Home > Cultura > Brusciano: Via Nazionale ha il volto di Camillo Cucca (1829-1893). Il Giro del Mondo con la Magenta che 150 anni fa iniziava le manovre di rientro in Italia. (Scritto da Antonio Castaldo)

Brusciano: Via Nazionale ha il volto di Camillo Cucca (1829-1893). Il Giro del Mondo con la Magenta che 150 anni fa iniziava le manovre di rientro in Italia. (Scritto da Antonio Castaldo)

Brusciano: Via Nazionale ha il volto di Camillo Cucca (1829-1893). Il Giro del Mondo con la Magenta che 150 anni fa iniziava le manovre di rientro in Italia.  (Scritto da Antonio Castaldo)

Lungo la Nazionale delle Puglie, Strada Statale 7 bis di Terra di Lavoro, della complessiva lunghezza di 87,653 chilometri, nel tratto che attraversa il Comune di Brusciano in provincia di Napoli assume il nome di Camillo Cucca. Al centro di quel chilometro cittadino troviamo Piazzetta San Sebastiano con la Chiesetta ed il Palazzo Cucca. Il più illustre fra i componenti della famiglia Cucca, le cui gesta sono sconosciute localmente, è proprio Camillo Cucca il quale nasce a Brusciano il 19 ottobre del 1829. Quella che segue è la rammemorazione del sociologo Antonio Castaldo a 150 anni di una grande avventura marinara. Ripercorrendo alcuni episodi della sua avventurosa biografia, della decorata carriera militare e della sua generosa umanità, si ha contezza dell’alta figura storica rivestita dall’Ispettore Camilo Cucca a cavallo fra il tramontante Regno delle Due Sicilie (1816-1861) ed il nascente Regno d’Italia (1861-1946). 

Il giovane Camillo Cucca, nei suoi primi anni di intrepido servizio nella “Marina Napolitana”, coerentemente con il giuramento di Ippocrate, nel Corpo Sanitario della Real Marina a bordo della Fregata “Partenope” durante l’assedio di Gaeta (8 settembre 1860-20 febbraio 1861), risponde all’invocazione di aiuto del Comandante Saint Bon della nave “Confienza” della Marina Sarda, che nella battaglia riporta numerosi feriti gravi che a bordo restano senza medici ma ricevono il soccorso del coraggioso bruscianese il quale li raggiunge con una scialuppa sotto il contemporaneo fuoco dei belligeranti.

Negli anni successivi per il suo carattere generoso e la sua competenza medica viene convocato per uno straordinario viaggio, al fianco degli scienziati e senatori del Regno, De Filippi e Giglioli, sotto il comando del Capitano di Vascello, Alessandro Arminjon. Questo per una missione di promozione dell’immagine dell’Italia, di costruzione di nuovi rapporti diplomatici con l’Estremo Oriente, di attuazione di una ricerca scientifica, dal 1865-1868, con l’equipaggio della Piro Corvetta “Magenta”, prima nave militare italiana a fare il giro del mondo. La testimonianza in patria, anni dopo quella esperienza,  del Sottotenente di Vascello della Marina Regia, Saverio Mirabelli, resa precisamente nell’anno 1871, ci riferisce delle capacità professionali del medico bruscianese: «indipendentemente dai patimenti che s’incontrano nella vita dell’uomo di mare, altri se ne ebbero per contagiosa malattia. Dalla partenza da Hong Kong sino al ritorno in Batavia, la dissenteria e il vaiolo maligno fecero molte vittime, e molte dippiù, certo, ne avrebbero fatte se l’egregio medico di fregata signor Camillo Cucca, non avesse saputo colla sua profonda arte arrestarne i rapidi progressi». [Saverio Mirabelli, Le scienze  naturali e l’uffiziale di Marina a pag. 28 della Rivista Marittima  edizione 1, Anno IV 1871, Primo Semestre, Fascicolo II,  Roma, Cotta e C. Tipografia del Senato del Regno, V. nota (2) pag. 33. Prof. Enrico Giglioli, Note di Fauna Vertebrata nell’Oceano ripubblicate a pag. 41, Viaggio intorno al Globo 1865-1868 della R. Piro-Corvetta Magenta].

La “Magenta” inizia la sua eroica avventura nel mese di aprile 1865 sul Rio de la Plata poi si trasferisce a Rio de Janeiro. Il 2 febbraio 1866, rasentando il Brasile, giunge a Montevideo. A seguire quindi affronta il Capo di Buona Speranza, giunge in Batavia, Singapore e Saigon, quindi in Giappone, Yokohama. A Pechino, il 26 ottobre 1866 viene firmato il primo trattato tra Italia e Cina. La Piro Corvetta arriva ad Hong Kong, poi a Giava, quindi in Australia a Melbourne e Sydney. Attraversa l'Oceano Pacifico percorrendo 7100 miglia per giungere in Perù, Callao e poi Valparaiso. Ed ancora, Cile e Patagonia, Punta Arenas e Stretto di Magellano. Il 17 dicembre 1867 giunge a Montevideo. Infine risale l'Atlantico, attraversa il Mar dei Sargassi, torna in Mediterraneo giungendo e finalmente il 28 marzo 1868 arriva a Napoli. Nel 1884 Camillo Cucca gode dell’alto riconoscimento consegnatogli motu proprio dal Re Umberto I, per le preziose attività sanitarie ospedaliere svolte durante il colera a Napoli.  Quando ormai è all’apice di una brillante carriera, come Direttore dell’Ospedale della Marina di Piedigrotta,  non si nega di far visita nel febbraio 1893 all’Ammiraglio Saint Bon malato di broncopolmonite e per questo rimane contagiato e poi muore il 10 marzo 1893. Il Comandante in Capo del II Dipartimento, Vice Ammiraglio Martinez,  nell’Ordine del Giorno dell’11 marzo 1893, scrive: «Ieri sera cessava di vivere in questa città l’Ispettore Medico della Regia Marina Comm. Camillo Cucca. Il funerale avrà luogo domani domenica alle 10 antemeridiana; muovendo dall’ultima dimora del defunto in Via Mergellina n. 156. La malattia che ha condotto alla tomba l’Ispettore Cucca è stata per dichiarazione dell’autorità competente, contratta in servizio. La sua morte ci offre pertanto un doppio esempio: quello del medico che sacrifica la propria vita in pro dell’umanità sofferente, l’altro del militare che la offre in olocausto al suo dovere. Ammiriamo tutti l’esempio che ci ha dato, e teniamoci pronti ad emularlo, ove le circostanze le esigano. Per rendere speciale omaggio alle virtù del dovere, tutti gli Ufficiali di Marina, nessuno eccettuato, interverranno all’accompagnamento funebre, tributando per tal modo gli ultimi onori all’estinto». [Filippo La Rosa, Il Generale Camillo Cucca, “Giornale di Medicina Militare”, Fondato nel 1851, Ministero della Difesa, Edito dalla Direzione Generale Sanità Militare, Anno 148°, fascicolo 6, novembre-dicembre 1998, Direttore Sergio Natalicchio, Roma 1998, pagg. 473-476. Stessa Fonte per la foto di Camillo Cucca].

Il funerale viene preceduto  da una orazione civile commemorativa presso la casa del defunto dove ha vissuto con la moglie Luisa, dal Commendador Florani Vice Direttore dell’Ospedale della Marina di Piedigrotta. Il sociologo Antonio Castaldo ricorda che “la tomba di Camillo Cucca è nel quadrato degli Uomini Illustri del Cimitero di Poggioreale, a Napoli. Per quanto riguarda Brusciano, la prima iniziativa a ricordo di Camillo Cucca è avvenuta con la pubblicazione di “Apriti Sesamo” negli anni 1999 e 2002 per il Comune di Brusciano e l’Ente Provincia di Napoli”.

 

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Brusciano Camillo Cucca (1829-1893) ad Memoriam- Antonio Castaldo |



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