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Appuntamento di marzo con La Tavola delle Imprese.

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Appuntamento di marzo con La Tavola delle Imprese.

La sessione di “La Tavola delle Imprese” è stata dedicata al ruolo dell’impresa quale attore del recupero del territorio e delle tradizioni in chiave innovativa.


Si è tenuto venerdì 26 marzo scorso un nuovo appuntamento del format innovativo JMI, curato da Netcoa, “La Tavola delle Imprese”.

Questa sessione ha voluto evidenziare il ruolo che l’impresa riveste per il recupero del territorio e delle tradizioni, innovando i processi.

I testimonial di questo settimo appuntamento hanno espresso la loro visione rappresentandola in base alle proprie esperienze, attività ed al contesto locale.

Sono intervenuti: Gaetano Bonelli, Direttore del Museo di Napoli – Collezione Bonelli; Donato Longo, titolare della Techno Design e delle due startup innovative del gruppo, Virtual Factory ed H-Opera; Marco Fabbri, imprenditore fiorentino, titolare del Pastificio Fabbri; Cosimo Maria Palopoli, CEO della startup innovativa emiliana IUV.

 

Il tema.

I lavori si sono aperti con un benvenuto a tutti i partecipanti da parte del Vice Presidente Netcoa, Raffaello Dinacci, introducendo il tema di questa 7° Tavola:

“L’impresa, attore del recupero del territorio, diffonde la cultura innovando i processi, valorizzando la tradizione.”

Ospiti.

Gaetano Bonelli, Direttore del Museo di Napoli, ha illustrato la realtà del Museo – Collezione Bonelli, raccolta antropologica di oltre 10.000 testimonianze che racconta la storia di Napoli, dal ‘500 alla metà del secolo scorso.

In circa 37 anni di ricerca, raccolta e catalogazione, grazie anche allo scambio tra collezionisti, Bonelli ha composto un unicum dal valore inestimabile che racchiude l’universo napoletano e tratta di 20 aree tematiche riguardanti i più svariati settori, come ad esempio i trasporti, l’urbanistica, l’architettura, l’emigrazione, lo spettacolo, il commercio, l’enogastronomia.

Una collezione che racconta l’umanità ed i suoi momenti di vita e che contribuisce a conservare la memoria storica della città.

La raccolta, ospitata nella Fondazione Casa dello Scugnizzo a Materdei, nel centro storico di Napoli ha una notevole valenza storico – culturale e si è potuta arricchire attraverso la cooperazione volontaristica, determinando così un modello di best practice.

Bonelli, nel rappresentare che la sua realtà risulta essere ai primi posti nei motori di ricerca, ed in particolare in Trip Advisor, tra i percorsi esperenziali consigliati al turista che approda a Napoli, evidenzia che il settore ha la necessità di fare impresa, in quanto attrattore per il turismo nazionale ed internazionale e per esso volano di una economia del territorio.

Auspica,quindi, l’intervento di un tessuto imprenditoriale lungimirante che possa partecipare a dare vita a nuove iniziative a sostegno di una maggiore valorizzazione della sua iniziativa, così come di altre similari, per un sempre maggiore e qualificato posizionamento nei principali circuiti turistici.

Donato Longo, titolare dell’azienda Technodesign attiva da anni nel settore della meccanica e founder delle startup innovative Virtual Factory ed H-Opera, ha rappresentato l’enorme potenzialità degli strumenti di realtà aumentata, virtuale ed immersiva per valorizzare, tra l’altro, il patrimonio storico artistico e trasferire le emozioni.

L’innovazione tecnologica può e deve volgere al recupero della storia, della cultura, della tradizione del territorio.

Inizialmente la tecnologia è stata utilizzata con l’intento di migliorare l’esperienza del visitatore, rendendo l’offerta dei contenuti più versatile e personalizzata.

In anni più recenti, l’utilizzo della tecnologia ha cominciato ad orientarsi verso la creazione di esperienze sempre più immersive e di condivisione.

La Virtual Factory, tesaurizzando le expertise tecniche e professionali del settore industriale, ha creato un diverso modello di approccio tra la realtà e la realtà virtuale attraverso ambienti gemelli che permettono di coinvolgere in un contesto emozionale lo spettatore.

Una diversa modalità di ideazione dei contenuti che permette di offrire alternative nella fruizione di opere e beni culturali. Le soluzioni virtuali consentono, infatti, di realizzare storytelling di ultima generazione, in grado di dare vita a percorsi espositivi e addirittura a interi musei, anche in mancanza di opere carismatiche o di manufatti d’epoca.

 

Significativa è stata l’interazione con il Direttore Bonelli che ha riconosciuto come il ruolo del virtuale possa essere utile per ampliare i confini territoriali della sua collezione e permetterne una maggiore promozione e fruizione.

E’ proprio attraverso l’autostrada digitale che è possibile trasferire l’informazione per attrarre nei luoghi il visitatore.

Questo è lo scopo che il Laboratorio Cultura Impresa Innovazione di Netcoa persegue nel creare quella sinergia fondamentale per la crescita.

A rafforzare tali concetti, l’intervento di Marco Fabbri, imprenditore fiorentino dell’antico pastificio Fabbri.

Imprenditore di quinta generazione che continua con la sua operosità a tutelare e tramandare la qualità dei pastifici d’eccellenza che esaltano la storia e la cultura italiana attraverso i sapori sui mercati internazionali.

Fabbri ha raccontato che, accanto all’attività di maestro pastaio del Chianti che esalta la qualità  delle materie prime utilizzate ed un processo artigianale di essiccazione che risale alla tradizione dei primi anni del ‘900, ogni titolare dal 1893 ha scrupolosamente conservato il patrimonio fisico - macchinari e trafile di bronzo originali, dai torchi alle chitarre, passando per le bilance e altri setacci d’epoca - e lo ha tramandato fino ad arrivare a costituire una nutrita collezione di oggetti d’epoca che oggi sono custoditi in un vero e proprio Museo.

Il Museo, situato all’interno del pastificio, ospita più di 400 oggetti oltre che una vasta gamma di libri e documenti di epoca risalenti dalla seconda metà del ‘700 alla prima metà del ‘900.

Fabbri ha rafforzato l’idea che la tradizione deve interagire sinergicamente con l’innovazione.

Pertanto, è alla costante ricerca di soluzioni innovative e creative che comportino una maggiore esaltazione di un prodotto di eccellenza, aumentandone la competitività sul mercato internazionale.

 

A tal proposito è stato quindi determinante il contributo prestato da Cosimo Maria Palopoli, CEO della startup innovativa emiliana IUV.

Palopoli è un tecnologo alimentare che, già dal liceo, ha fatto suo il grave problema dell’inquinamento da plastiche, ideando rivestimenti e film innovativi in grado di sostituirle.

Il suo talento ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di Forbes Italia di essere inserito tra i 100 under 30 del 2021 “che stanno dando il loro contributo in prima linea e, con la forza delle idee, del talento e delle loro startup, stanno rivoluzionando il nostro modo di lavorare, di curarci, di investire, di mangiare e di acquistare”,per la categoria Manufacturing ed Industry.

Palopoli, infatti, con la sua startup innovativa IUV, si dedica alla ricerca, sviluppo, produzione di coadiuvanti tecnologici e packaging innovativi, sostenibili e naturali, nei settori della cosmesi, del farmaco, della cura della casa, della logistica e del consumo alimentare.

Partendo dalle caratteristiche del territorio emiliano-romagnolo, la IUV ha lavorato sul recupero degli scarti agricoli per realizzare linee di prodotto che riducono l’impatto ambientale e compensano le emissioni di gas effetto serra, agendo sulle direttive previste nella nuova programmazione Agenda 2030.

Le prime sperimentazioni sono state effettuate sui prodotti ortofrutticoli con l’obiettivo di triplicare la vita degli alimenti senza l’utilizzo della chimica pesante, per poi arrivare a testare il confezionamento di prodotti freschissimi e quello monouso in settori trasversali, tra i quali quello della pasta.

La tradizione per Palopoli deve legarsi all’innovazione in un connubio equilibrato e ponderato; la rivoluzione verso un futuro migliore, responsabile e sostenibile, non può prescindere dal passato e da ciò che la natura offre.

 

Anche in questo caso, la complementarietà degli argomenti progettata da Netcoa ha generato un costruttivo matching.

L’intervento di Palopoli ha aperto un focus che ha coinvolto non solo Fabbri, molto interessato ad un nuovo packaging ecosostenibile per la pasta, ma anche gli altri partecipanti, determinando una vivace interazione tra tutti gli ospiti che hanno prospettato azioni e soluzioni da intraprendere sinergicamente, in una ottica propositiva e propulsiva.

 

Ringraziamenti.

 Ringraziando i partecipanti per il loro fattivo contributo, nell’ottica di condivisione ed integrazione del sapere, il Vice Presidente Netcoa ha, così, concluso i lavori, rappresentando che tali finalità sono perseguite dall’Associazione che, con la sua opera, costantemente rappresenta e tutela le nuove iniziative, in particolare le startup e pmi innovative affinchè trovino nel suo ecosistema una referenza costruttiva per la realizzazione di nuove progettualità, sintesi di un comune sapere.

L’obiettivo è  mettere la realtà digitale al servizio di quella materiale, orientando l’innovazione verso la riscoperta di un sapere da tutelare o da rendere accessibile.

A dimostrazione di tale impegno, Netcoa persegue i suoi scopi attraverso i suoi progetti come il summenzionato “Laboratorio Cultura Innovazione Impresa”,  da cui possono scaturire iniziative che trovano sostentamento nei programmi di Invitalia di cui la stessa è partner - S.I.S. – Sistema Invitalia Startup.


Fonte notizia: https://www.netcoa.it/2021/04/01/appuntamento-di-marzo-con-la-tavola-delle-imprese/


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