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Intervista a Luca Favaro, scrittore e poeta

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Intervista a Luca Favaro, scrittore e poeta

Luca Favaro, nato a Treviso, vive a Thousand Oaks, California. Ha pubblicato tre raccolte di racconti, e il fortunato romanzo Il tempo senza ore (Nulla Die 2015), primo classificato al Premio Prunola 2017, primo classificato al Premio Il lato notturno della vita 2017, premio speciale della Giuria all’IBRSC di Belluno 2016, e dalla quale è stata ricavata l’omonima rappresentazione teatrale. Cinquanta Passi all’indietro è la sua prima raccolta di poesie.


1) "Cinquanta passi all'indietro" è la tua prima raccolta di poesie. Nella quarta di presentazione della silloge, si legge "... è un cammino a ritroso...". Perché questa definizione?
Non è stato facile dare un titolo a questa raccolta. Le varie poesie sono state scritte in momenti diversi della mia vita, alcune che avevo dai 20 ai 30 anni, altre in tempi più recenti. Dopo averci lavorato su per migliorarle, mi sono trovato davanti a un lavoro non omogeneo, e non riuscivo a trovare un tema in comune tra i vari versi. Così avevo optato per "Cinquanta passi", dal momento che le poesie sono per l'appunto cinquanta. Ma era un titolo che mi lasciava con un senso di sospensione, in cui mancava qualcosa. Ecco che allora ci ho aggiunto "all'indietro" per dare il senso di incognita, di smarrimento, di difficoltà che è un qualcosa che emerge anche nelle poesie più "positive". Camminare all'indietro significa non guardare alla meta, e quindi non sapere se si sta seguendo un cammino giusto o meno. Ma alla fin fine, emerge anche la mia fede in Dio. Non c'è un cammino predefinito, e molte volte nella vita mi sono trovato a fare delle scelte seguendo puramente il mio cuore, il mio "sentire" che non significa "seguire l'istinto", ma cercare di capire che direzione prendere pur non sapendo a quali conseguenze si andrà incontro e quale tipo di incognita quella determinata scelta nasconde. E' un titolo che parla soprattutto di affidamento. Almeno per me.

2) Autore di precedenti pubblicazioni, nel 2015 hai pubblicato il romanzo "Il tempo senza ore" riscuote
ndo premi, il favore dei lettori e della critica. Ti aspettavi questo successo?
Decisamente no! Magari ci speravo, ecco. Ho lavorato parecchio per la promozione, e in questo sono stato aiutato da molte persone e anche all'editore, che ringrazio. Ma non mi ero creato particolari aspettative, anche perché il successo di "Il tempo senza ore" è giunto dopo un anno dalla pubblicazione. E' stato pubblicato a fine 2015 e all'inizio avevo davvero la sensazione che fosse in gran parte ignorato. Poi improvvisamente è decollato, e devo dire che, nonostantesiano passati parecchi anni, sta ancora volando, lentamente magari, ma sta continuando a camminare con le proprie gambe.

3) Da alcuni anni, hai scelto di vivere negli Stati Uniti. Come vivi, da autore, l'America?

Più che da autore la sto vivendo da lettore. Leggo moltissimo. I miei familiari sanno che, se vogliono rendermi felice, è sufficiente che mi regalino una Gift Card della Barnes and Noble. Leggevo libri in inglese anche quand'ero in Italia, ma avevo problemi di comprensione. Adesso che l'inglese lo mastico abbastanza bene, sto leggendo di tutto. Il mio preferito in assoluto per adesso è Michael Connelly, che non avevo mai letto in Italia ma che sto scoprendo qui, che è popolarissimo. Poi il bello è che i suoi polizieschi sono tutti ambientati a Los Angeles e i luoghi ormai mi sono abbastanza familiari, magari non tutti vista l'enorme vastità della città, ma in
buona parte. Mi piace molto anche Baldacci, e mi sto leggende anche le biografie dei miei musicisti preferiti, come i Beatles, i Led Zeppelin
e tanti altri. Per non parlare poi dell'autobiografia di Johnny Cash,che avevo già letto in Italiano, ma in lingua madre, risuona in maniera molto diversa, più diretta sicuramente.

4) Ma hai mai pensato di cercare di pubblicare qualcosa in Inglese negli Usa?

Certo che sì. Ma non vorrei tradurre qualcosa che ho già scritto in Italiano. L'ho già fatto quand'ero in Italia per la verità, ma è molto difficile raggiungere il pubblico perché anche se tradotti in inglese i racconti suonavano molto "Italiani" dal punto di vista del contesto e della cultura, e non destavano l'interesse del pubblico perché non dicevano niente che qui fosse considerato sensazionale...

5) A parte questo, hai altri progetti letterari "Italiani"?

Sì, sto lavorando a un nuovo romanzo, ma non so quando potrà vedere la luce. Spero per la fine di quest'anno o l'inizio del prossimo.






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Fonte notizia: http://nulladie.com/it/catalogo/545-luca-favaro-cinquanta-passi-all-indietro-9788869154539.html?search_query=favaro&results=2


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