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Ecomuseo madonie, le comunità chiamate a descrivere la propria identità culturale

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Ecomuseo madonie, le comunità chiamate a descrivere la propria identità culturale

Il progetto finanziato all’Unione Madonie tende a rafforzare l’omogeneità culturale, geografica e paesaggistica, del territorio coinvolto.


Arrivano 15 mila euro per l’Ecomuseo Madonie. La somma è destinata all’individuazione, con il supporto delle comunità, degli elementi materiali ed immateriali attorno ai quali ogni comunità interessata si riconosce e si ritrova. L’Ecomuseo, infatti, è una forma museale che mira a conservare, comunicare e rinnovare l’identità culturale di un piccolo territorio.

L’avvenuto finanziamento del progetto dall’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana è già stato comunicato dal presidente dell’Unione Madonie Pietro Macaluso e dall’amministratore di SOSVIMA Alessandro Ficile a tutti i comuni che fanno parte dell’Ecomuseo Madonie. 

Le otto realtà museali aderenti che realizzeranno il piano di lavoro sono il Museo Civico “A. Collisani” (Petralia Sottana), Museo Civico, Castello dei Ventimiglia (Castelbuono), Museo Civico “Don Giuseppe Guarnieri”(Caltavuturo), Museo Civico (Castellana Sicula), Museo Civico “S. Naselli” (Gangi), Museo delle Madonie MUSeBArch (Geraci Siculo), Museo Trame di Filo ( Isnello) e Museo della Manna (Pollina).

In questi Comuni saranno avviate le iniziative previste dal progetto che si articolerà in quattro fasi.  La prima sarà dedicata alla riflessione con la raccolta di idee e pensieri delle comunità che saranno volontariamente collocate in appositi contenitori che saranno installati nei comuni coinvolti.

La seconda fase di formazione e informazione prevede l’organizzazione di una serie di incontri con gli operatori comunali dei settori scuola, cultura e servizi sociali, al fine di verificare quanto già acquisito ed organizzare ulteriori materiali ed argomenti di diffusione. Gli incontri verteranno, oltre che sulle nuove informazioni di carattere tecnico, sulla disamina più puntuale di documenti tangibili e noti quali la “Convenzione di Faro”, la “Agenda 2030”, la “Carta ICOM del Paesaggio”. 

La terza fase è quella dell’animazione e delle proposte. Questa fase, al centro dell’attività eco-museale, farà da raccordo tra tutti i portatori di interessi ed è caratterizzata da narrazioni che coinvolgono le scuole, i centri anziani, le associazioni, i luoghi della cultura e della tradizione, i beni materiali ed immateriali, i tesori viventi ecc..

Infine, la quarta fase è dedicata alla rilettura delle idee, proposte e richieste che sono arrivate dalle comunità. Sarà fatta una sintesi generale di tutte le proposte ed una puntuale per ogni Comune. Quella generale mira a rafforzare, attraverso un comune oggetto parlante, lo spirito di coesione che anima l’intero progetto eco-museale, quella singolare, invece, sarà la base da esplorare per il successivo lavoro da svolgere nella costituzione/rivisitazione dalla Mappa di Comunità cittadina che convergerà in quella narrazione complessa e complessiva dell’Eco-Museo delle Madonie.

Tutto ciò consentirà di rafforzare l’omogeneità culturale, geografica e paesaggistica, del territorio coinvolto creando delle sinergie sempre più forti tra i musei e il territorio. In quest’ottica assume un ruolo centrale l’Ecomuseo Madonie che va inteso anche come una strategia partecipata volta a favorire processi di sviluppo territoriale attraverso la reinterpretazione “sostenibile” di particolari aspetti del patrimonio in grado di cogliere il dinamismo produttivo e culturale delle comunità locali.

ecomuseomadonie | unionemadonie | sosvima |



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