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vogliono eliminare le libertà sindacali

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vogliono eliminare le libertà sindacali

Appare evidente quindi che queste due sigle, che chiedono la modifica delle relazioni sindacali all'interno del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, mirano ad eliminare con un colpo di spugna, la libertà di associazione,non solo attraverso l’introduzione del così detto “codice unico” ma soprattutto attraverso l'utilizzo improprio, dell'imminente tavolo negoziale del contratto di lavoro come strumento di negoziazione, mostrando come improcrastinabile la restrizione dell'art 35 dell'A.N.Q. vigente, imponendo la limitazione dell'esercizio individuale del sindacato.


I Sindacati minoritari della Polizia di Sato protestano contro il tentativo di eliminare le libertà sindacali e lo fanno inoltrando questa missiva:

All’ Ill.mo Sig. Presidente del Consiglio dei Ministri Prof. Mario DRAGHI presidente@pec.governo.it ROMA

Al Sig. Ministro per la Pubblica Amministrazione On. Prof. Renato BRUNETTA ROMA

Al Sig. Ministro dell'Interno Pref. Luciana LAMORGESE ROMA

Al Sig. Capo della Polizia Direttore Generale della Pubblica Sicurezza

Prefetto Lamberto GIANNINI Piazza del Viminale, 1 ROMA

Oggetto:Organizzazioni Sindacali minoritarie della Polizia di Stato. Diritto alle libertà sindacali. 

Illustrissime autorità tutte, Non possiamo e non vogliamo esimerci, prima che sia troppo tardi per un più ampio e moderato equilibrio sindacale, dal rappresentare alla parte pubblica e al massimo rappresentante della nostra Istituzione, una forte preoccupazione da parte delle OO.SS. firmatarie della presente, in merito ad alcuni documenti pubblicizzati su dei siti web di proprietà di alcuni sindacati maggioritari della Polizia di Stato, nonché riguardo una sorta di “bozza anonima” trasmessa a tutte le OO.SS. della Polizia di Stato, escluse quelle con minore rappresentatività, nelle quali si sono paventate delle rivisitazioni normative restrittive delle rappresentanza sindacale e delle relazioni sindacali nel suo complesso.

Nel contempo hanno fatto eco le rivendicazioni diffuse da alcuni sindacati maggiormente rappresentativi, con la pubblicazione di “pseudo piattaforme contrattuali” unilaterali, propagandata in particolare da due sindacati maggioritari.

La prima posizione, rivendicata nella delibera di alcuni mesi fa (17/12/2020), che recita:<< Appare evidente quindi che queste due sigle, che chiedono la modifica delle relazioni sindacali all'interno del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, mirano ad eliminare con un colpo di spugna, la libertà di associazione,non solo attraverso l’introduzione del così detto “codice unico” ma soprattutto attraverso l'utilizzo improprio, dell'imminente tavolo negoziale del contratto di lavoro come strumento di negoziazione, mostrando come improcrastinabile la restrizione dell'art 35 dell'A.N.Q. vigente, imponendo la limitazione dell'esercizio individuale del sindacato.

Emblematici i concetti espressi nella piattaforma sindacale per il rinnovo CCNL 2020-2021 che recitano testualmente: “Per quanto brevemente esposto, riteniamo che in questo rinnovo contrattuale la discussione sulla parte normativa non possa essere ulteriormente rinviata e non potrà prescindere da una profonda riforma di norme superate e “male interpretate”, soprattutto in tema di relazioni sindacali e della funzione degli uffici preposti a gestirle, sia nel livello centrale che nelle articolazioni provinciali delle Questure e dei Compartimenti delle specialità della Polizia di Stato.

Ritenendo ineludibile porre un argine alla volgare degenerazione sindacale, per qualificarne la funzione attraverso un quadro di regole chiare, di riorganizzazione e proposta, valorizzando il ruolo del Sindacato dei Poliziotti attraverso processi partecipativi e trasparenti, che non possono essere estemporanei o concessi ai dipendenti, dalla sensibilità di chi è preposto a dirigere..…..la frammentazione minoritaria della rappresentanza è polverizzata in un arcipelago di micro sigle contraddittorie e inconcludenti, prive di organizzazione e anima, visione, progettualità e proposte.

Nocive tanto all’immagine dell’istituzione quanto alla funzione del sindacato..” Appare lapalissiano, che le suddette dichiarazioni, ampiamente pubblicizzate, siano altamente lesive oltraggiose e diffamatorie nei confronti di quelle associazioni sindacali che pur non arrivando alla maggiore rappresentatività, oggi fissata al 5% (qualcuno la vorrebbe portare addirittura al 10%) rappresentano comunque migliaia e migliaia di poliziotti, e si impegnano giornalmente, con onestà capacità,disciplina ed onore, per la migliore tutela di tutto il personale della Polizia di Stato.

Dette espressioni risultano altresì lesive della Costituzione Italiana che richiama in diversi articoli l'inalienabilità delle libertà sindacali, anche se ciò non toglie la possibilità questa si, di addivenire all’approvazione di un “codice etico”, affinché vengano definiti in modo chiaro i diritti e i doveri che regolano i rapporti tra sindacato e parte pubblica. Stante quanto sopra, con l’odierna missiva, rappresentanti di oltre 15.000 operatori di Polizia iscritti a codeste associazioni, invocano i diritti delle minoranze, chiedono provvedimenti nei confronti di chiunque abbia inciso negativamente sull'immagine della nostra Amministrazione.

Occorre arginare comportamenti in pieno contrasto con le norme che legano ineludibilmente il rapporto di lavoro di tutti i dipendenti, nessuno escluso. Le scriventi Organizzazioni Sindacali,permangono nella volontà di contrapporsi a qualsiasi forzatura di natura normativa alla libertà di associazione. Si riservano di intraprendere delle azioni legali accompagnate da pubbliche manifestazioni nazionali e territoriali per affermare i principi costituzionali nella difesa assoluta del libero associazionismo.

Roma,10 Aprile 2021

I SEGRETARI GENERALI NAZIONALI CONSAP PNFD M.P. LISIPO ANIPI.S. FAD I.C. NSP USIPOL

costituzione | polizia | diritti | sindacato | presidente | repubblica |



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