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In Italia già segnalati 11 casi, di cui 2 confermati. Si attendono i risultati delle analisi effettuate per confermare anche gli altri. Sta destando preoccupazione i casi di epatite acuta ad eziologia sconosciuta.

scritto da: Marcofrancescoeramo | segnala un abuso

In Italia già segnalati 11 casi, di cui 2 confermati. Si attendono i risultati delle analisi effettuate per confermare anche gli altri. Sta destando preoccupazione i casi di epatite acuta ad eziologia sconosciuta.

I medici ed i ricercatori al momento non si pronunciano; alcuni sono convinti che il contagio possa dipendere dalla presenza dell'Adenovirus o da una sua variante. Non confermato il legame con il vaccino anti Sars-Cov2, ma si attendono nuove analisi. il Ministero della Salute invita le autorità sanitarie a segnalare eventuali altri contagi.


Al 22 aprile sono giunte in totale 11 segnalazioni che fanno riferimento a pazienti individuati in diverse Regioni italiane (Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Sicilia, Toscana e Veneto), si legge nella circolare del ministero della Salute inviata oggi alle regioni, alle strutture sanitarie e ai medici sui casi di epatiti acuta di natura non conosciuta. A Verona segnalati due casi sospetti (nel senso di epatite di origine sconosciuta): si tratta di due adolescenti, ricoverati all’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona.
Bergamo, due bambini ricoverati, uno trapiantato. 
Sono ricoverati all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo i due bambini colpiti da epatite acuta di eziologia ignota. Uno ha 11 anni e una bambina ha 6 anni: il primo ha avuto la necessità di un trapianto. I casi di epatite acuta a eziologia ignota non sono nuovi e anche a Bergamo se ne affrontano diversi ogni anno.
Solo due sono confermati e ad uno giudicato «possibile» è stato eseguito un trapianto. Una positività per Adenovirus o per SARS-CoV-2 è stata per ora riportata solo in 2 casi sospetti. «Il ruolo degli Adenovirus in queste forme ipotizzato in UK, non è però confermato».
Si tratta, si legge nella circolare, di segnalazioni relative a casi sporadici sparsi sul territorio nazionale. Di questi un paziente non rientra nella definizione di caso (ricoverato prima del gennaio 2022); 2 casi sono in corso di valutazione per possibili ulteriori cause eziologiche; 4 casi sono definibili come «sospetti» (gli esami sono al momento in corso o non definiti); 2 casi definiti come «possibili» (età superiore ai 10 anni); 2 casi «confermati» Diverse Regioni (Campania, Piemonte, Liguria, Valle d'Aosta, Calabria, Puglia) hanno comunicato di non avere al momento casi da segnalare. 
«Non è stato identificato alcun legame con il vaccino anti COVID-19 e un questionario somministrato ai casi, su alimenti e abitudini personali, non ha identificato alcuna esposizione comune. Sebbene le indagini di laboratorio abbiano escluso in tutti i casi un'eziologia virale di tipo A, B, C, D ed E,le autorità sanitarie del Regno Unito considerano l'ipotesi infettiva la più probabile, dato il quadro epidemiologico e le caratteristiche cliniche dei casi. Sono state avviate, e sono in corso, anche indagini tossicologiche». Lo si legge nella circolare del ministero della Salute sui controlli dopo i casi di epatiti acute fra bambini.
Il ministero della Salute sollecita la segnalazione di ogni eventuale caso di epatite acuta che risponda alla definizione di caso attualmente adottata dall'OMS. «Si raccomanda, in questa fase, volendo privilegiare sensibilità rispetto a specificità, di valutare ed eventualmente segnalare anche i casi parzialmente rispondenti alla definizione di caso. Si raccomanda altresì di prevedere in ogni caso la conservazione dei campioni biologici per consentire ogni altro eventuale accertamento ritenuto necessario». È quanto si legge nella circolare del ministero della Salute firmata dal direttore alla prevenzione Gianni Rezza, emanata oggi.
La più probabile causa d'infezione per i casi di epatite in Italia sarebbero gli Adenovirus. «Le autorità sanitarie che stanno indagando nel Regno Unito, dove si è verificata la maggior parte dei casi fino ad oggi, ritiene, sulla base delle caratteristiche cliniche ed epidemiologiche dei casi in esame - riporta la circolare - che una causa infettiva sia la più probabile, ed in particolare l'infezione da Adenovirus». Le infezioni da Adenovirus sono comuni e di solito provocano una malattia lieve, con sintomi simili al raffreddore, vomito e diarrea. La maggior parte delle persone infettate non presenta complicazioni. Anche se, bisogna sottolineare, gi Adenovirus non causano comunemente l'epatite, che è una complicazione rara, nota di solito tra gli individui immunocompromessi.


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