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Mobilità e Transizione ecologica: Un lungo percorso per rinnovare le infrastrutture, cambiare le abitudini e rimettere a posto le cose

scritto da: AIDR | segnala un abuso

Mobilità e Transizione ecologica: Un lungo percorso per rinnovare le infrastrutture, cambiare le abitudini e rimettere a posto le cose

Nell’ambito della mobilità a preoccupare maggiormente è lo stato delle aree metropolitane, mentre riguardo alle aree extraurbane permane il forte squilibrio del trasporto su strada rispetto alle altre modalità di trasporto, soprattutto riguardo alle merci.


Transizione energetica,  Transizione digitale, Transizione  verso nuove forme di mobilità: è iniziato un lungo cammino e dopo aver  ignorato per molto tempo i laceranti  gridi di allarme del Pianeta, è ora urgente cercare di rimettere a posto le cose.

La transizione avviene però  in modalità “dinamica”  e, quindi,  in parallelo  con l’evoluzione del peggioramento dello stato di salute del Pianeta in corso:  la strada da percorrere è, quindi, tutta in salita.

Nell’ambito della mobilità   a preoccupare maggiormente è lo stato delle aree metropolitane,  mentre riguardo alle aree extraurbane permane il forte squilibrio del trasporto su strada rispetto alle altre modalità di trasporto, soprattutto riguardo alle merci.

Sono molti i progetti che si potranno avviare a breve,  grazie alle risorse che saranno messe a disposizione dal Piano Nazionale di Resistenza e Resilienza (PNRR):

  • riguardo al trasporto ferroviario si prevede l’estensione dell’alta velocità e il potenziamento delle reti regionali
  • il rinnovo dei mezzi   per ridurre le emissioni riguarderà le navi, i treni e gli autobus
  • sono previsti investimenti sui porti per  sviluppare i trasporti marittimi e la logistica
  • altri investimenti sono previsti per le strade e le autostrade dove gli interventi di digitalizzazione consentiranno di innalzare il livello di sicurezza
  • l’intero comparto della logistica potrà contare su investimenti volti a garantire la transizione ecologica del settore
  • sarà favorita la mobilità ciclistica con la realizzazione di nuove piste ciclabili nelle aree metropolitane
  • altri interventi saranno concentrati nello sviluppo  della viabilità delle aree interne e delle strade provinciali.

Più in generale si prevede di migliorare la qualità delle infrastrutture sociali e delle abitazioni  ed è importante sottolineare che la realizzazione di quanto sopra sarà possibile grazie ai fondi disponibili,  ma che occorrerà per  molti progetti una forte collaborazione tra i ministeri.

Se guardiamo alle missioni del PNRR   digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura,  rivoluzione verde e transizione ecologica,  infrastrutture per una mobilità sostenibile e   inclusione  e coesione sociale, ci si rende immediatamente conto di come sarà fondamentale non solo la collaborazione tra i ministeri competenti

MIMS  – Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile,

Ministero per il SUD e per la Coesione Territoriale,

Ministero della Transizione Ecologica,

Ministero della Transizione Digitale ,

Ministero della Cultura,

    

Ma anche una cabina di regia che ne coordini i piani di intervento.

Le linee guida del cambiamento sono quelle dettate dall’UE, dai  principi dell’agenda 2030 dell’ONU e del Green Deal.   

Riguardo alla mobilità sostenibile saranno messi a disposizione 41,8 miliardi di euro; al fine di avere proposte e utili indicazioni riguardo all’attuazione del piano,  è stata istituita la  “consulta per le politiche delle infrastrutture e della mobilità sostenibile”  costituita da imprenditori, associazioni ambientaliste e dalle organizzazioni sindacali.

Uno dei principali obiettivi  nell’ambito della mobilità sostenibile è quello dello  “shift modale”, del passaggio a modalità di trasporto sostenibile in linea con gli obiettivi UE rappresentati  nel libro bianco dei trasporti.

Occorre dunque spostare dalla strada ad altre modalità di trasporto i passeggeri e le merci attraverso quella che viene chiamata la “cura del  ferro”  che porterà ad un abbattimento di 2,3 milioni di tonnellate annue di emissioni di CO2.

Quali sono gli interventi che consentiranno di raggiungere l’obiettivo  di cui sopra?  Di seguito un po’ di numeri.

Riguardo alle infrastrutture saranno realizzati:

  • 700 km di ferrovia con nuove linee di alta velocità  (25 miliardi)  e regionali (5,45 miliardi),
  • 216 Km di nuove linee tranviarie, metropolitane e filobus,
  • 1.800 KM di ciclovie turistiche e urbane
  • Sperimentazione dell’idrogeno per le ferrovie non elettrificate (in Val Camonica e al SUD)
  • miglioramento dei collegamenti ferroviari con porti e aeroporti
  • potenziamento dei nodi ferroviari nelle aree urbane (3 miliardi)
  • riqualificazione di 30 stazioni strategiche dal punto di vista trasportistico e turistico (700 milioni)
  • Interventi per l’ammodernamento e il potenziamento dei porti (3,8 miliardi), l’attuazione   del piano nazionale “Cold ironing”  che permetterà  alle navi di sostare nei  porti  eliminando le emissioni inquinanti  e gli  interventi  per agevolare l’intermodalità con la realizzazione dell’ultimo miglio ferroviario nei porti di Venezia, Ancona, Civitavecchia, Napoli e Salerno.

Riguardo ai mezzi di trasporto, è previsto il rinnovo dei treni, del parco autobus e delle navi per la riduzione delle emissioni.

Si elencano di seguito  tra i principali interventi le assegnazione di  risorse per:

  • Il trasporto locale “green” e il  trasporto locale veloce di massa,  sono stati destinati 8,4 miliardi; rientrano in questo ambito il rinnovo del parco autobus con l’acquisto di mezzi “full electric” per le  città di Milano, Roma, Napoli, i treni per il trasporto pubblico locale e degli Intercity al Sud, il rinnovo di materiale rotabile per il trasporto delle merci e l’acquisto di nuove navi ‘ecologiche’ per un collegamento più veloce e sostenibile nello Stretto di Messina.
  • l’acquisto di 3.200 nuovi  autobus elettrici e a idrogeno per le aree urbane
  • l’acquisto di 2.000 nuovi  autobus a metano per il trasporto  extraurbano.

Sono tantissimi gli interventi di potenziamento delle infrastrutture e di creazione di nuove linee, facilmente consultabili sul sito del Ministero delle  Infrastrutture;  è opportuno dare evidenza che una volta completata la linea ad alta velocità, il tempo di percorrenza tra Roma e Reggio-Calabria si ridurrà di circa un’ora, da 5 a 4 ore, e sarà  lo stesso tempo  necessario per spostarsi in treno da Roma a Torino, tratta di pari lunghezza.

Sono anche previsti interventi di velocizzazione ed efficientamento delle cosiddette  ‘connessioni diagonali’, come la Roma-Pescara (0,6 mld), la Orte-Falconara (0,5 mld), la Taranto-Metaponto-Potenza-Battipaglia (0,4 mld): tutti interventi che consentiranno di ridurre di molto i tempi di percorrenza per le connessioni con le linee ad  alta velocità.

Le opere di cui sopra   permetteranno anche di aumentare il traffico merci su rotaia, di rendere più agevole il collegamento delle linee del Nord Italia con l’Europa e di migliorare le connessioni con i porti.

Sono previsti anche investimenti nelle linee storiche nazionali  nell’ambito del programma “Percorsi nella storia” che daranno maggiore impulso al turismo nella scoperta di luoghi dove il tempo sembra essersi fermato e si avrà la possibilità di ammirare panorami bellissimi e storie che ci riporteranno indietro nel tempo.

Mobiliy as a Service (MaaS): un progetto del PNRR che vuole integrare i servizi di trasporto pubblici e privati in un unico canale digitale.

Si tratta di una iniziativa che mira a standardizzare la tecnologia, i dispositivi e le soluzioni di viaggio al fine di promuovere la  condivisione dei dati, la loro riutilizzabilità e l’interoperabilità tra i sistemi degli  operatori di trasporto,  realizzando una piena integrazione delle soluzioni di viaggio.

Il passaggio  alla digitalizzazione dei processi  degli operatori di trasporto pubblico e privati, l’utilizzo di  tecnologie e di dispositivi standard volti a favorire l’interoperabilità, consentirà agli utenti di trarre maggiori benefici sia in termini di acquisto delle soluzioni di viaggio sia in termini di esperienza di viaggio,  grazie alle offerte integrate  degli operatori che concorreranno nella soluzione anche con differenti modalità di trasporto (treno+gomma, treno+nave, treno+gomma+nave, …)

Il MaaS  offrirà una nuova visione della mobilità  che avrà alla base l’integrazione di molteplici servizi di trasporto pubblico e privato ma tutti saranno accessibili all’utente finale attraverso un unico  canale digitale.

Il progetto prevede apposite procedure selettive pubbliche finalizzate a selezionare le città metropolitane in cui testare le soluzioni MaaS.

Come opereranno i nuovi servizi?

Saranno realizzate  delle nuove piattaforme digitali  note anche come “piattaforme digitali di intermediazione”  che abiliteranno nuove e  diverse funzionalità che vanno dalla programmazione dei viaggi  alla prenotazione dei medesimi, al pagamento unificato dei servizi, alle informative da dare all’utente fino al servizio post-vendita e post-viaggio.

Riguardo al Maas sono previste due fasi.

La prima Fase è di selezione ed è stata avviata con una  manifestazione di interessi aperta il 1* ottobre2021 e che si chiudere il prossimo29 ottobre.

L’obiettivo di tale manifestazione di interesse è di individuare e finanziare tre progetti  pilota in altrettante città metropolitane.  Si fa riferimento alle città metropolitane tecnologicamente più avanzate   tra le quali si prevede di avere un margine di successo più alto nella realizzazione dei progetti  MaaS. I tre progetti  potranno contare su co-finanziamenti  nelle fasi di sperimentazione

Tutti i Comuni capoluogo delle Città metropolitane potranno inviare la propria manifestazione di interesse a entrare a far parte dei primi tre progetti pilota di servizi Mobility as a Service.

La seconda Fase prevede  la selezione di altri sette progetti in aree limitrofe ai 3 progetti  che  saranno supportate progettualmente dalle tre città leader e anche in questo caso potranno beneficiare di co-finanziamento nella fase di sperimentazione.

Sono sulla griglia di partenza tantissimi progetti, quindi, tutti con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita ma soprattutto avranno lo scopo di garantire una  transizione  ecologica che ci porti a ridurre le emissioni di CO2 come da piano europeo 2030. I

In tutti questi progetti la digitalizzazione avrà come sempre un peso rilevantissimo nella semplificazione e nella ottimizzazione dei processi.

di Vito Coviello, Socio AIDR e Responsabile Osservatorio Tecnologie Digitali nel settore dei Trasporti e della Logistica.


Fonte notizia: https://www.aidr.it/mobilita-e-transizione-ecologica-un-lungo-percorso-per-rinnovare-le-infrastrutture-cambiare-le-abitudini-e-rimettere-a-posto-le-cose/




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