Home > News > Cosa spinge persone a fare sport di endurance

Cosa spinge persone a fare sport di endurance

Cosa spinge persone a fare sport di endurance
Matteo SIMONE http://www.psicologiadellosport.net "I nostri corpi sono i nostri giardini, il nostro volere è il giardiniere" William Shakespeare Cosa spinge persone, soprattutto quarantenni e cinquantenni a fare sport di endurance come Ultramaratone, condividendo fatica, impegno ma anche sano divertimento? Semplice la risposta per chi lo sperimenta direttamente, lo sport rende felici, incrementa consapevolezza, sviluppa autoefficacia consolidando la fiducia in se stessi di poter far qualcosa, di riuscire in qualcosa, inoltre lo sport incrementa la Resilienza, si affrontano e si superano meglio i problemi, le crisi, le difficoltà, si è più attenti e gentili. E’ un mondo fatto di pensieri, preoccupazioni, gioie, delusioni, illusioni, sensazioni, vittorie, fallimenti. Importante diventa l'amicizia che accoglie, contiene e sostiene. Importante diventa la forza del gruppo che diventa una rete protettiva e di sostegno, gruppo che protegge, consiglia, che c'è, dove è possibile la condivisione della fatica, del riuscire, del superare. Questo è il vantaggio dello sport amatoriale, sperimentarsi insieme, ognuno con le proprie capacità, possibilità e competenze, rispettando i propri limiti. A volte la fatica rende felici, è quello che sperimentano molti atleti di sport di endurance come gli ultramaratoneti e i triatleti ironman, l’ho sperimentato anch’io soprattutto nella gara più bella della mia vita l’Iron elbaman. Interessante quello che scrive Murakami nel suo libro L’arte di correre: “Ciò che soprattutto mi ha reso felice, oggi, è il fatto che questa gara me la sono proprio goduta. Non ho ottenuto un tempo di cui andar fiero. Ho anche commesso diversi piccoli errori. Però ho corso fino a esaurimento delle forze, e ne risento ancora l’effetto. Inoltre, sotto molti punti di vista, credo di essere migliorato rispetto all’ultima gara. E questo è un punto essenziale. Perché la difficoltà del triathlon consiste nel saper combinare le tre prove, e l’esperienza ha molto da insegnare al riguardo. Permette di compensare lo squilibrio delle attitudini fisiche. In altre parole, imparare dall’esperienza è la cosa più piacevole, più divertente del triathlon.” Questo è lo sport che avvicina mondi, culture e colori. Importante partire sempre dal momento presente e cavalcare l'onda del cambiamento per dirigersi verso mete nuove e sfidanti ma raggiungibili, continuando a trasformare piccoli sogni in realtà. Questo è lo sport che incrementa autoefficacia e sviluppa autoconsapevolezza e resilienza. Ancora continua Murakammi: “Naturalmente è stata dura, a un certo punto stavo quasi per perdermi d’animo. Ma in questo sport la fatica è data per scontata. Se non fosse parte integrante del triathlon o della maratona, chi mai si darebbe la pena di mettersi alla prova in discipline che succhiano le nostre energie e il nostro tempo? Proprio nello sforzo enorme e coraggioso di vincere la fatica riusciamo a provare, almeno per un instante, la sensazione autentica di vivere. Raggiungiamo la consapevolezza che la qualità della vivere non si trova in valori misurabili in voti, numeri e gradi, ma è insita nell’azione stessa, vi scorre dentro.” La bellezza dello sport è che ti permette di fare esperienza, di metterti in gioco, di apprendere dall’esperienza sbagliando e facendo sempre meglio la prossima volta. Tanti atleti voglio osare sempre di più, è quello che emerge da risposte di tanti ultrarunner. Se c’è passione non esiste la fatica, lo dice anche la utrarunner entrata nel Guinness dei primati Angela Gargano: “La fatica non esiste. E’ un fatto psicologico. Basta non pensarci, e svanisce. In gara, può essere tanta, ma appena da lontano intravedo lo striscione d’arrivo mi sento fresca come una rosa, e felice taglio il traguardo.” E’ quello che emerge dalle interviste a tanti ultramaratoneti, la fatica non esiste, c’è la voglia di misurarsi con se stessi, con gli altri, con le difficoltà, ma la stanchezza e le crisi come vengono così se ne vanno nella maggior parte dei casi. Tanti i motivi per iniziare a fare sport, se poi lo sport ti cattura, allora è difficile resistere, diventa un pensiero quotidiano. A volte nasce la sfida, la voglia di arrivare dove nessuno è arrivato, sono tante le persone che sperimentano la voglia di superare i propri limiti, di scoprire quanto valgono. Tanti i motivi per iniziare a correre, lo spiega anche Mark Rowlands, Correre con il branco: “Ognuno corre per motivi diversi: alcuni lo fanno perché ci provano gusto, altri per sentirsi bene, in forma, felici e persino vivi. Altri ancora corrono per stare in compagnia o per alleviare lo stress della vita quotidiana. Ci sono persone a cui piace saggiare la propria resistenza, i propri limiti.” Si inizia a praticare sport per scelta, per caso, perché è necessaria una riabilitazione, invogliati dai genitori o dagli istruttori di educazione fisica, si inizia con una motivazione intrinseca (perché si prova piacere a praticare un’attività sportiva), ludica (per il gusto di giocare e di divertirsi). Bisogna, però, essere sempre consapevoli delle proprie sensazioni, dei propri bisogni, delle proprie esigenze, è indispensabile monitorare le proprie motivazioni, calibrare i propri obiettivi e decidere volta per volta che cosa è meglio per se stessi, credendo sempre in quello che si fa. Quello che raccontano tante persone è che lo sport rende felici, ti libera la mente da tensioni e problemi accumulati durante la giornata o nel corso di altre attività quotidiane meno piacevoli. Sto continuando ad approfondire il mondo degli ultrarunner fatto di fatica e soddisfazioni, di programmi, di obiettivi, di percorsi, di viaggi interiori. L’esperienza continua sia in modo diretto partecipando ad alcune gare, sia attraverso interviste, racconti e testimonianze da parte di atleti. Ciò mi ha permesso di scrivere un libro con Daniele Baranzini dal titolo “Ultramaratoneta: analisi interminabile” e un mio libro dal titolo "Ultramaratoneti e gare estreme" Prospettiva Editrice, 3° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Sport - Atletica e sport da campo e da pista - Maratona e corsa campestre https://www.ibs.it/ultramaratoneti-gare-estreme-libro-matteo-simone/e/9788874189441 Inoltre è in uscita Maratoneti e ultrarunner. Aspetti psicologici di una sfida, edizioni-psiconline. https://www.edizioni-psiconline.it/anteprime/maratoneti-e-ultrarunner-aspetti-psicologici-di-una-sfida.html Matteo SIMONE http://www.psicologiadellosport.net/eventi.htm


Commenta l'articolo

 

Potrebbe anche interessarti

Sonia Lutterotti, l’Ultramaratona mi fa sentire libera


Aspetto mentale in ambito sportivo: Superare limiti e raggiungere obiettivi


Tour Divide: Dal Canada al Messico in mountain bike tandem per 30 giorni


Alina Losurdo: l'ironman è un sogno che avevo da anni nel cassetto


Roldano Marzorati: Essere un ultramaratoneta per me è un abito mentale


A Villanova di Guidonia, il fantastico mondo dell'Ultramaratona


 

I più cliccati

Stesso autore

100km delle Alpi: C'ero anch'io con “Personal Best” 12h10'

100km delle Alpi: C'ero anch'io con “Personal Best” 12h10'
Matteo SIMONE http://www.psicologiadellosport.net Le gare diventano grandi occasioni di incontri e confronti prima, durante e dopo la gara; questo è lo sport che vogliamo, uno sport che avvicina persone, culture e mondi. Uno sport che ti fa salire sul treno in giro per parchi, strade, musei e città. Si porta a casa sempre qualcosa: incontri e momenti pre, durante e post gara; nuovi incontri, (continua)

Matteo Colombo e Cecilia Polci vincono il Trail Parco della Maremma 62km

Matteo Colombo e Cecilia Polci vincono il Trail Parco della Maremma 62km
Matteo Simone http://www.psicologiadellosport.net Una gara lunga 62 km vinta da Matteo Colombo in 6h20’, mentre Cecilia Polci vince la gara femminile in 6h59’. Matteo Colombo del “Valetudo SKYRUNNING Italia RACER/Team tecnica Italia” sembra essere un atleta di sport di endurance con l’attitudine a macinare chilometri e chilometri, acquisita nel tempo e con l’esperienza, sia su precorsi trail (continua)

Stefano Velatta, 100km Alpi: Ne esco sicuramente più forte di prima

Stefano Velatta, 100km Alpi: Ne esco sicuramente più forte di prima
Matteo SIMONE Finalmente ho avuto modo di conoscere Stefano Velatta dell’Olimpia Runners, alla partenza della 100km delle alpi e di seguito Stefano racconta com’è andata in questa dura prova di 100km. Che è successo? Non stavi bene? Troppa tensione? “In realtà non dovevo partecipare alla gara, non avevo programmato un’altra 100km adesso, poi mi ha contattato l’organizzatore è mi ha convinto. V (continua)

Marco Lombardi, 100k Alpi: Ho avuto ottime sensazioni e mi sono divertito molto

Marco Lombardi, 100k Alpi: Ho avuto ottime sensazioni e mi sono divertito molto
Matteo SIMONE http://www.psicologiadellosport.net Marco Lombardi, alla 100km delle Alpi arriva secondo a 4'26" dal giovanissimo vincitore Maggiola Enrico 7h44', terzo Filippo Castriotta 8h46' che si dimostra la grande sorpresa, atleta di Manfredonia tesserato con La Barletta Sportiva. Le donne si dimostrano essere sempre più resistenti e resilienti, 5 donne tra i primi 12 arrivati. Elisa Benv (continua)

Matteo Colombo vince il Trail Parco della Maremma km 62

Matteo Colombo vince il Trail Parco della Maremma km 62
Matteo SIMONE Matteo Colombo del “Valetudo SKYRUNNING Italia RACER/Team tecnica Italia” sembra essere un atleta di sport di endurance con l’attitudine a macinare chilometri e chilometri, acquisita nel tempo e con l’esperienza, sia su precorsi trail di montagna e quindi con notevoli dislivelli altimetrici, sia su strada e anche a circuiti. Non è da tutti sapersi esprimersi ad alto livello su tr (continua)