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Quando restaurare un mobile antico?

scritto da: Giulia2021 | segnala un abuso

Quando restaurare un mobile antico?

I mobili antichi sono dei manufatti di pregio che, proprio in virtù della loro età, sono estremamente fragili. Materiali come legno, pietra e perfino metallo sono tutti soggetti a un livello più o meno severo di degrado che può portare a macchie, spaccature e altri problemi.


I mobili antichi sono dei manufatti di pregio che, proprio in virtù della loro età, sono anche estremamente fragili. Materiali come legno, pietra e perfino metallo sono tutti soggetti a un livello più o meno severo di degrado che, con il passare degli anni o quando l’oggetto si trova in un ambiente umido e soggetto a sbalzi di temperatura, può portare a macchie, spaccature e altri problemi che intaccano la solidità dell’insieme.

Per fortuna si possono trovare molte botteghe del restauro dove si può dare nuova vita ai propri mobili, ma è necessario valutare alcuni aspetti prima di capire se è opportuno intervenire o no.

Quando è necessario il restauro

Il degrado dei mobili antichi non è sempre facile da contrastare e spesso si possono presentare dei segnali inequivocabili che possono convincervi a ricorrere a un intervento drastico. Ecco i più comuni:
  • Pezzi mancanti: partiamo dal segnale più evidente. Quando a un mobile manca un’anta, un cassetto o un piede per qualsiasi motivo è naturale capire che è meglio portarlo subito da un restauratore per far eseguire un’integrazione sul manufatto: attenzione anche agli elementi meno importanti, come maniglie e pomelli.
  • Marcescenza: il legno dei mobili antichi è molto suscettibile all’umidità e, se si tiene un oggetto in cantina o in soffitta, potrebbe essere comune vedere lo sviluppo di zone "bagnate", quasi spugnose, che ci segnalano un cedimento di lignina e cellulosa, i costituenti principali del tessuto del tronco.
  • Infezioni fungine: i funghi rappresentano degli organismi molto tenaci e fastidiosi che possono intaccare velocemente il benessere dell’oggetto antico. Non stiamo parlando solo del legno, ma anche della carta e della pergamena, che spesso presentano delle chiazze scure provocate da differenti tipologie di miceti. Se notate un problema simile, è arrivato il momento di agire.
  • Ruggine: ferro e metalli sicuramente sono più resistenti perché quasi mai soggetti all’attacco di degrado biologico, ma hanno la particolarità di sviluppare incrostazioni dovute allo sviluppo della ruggine. Per rimuoverla e contrastarla, quindi, è necessario portare il manufatto in un laboratorio dove potrà essere pulito e riportato all’antico splendore (leggi anche: "Come restaurare efficacemente il ferro arrugginito”).
  • Croste nere: c’è chi pensa che la pietra sia un materiale intaccabile, ma anche in questo caso ci possono essere diversi tipi di degrado che interessano soprattutto i marmi. Si tratta delle croste nere, provocate da una reazione chimica che trasforma il materiale in gesso catturando lo sporco e lo smog presenti nell’aria. Per rimuovere questi inestetismi occorre fare molta attenzione perché, essendo parte dell’insieme petrografico, si potrebbero inavvertitamente rimuovere anche parti consistenti della struttura.
  • Crettature: i dipinti rappresentano un vero e proprio campo di coltura per quanto riguarda l’attacco di agenti biologici (basti pensare ai materiali organici come tela, olio, e leganti), ma tra i problemi conservativi più pressanti troviamo anche il trattamento delle crettature, ovvero quelle piccole crepe che si formano sulla superficie pittorica portano, alla lunga, al distacco.

Il restauro del mobile antico: una questione di controllo

Nel paragrafo precedente abbiamo visto le tipologie di degrado più o meno comuni a tutti i tipi di manufatti antichi, ma la cosa preoccupante è che in un mobile si possono riunire più tipologie di materiali: il legno, naturalmente, ma anche piani in marmo, rivestimenti in carta, giunture in metallo e laccature in vernice. Per questo dobbiamo specificare che non sempre si deve intervenire solamente quando il legno cede, ma per preservare la bellezza del proprio mobile è necessario considerare più fattori e, in generale, fare grande attenzione. È molto importante curare sempre i propri serramenti in legno per evitare muffa e infiltrazioni che possono rovinare i mobili e inquinare l'aria domestica.Impedire la comparsa di queste imperfezioni si può, almeno in parte, seguendo alcuni protocolli conservativi pensati per proteggere il mobile senza doverlo per forza mettere sotto vetro.La prima cosa da fare è controllare l’ambiente dove desideriamo esporlo: il salotto, la cucina, la camera da letto o il bagno, infatti, dovranno garantire un’atmosfera e un livello di umidità adatti e non presentare perdite d’acqua oppure troppe infiltrazioni esterne che possono portare a gravi sbalzi di temperatura.Attenzione, poi, anche alla presenza di eventuali forme biologiche come funghi, insetti e piante: sono tutte tipologie di infestazione che arrivano velocemente alla fonte organica più vicina per contaminarla e portarla a uno stato di degrado.Infine, non mancate di controllare regolarmente il vostro mobile e di mantenere un alto livello di pulizia: potrete approfittare di un’opera sana per ancora molti anni a venire.

Fonte notizia: https://www.antiquariatocosta.com/la-bottega-del-restauro/


antiquariato | restauro | arredamento | mobili | antichità | valore | ristrutturazioni |



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