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Ricerca Ricoh: le Pmi e la sfida dell’innovazione

Ricerca Ricoh: le Pmi e la sfida dell’innovazione Vimodrone, 11 ottobre 2018 – Ricoh ha raccolto il parere di 3.300 manager di Pmi europee per capire cosa significhi per loro fare innovazione. Tra le aziende italiane che hanno le idee molto chiare in merito vi è Beijer Ref Italy. La rivoluzione digitale sta trasformando in maniera profonda i rapporti tra le aziende, Pmi in primis, e il mercato. In questo contesto si parla sempre più della necessità di innovare e trasformarsi. Ma cosa significa fare innovazione per una Pmi? Qual è il ruolo della tecnologia? Per rispondere a queste domande Ricoh ha commissionato una ricerca che ha coinvolto 3.300 Pmi in tutta Europa. Il 59% dei manager sostiene che l’innovazione sia una priorità assoluta e il 34% è addirittura convinto che la propria azienda potrà fallire entro il 2020 se non riuscirà trasformarsi per rispondere ai cambiamenti attualmente in atto nel mercato. Per innovazione le Pmi intervistate intendono: • lo sviluppo di nuovi prodotti (aspetto citato dal 60% del campione) • l’implementazione di nuove tecnologie negli ambienti di lavoro (56%) • l’introduzione di miglioramenti graduali nei processi (54%) Sebbene l’innovazione sia dunque considerata un elemento imprescindibile per competere, il 47% afferma di temere i cambiamenti rilevanti e il 30% ammette di non saper da che parte cominciare. Tempo di cambiamenti Il 78% delle Pmi afferma che il settore in cui opera è cambiato molto negli ultimi cinque anni e il 75% ritiene che nei prossimi cinque è destinato a mutare ancora. Dalla ricerca è emerso come i fattori che hanno portato ai maggiori cambiamenti sono stati: evoluzione delle aspettative da parte dei clienti (31%), aumento della competizione (31%), automazione sempre maggiore delle attività (27%), nuovi requisiti normativi (27%) e incertezza economica (25%). Le tecnologie e la digital revolution stanno generando impatti in tutti i settori. Il 74% del campione afferma che la tecnologia aiuti ad innovare e ad aumentare la produttività e secondo il 46% un più ampio utilizzo delle tecnologie digitali consentirebbe di essere più innovativi. Tra le aziende che hanno le idee molto chiare e considerano l’innovazione un importante motore per competere vi è Beijer Ref Italy che ha scelto le lavagne interattive Ricoh per trasformare la formazione e l’aggiornamento dei propri dipendenti. Il ruolo della tecnologia nell’innovazione Beijer Ref Italy è la filiale italiana di un gruppo multinazionale che ha sede principale in Svezia ed è presente in quasi tutti i Paesi del mondo, distribuendo componentistica per la refrigerazione ed il condizionamento. “Il mercato in cui operiamo sta cambiando molto rapidamente come conseguenza delle nuove normative e dell’evoluzione tecnologica. Le nostre competenze tecniche sui prodotti sono fondamentali per il nostro successo ed è qui che entrano in gioco le soluzioni Ricoh”, spiega Fabio Fogliani, Managing Director e Direttore Commerciale dell’azienda. “Ricoh – prosegue il manager – ci ha permesso di migliorare le attività di formazione e il contatto diretto tra i produttori e le persone che operano nelle nostre 16 filiali”. Marco Curato, Purchasing Director di Beijer Ref Italy, spiega: “In passato il training era svolto al 100% on site facendo spostare i produttori oppure i colleghi delle filiali. Questo implicava costi di viaggio, allungava il time-to-market e causava perdite di tempo per gli spostamenti”. L’azienda ha installato due lavagne interattive (Ricoh Interactive Whiteboard D6510) nella sede principale di Milano, una in una sala riunioni e l’altra nella sala training in cui sono presenti anche altre tecnologie Ricoh come ad esempio videoproiettori. Questi strumenti permettono a Beijer Ref Italy di svolgere formazione senza far spostare i dipendenti dalle filiali perché il training arriva direttamente da loro. In pratica, tramite il pc si connettono in modo molto semplice alla lavagna interattiva e possono assistere alla presentazione in tempo reale connettendosi allo stesso tempo mediante videoconferenza per una maggiore interattività. Marco Curato precisa: “Avevamo necessità di strumenti che rendessero le modalità di erogazione della formazione più veloci ed efficaci. Il digital training ha risposto a pieno a questa esigenza offrendoci la flessibilità e l’innovazione che oggi sono assolutamente necessarie per riuscire a competere”. Fabio Fogliani conclude: “Siamo un’azienda dinamica che guarda costantemente al futuro e all’innovazione per crescere e prepararci al business di domani. Al momento il progetto realizzato con Ricoh interessa esclusivamente l’Italia, ma i vantaggi sono così evidenti, anche ad esempio in termini di riduzione dell’impatto ambientale, che siamo certi che fungeremo da best practice per il resto del Gruppo. L’innovazione è contagiosa”.


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