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Investitori, è di nuovo massima allerta sulle prossime mosse della FED

scritto da: Elleny | segnala un abuso


Le due settimane a cavallo di ferragosto dovrebbero essere più blande per gli investitori, anche per via di un calendario economico scarno di eventi.
Eppure si trovano di fronte a scenari da svolta, dopo la forte crescita degli occupati Usa (943 mila posti di lavoro in più a luglio) che ha aumentato le chance di tapering a parte della banca centrale americana.

I dati macro USA e gli investitori

investitoriDi fronte agli ultimi numeri sui Non Farm Payrolls, l’opinione generale è che la Fed possa cominciare a parlare di virata concreta già a settembre. Di qui la risposta dei mercati che hanno penalizzato i beni rifugio (a cominciare dall’oro, precipitato anche sotto 1.700 dollari l’oncia), e dato slancio al dollaro.

L'indice del dollaro USA è rimasto vicino a 92,8, oscillando intorno al livello più alto dal 25 luglio, poiché gli investitori scommettono che una riduzione degli acquisti di attività potrebbe iniziare quest'anno e i tassi di interesse potrebbero essere alzati già nel 2022.
Intanto i migliori indicatori forex attendibili pronosticano una ulteriore crescita del biglietto verde rispetto alle altre valute.
Invece il rendimento del titolo del Tesoro di riferimento a 10 anni è salito sopra l'1,3%, il livello più alto da metà luglio. Il rendimento si è ripreso dal minimo di oltre cinque mesi dell'1,127% della scorsa settimana.

Attesa per i dati sull'inflazione

Gli investitori aspetteranno ora il rapporto sui prezzi al consumo negli Stati Uniti mercoledì, ultimo tassello prima delle decisioni della Fed. L’inflazione dell’IPC di giugno ha già allarmato alcuni economisti. Con una crescita del 5,4% su base annua, l’indice è salito con il ritmo più rapido dall’agosto del 2008.
Se il ritmo dell’inflazione dovesse continuare a essere sostenuto, la determinazione della Fed sarà davvero messa a dura prova. Questo potrebbe avere importantissime ripercussioni sulle strategie opzioni binarie 60 secondi degli investitori.

Finora la banca centrale americana ha tranquillizzato gli investitori, dicendo che la crescita dell’inflazione è soltanto “transitoria”. Per questo ha continuato ad assumere prospettive accomodanti. I suoi modelli di dati prevedono un’inflazione primaria del 3% entro la fine del 2021, prima di tornare al 2,1% nel 2022. Il presidente Powell si è impegnato a mantenere il tasso di cassa, storicamente basso, e sembra soddisfatto di lasciare che l’economia si surriscaldi.

Il mercato si aspetta numeri in calo, ma se succede il contrario...

Mercoledì i dati in uscita dal dipartimento da Washington dovrebbero, secondo le previsioni, rilevare un rallentamento nella corsa dei prezzi (visti in ascesa dello 0,5% contro lo 0,9% di giugno).Ma se così non dovesse essere, allora sarà davvero complicato per la FED impedire che le aspettative di tapering si impennino.

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