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“E ALLA FINE C'E' LA VITA” : LE VICENDE DI QUATTRO GIOVANI TRA DISILLUSIONI ED ECCESSI RACCONTATI DA DAVIDE ROSSI NEL SUO ROMANZO D'ESORDIO

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“E ALLA FINE C'E' LA VITA” : LE VICENDE DI QUATTRO GIOVANI TRA DISILLUSIONI  ED ECCESSI RACCONTATI DA DAVIDE ROSSI NEL SUO ROMANZO D'ESORDIO
L'associazione artistica Futur'Arte di Vercelli, con il suo instancabile presidente Franco Ferragatta amplia i suoi orizzonti: insieme alla pittura è nata infatti una sezione dedicata alla letteratura come punto di riferimento per scrittori e poeti emergenti del territorio e più in generale per gli appassionati di scrittura e lettura che desiderano confrontarsi e far conoscere il proprio lavoro con presentazione di libri, reading, concorsi letterari, conferenze ecc. Sarà Andrea Meli, pittore e poeta tra i fondatori dell'Associazione, a coordinare le attività della neonata sezione che debutta alla grande con la presentazione del libro “E alla fine c’è la vita” di Davide Rossi. Chi è Davide Rossi Nato a Sant'Angelo Lomellina, in provincia di Pavia nel 1985, vive e lavora a Vercelli; da sempre grande appassionato di cinema e di scrittura Nel 2013 ha collaborato, insieme ad altri autori, alla sceneggiatura di Benvenuti a casa Verdi (Muccapazza film) e pubblicato racconti brevi, poesie e saggi. Il Libro «E’ ambientato nel 2009 a Pavia – dice Davide Rossi - volevo parlare di una città di provincia, in particolare di un gruppo di ragazzi che passano da un momento in cui la vita viene affrontata come un parco giochi, tra droga, sesso e divertimento… al momento delle scelte importanti. Parliamo dei ragazzi di oggi che non hanno spesso un’idea chiara di cosa vogliono diventare e vivono praticamente alla giornata» La Trama In un gelido inverno padano, tra gli studenti dell'Università di Pavia, si intrecciano le vicende di quattro ragazzi con storie ed esperienze diverse, accomunati dalla ricerca di una propria dimensione personale, persi nell’incertezza esistenziale, testimoni di un malessere sociale che sfocia negli eccessi che li trascinerà in un vortice autodistruttivo. Conosciamo Marco, suo malgrado protagonista della storia, ossessionato dalla la paura legata ad un futuro, ignoto e incerto, poi Mario che proverà sulla sua pelle le devastanti conseguenze di una vita sregolata, e ancora Marianna, schiava del sesso fine a se stesso, ed infine Marika, vittima consapevole di un professore depravato. Ognuno di loro, a modo proprio, si oppone al conformismo che rende incapaci di vedere in modo corretto e disincantato il mondo e allora studio e lezioni lasciano il posto a selvaggi party universitari, a nottate insonni e all’uccisione della propria mente, presentati dall'autore attraverso una concitata sequenza di immagini che si inseguono fino all'epilogo. La Riflessione Quali vite li attendono? Quale destino? Quale professione? Quesiti che vengono soffocati dagli impulsi della carne, dal presente che è troppo imminente e attraente per essere trascurato. Giovani che faticano a sviluppare un progetto di vita, vivono schiacciati sul presente, passando da un’esperienza frammentaria all’altra, intrappolate dall’ansia di vivere la vita al massimo, senza riuscire a costruire un senso comune per la loro esistenza, veri interpreti della generazione a cui appartengono, con la loro mancanza di sicurezze, la confusione mentale e la paura legata non soltanto al futuro, ignoto e incerto, ma anche ad una quotidianità che rischia di schiacciarli. “E alla fine c’è la vita” tira le fila di tutti questi percorsi: è scritto come una sceneggiatura cinematografica o un testo teatrale, con molti dialoghi, un ritmo serrato ed emozionale che lo rende giovane, vivace, intelligente, decisamente piacevole, sicuramente differente. M.C. Ottobre 2018

davide rossi | e alla fine c è la vita | futur arte | vercelli |



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