, ma ultimamente in gara non sono riuscita a liberare la mente, ho permesso alle sensazioni fisiche di prendere il sopravvento. Quindi stavolta voglio riuscire a mantenere la concentrazione più a lungo. Sopportare la fatica.” Certo, in questa disciplina di endurance bisogna addomesticare la fatica, bisogna fare attenzione al fisico ma allo stesso tempo anche ai limi mentali che possono sabotare, pertanto bisogna crescere con l’esperienza e con l’aiuto di persone esperte. Sensazioni, emozioni, pensieri prima, della prossima gara importante? “Prima di una gara importante vivo i momenti più emozionanti. I preparativi per una trasferta così lunga richiedono tempo. Stavolta sarà particolare perché correrò in contemporanea ai miei amici che saranno a Belfast a correre il mondiale. Sono sempre felice quando devo gareggiare. La parola d'ordine per me è divertimento.” Il bello degli obiettivi da raggiungere sono le attese e i preparativi, compresi gli allenamenti, bisogna vivere il lungo percorso che ti porta alla tua meta. Quali saranno le strategie di gara? Ti consigli con un team? Famiglia, amici, figure professionali? “Sono supportata da Luca Sala, che mi allena da circa un anno. Molti consigli sopratutto su come affrontare la gara dal punto di vista mentale, alimentare, ecc.. Anche il presidente della mia società, Ernesto Croci, mi da una grossa mano dal punto di vista psicologico.” Importante fidarsi e affidarsi a qualcuno che ne sa di più, più esperto, Luca Sala sembra essere il punto di riferimento di tanti atleti di alto livello ma anche amatori, soprattutto una figura di riferimento dei giovanissimi di interesse nazionale ma anche un po’ di tutti, sembra essere conteso da tanti che lo vorrebbero sempre vicino e pronto a sostenerli e darli una mano, dirli una parola. E' cambiato nel tempo il tuo modo di preparati a gare importanti? “Ho cambiato il modo di allenarmi da un anno a questa parte perché da quando mi segue Luca Sala il lavoro è impostato meglio. Gli allenamenti sono tutti mirati alla 24 ore. Questo non vuol dire che in gara riesco a fare al meglio perché la componente psicologica influisce tantissimo.ultimamente a causa di motivi familiari ho meno tempo di allenarmi. Credo che affronterò questa gara fisicamente meno preparata, ma con più voglia di correre!” Cosa hai scoperto del tuo carattere che ti aiuta nel prepararti e affrontare gare importanti? “Per quanto riguarda il mio carattere... be' il meglio e il peggio viene fuori in gara. Grinta, tenacia, ma anche tutte le mie debolezze, arrivano anche le lacrime, perché quando la fatica ti scava dentro,riaffiora tutto il tuo vissuto e viene fuori anche il peggio. Sicuramente prima e durante una gara di endurance, quando l'atleta è più fragile, basta una frase per demolirlo o per farlo volare! La bravura di luca Sala è sapere cosa dire per tirare fuori il meglio da ciascuno.” Importante diventa sviluppare la consapevolezza delle proprie capacità e dei propri limiti, sviluppare autoefficacia e fiducia in sé, sviluppare resilienza e superare tutto anche eventuali ritiri o prestazioni scadenti. C'è una parola o una frase detta da qualcuno che ti aiuta ad affrontare la prossima gara? “Ho avuto uno scambio di mail con un mito dell'ultramaratona: Antonio Mammoli. Lui mi ha scritto: . . .  non esiste un limite se non quello che la mente ci impone ! Libera la tua mente da numeri, minuti, avversari. Corri,  sorridi, divertiti. E ancora: Vale, il fascino della 24 ore è solo per chi ce l ha dentro." Antonio Mammoli davvero unito dell’ultramaratone, un atleta che è stato fortissimo e vincente, una persona sensibilissima che si diverte anche come spintore a Marco Albertini, ultrarunner in carrozzina. Per approfondimenti si può consultare il libro "Ultramaratoneti e gare estreme", inoltre è in uscita il libro Maratoneti e ultrarunner. Aspetti psicologici di una sfida, edizioni-psiconline, 2017. https://www.edizioni-psiconline.it/anteprime/maratoneti-e-ultrarunner-aspetti-psicologici-di-una-sfida.html   Matteo SIMONE www.psicologiadellosport.net/eventi.htm http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html


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