Home > Ambiente e salute > Remdesivir: l’antivirale utilizzato nella lotta contro il Covid-19 a vocazione territoriale, ma a somministrazione ospedaliera

Remdesivir: l’antivirale utilizzato nella lotta contro il Covid-19 a vocazione territoriale, ma a somministrazione ospedaliera

scritto da: Motore sanita | segnala un abuso

23 giugno 2021 - Nella lotta contro il virus Covid-19, la somministrazione della terapia antivirale (Remdesivir, anticorpi monoclonali, etc..) è tanto più efficace, quanto prima si utilizzano tali rimedi sin dalle prime fasi dell’insorgenza dell’infezione.


23 giugno 2021 - Nella lotta contro il virus Covid-19, la somministrazione della terapia antivirale (Remdesivir, anticorpi monoclonali, etc..) è tanto più efficace, quanto prima si utilizzano tali rimedi sin dalle prime fasi dell’insorgenza dell’infezione. 

Entro 10 giorni, per la precisione, in pazienti che non necessitano di alti flussi di ossigeno-terapia. Questo eviterebbe da una parte il progredire della malattia verso stadi più gravi, dall’altra consentirebbe il ricorso alle cure ospedaliere a un minor numero di pazienti. Non solo. I pazienti arriverebbero in ospedale in condizioni mediamente meno gravi, il che consentirebbe loro una velocità di recupero maggiore e si otterrebbe una riduzione dei ricoveri in terapia intensiva. Numeri alla mano: secondo una simulazione fatta ad aprile, utilizzare Remdesivir comporterebbe una riduzione di circa 8mila accessi in terapia intensiva e una riduzione di circa 13mila morti«In termici economici tutto questo si trasdurrebbe in un risparmio di circa 400 milioni di euro», sottolinea Matteo Ruggeri, Ricercatore, Centro Nazionale di HTA - Istituto Superiore di Sanità e Professore di Politica Economica, St Camillus International University of Health Sciences, Roma, nel corso del webinar IMPATTO ORGANIZZATIVO DELLE TERAPIE PER LA CURA DELL’INFEZIONE VIRALE DA COVID, organizzato da Motore Sanità.

«Per utilizzare il più precocemente possibile il farmaco è importante riconoscere al più presto il paziente», precisa Antonio Cascio, Direttore Unità Operativa Malattie Infettive Policlinico “P. Giaccone” di Palermo. «Da qui la necessità di implementare le attività di tracciamento. L’ideale sarebbe una sorta di collegamento tra ospedale e territorio in tempi reali, con l’ausilio di sistemi informatici. Ci sono già modelli simili, del resto volere è potere. E poi, molto importante, la possibilità di somministrare il farmaco in day hospital»

«Parlando di rapporti ospedale-territorio entriamo in un ambito di interazione che in alcuni contesti è facile (ASL), in altri meno (dove ci sono aziende ospedaliere universitarie che non hanno una diretta presenza sul territorio)», spiega Francesco G. De Rosa, Professore Associato Malattie Infettive SC Malattie Infettive U AOU Città della Salute e Scienza, Torino e Ospedale Cardinal Massaia, Asti. «Questo secondo caso richiede una condivisione di intenti che va ben oltre il parere del medico, dell’esperto, e/o di chi ha lavorato per tre ondate all’interno dell’ospedale e per tre volte ha visto organizzazioni diverse una dall’altra. Bisognerebbe fermarsi e capire quale delle organizzazioni che abbiamo visto e alle quali abbiamo partecipato sia effettivamente migliore delle altre che abbiamo visto e che abbiamo subito nel corso di questi 16-18 mesi di pandemia Covid»

«Noi abbiamo un ambulatorio che è stato allestito appositamente per la somministrazione dei monoclonali», conclude Francesco Menichetti, Professore Ordinario di Malattie Infettive Università di Pisa - Direttore UO Malattie Infettive AOU Pisana - Presidente GISA. «Certo, un network per la medicina territoriale è il presupposto fondamentale per garantire l’accesso tempestivo dei nuovi infetti. I monoclonali, lo ribadiamo, devono essere somministrati all’inizio dell’infezione perché siano efficaci, di modo da impedirne la progressione fino a malattia. Per quanto ci riguarda abbiamo un buon network con i medici di medicina generale e con l’Usca che ci ha permesso da una parte di portare avanti sperimentazioni importanti come con i monoclonali AstraZeneca, dall’altro di utilizzare in modo esteso i monoclonali approvati da AIFA»

Ancora una riflessione da parte degli esperti intervenuti nel corso del webinar: il futuro è in mano agli antivirali orali, attualmente in via di sperimentazione, dei quali ancora però non si dispone per l’uso clinico. Potrebbero rappresentare quelle pillole da portarsi in tasca e da potere essere assunte alle prime avvisaglie di attacco influenzale. Adesso però, noi dobbiamo fare i conti con oggi e il nostro presente è rappresentato dai monoclonali e da Remdesivir, farmaci a vocazione territoriale ma a somministrazione ospedaliera. Situazione in qualche modo paradossale ma ben comprensibile, dal momento che i prodotti approvati da AIFA richiedono la somministrazione endovenosa

 



Commenta l'articolo

 

Potrebbe anche interessarti

Farmaci antivirali e Covid-19: “Anticiparne l’uso garantirebbe inferiore progressione dell’infezione, maggior recupero, minori ospedalizzazioni e ricoveri in terapia intensiva”


Farmaci antivirali e Covid-19: “Anticiparne l’uso garantirebbe inferiore progressione dell’infezione, maggior recupero, minori ospedalizzazioni e ricoveri in terapia intensiva”


Gli effetti a breve e lungo termine del Covid-19: dolore, alterazione del sonno, ansia, paura


Tumori e Covid, l’appello delle associazioni dei pazienti al Governo. «Abbiamo un’emergenza oncologica. Affrontiamo il problema ma in una visione europea perché solo così salveremo l’oncologia italiana»


Le attività svolte dagli specialisti di Gico Systems per l’allontanamento volatili


 

Se ritieni meritevole il nostro lavoro fai una donazione


Recenti

Stesso autore

Oncologia: nello scenario della malattia oligometastatica, l’obiettivo è la guarigione “Oggi esistono molti esempi, come tumori del polmone con metastasi cerebrali che guariscono”.

23 luglio 2021 - In Italia ogni anno circa 270mila cittadini sono colpiti dal cancro. Attualmente, il 50% dei malati riesce a guarire, con o senza conseguenze invalidanti. Dell’altro 50% una buona parte si cronicizza, riuscendo a vivere più o meno a lungo. 23 luglio 2021 - In Italia ogni anno circa 270mila cittadini sono colpiti dal cancro. Attualmente, il 50% dei malati riesce a guarire, con o senza conseguenze invalidanti. Dell’altro 50% una buona parte si cronicizza, riuscendo a vivere più o meno a lungo.Da qui la proposta di Paolo Pronzato, Direttore Oncologia Medica IRCCS San Martino, Genova e Coordinatore DIAR Oncoematologia Regione (continua)

ONCOnnection “Potenziare la figura del case manager come interfaccia tra il paziente e i membri del team multidisciplinare per garantire il corretto funzionamento del percorso di cura”

22 luglio 2021 – Sono 270 mila le persone colpite dal cancro in Italia ogni anno, di questi, fortunatamente, una metà vince la battaglia e l’altra riesce a vivere per un bel po' di tempo. 22 luglio 2021 – Sono 270 mila le persone colpite dal cancro in Italia ogni anno, di questi, fortunatamente, una metà vince la battaglia e l’altra riesce a vivere per un bel po' di tempo. Per affrontare però i problemi esistenti, è imprescindibile sia attivare reti oncologiche regionali per rendere omogeneo l’accesso alle cure ai pazienti su tutto il territorio nazionale sia accelerare l’uso della (continua)

Women for Oncology Italy al fianco delle donne per abbattere i muri delle differenze di genere

22 luglio 2021 - Si è tenuto nei giorni scorsi a Roma il “W20 Rome Summit”. Per tre giorni i diritti delle donne sono stati al centro del dibattito politico. Noi di Women for Oncology Italy, che da anni portiamo avanti la nostra battaglia contro il gender gap, plaudendo all’iniziativa, chiediamo che ora i riflettori non si spengano sulle tematiche che sono state trattate. 22 luglio 2021 - Si è tenuto nei giorni scorsi a Roma il “W20 Rome Summit”. Per tre giorni i diritti delle donne sono stati al centro del dibattito politico. Noi di Women for Oncology Italy, che da anni portiamo avanti la nostra battaglia contro il gender gap, plaudendo all’iniziativa, chiediamo che ora i riflettori non si spengano sulle tematiche che sono state trattate.Abbiamo apprezzato mo (continua)

Invito stampa - La nuova riforma sanitaria lombarda. Diamo voce agli operatori, alle associazioni e ai cittadini - 23 luglio 2021, Ore 11

venerdì 23 luglio, dalle ore 11 alle 13, si terrà il webinar: ‘La nuova riforma sanitaria lombarda. Diamo voce agli operatori, alle associazioni e ai cittadini’, organizzato da Motore Sanità. venerdì 23 luglio, dalle ore 11 alle 13, si terrà il webinar: ‘La nuova riforma sanitaria lombarda. Diamo voce agli operatori, alle associazioni e ai cittadini’, organizzato da Motore Sanità. Se il progetto di riforma cerca di salvare una parte dell’impianto della legge 23 coniugandola con il PNRR, da definire rimangono i modelli organizzativi con cui riempire le strutture (continua)

Vacanze all’estero sì o no? Chi rischia di più 5milioni di 60enni non vaccinati, giovani nel mirino per la variante Delta, una buona parte di italiani (il 35%) che non intende vaccinarsi: “così stiamo andando a schia

21 luglio 2021 - Questione vacanze estive: sia che si rimanga in Italia, sia che si vada all’estero, i media non sono molto tranquillizzanti in merito a quello che è l’andamento epidemiologico del Sars-Cov-2. Se da una parte l’Europa si è organizzata per avere una uniformità di atteggiamento, che però varia di giorno in giorno, più complicata è la situazione al di fuori dell’Europa, con addirittura la Farnesina che scoraggia le vacanze all’estero. 21 luglio 2021 - Questione vacanze estive: sia che si rimanga in Italia, sia che si vada all’estero, i media non sono molto tranquillizzanti in merito a quello che è l’andamento epidemiologico del Sars-Cov-2. Se da una parte l’Europa si è organizzata per avere una uniformità di atteggiamento, che però varia di giorno in giorno, più complicata è la situazione al di fuori dell’Europa, con (continua)