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Il Turismo delle Sensazioni. L’impatto sociale dal virtuale al reale.

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Il Turismo delle Sensazioni. L’impatto sociale dal virtuale al reale.

La diciottesima sessione di La Tavola delle Imprese è stata dedicata alle startup ed alle loro soluzioni innovative per un approccio sensoriale al turismo.


Si è tenuto venerdì 29 aprile una nuova sessione del format innovativo JMI, curato da Netcoa, “La Tavola delle Imprese”, appuntamento mensile per il mondo accademico, della ricerca e della cultura, delle startup, delle imprese, degli enti locali.

Hanno partecipato a questa 18° edizione, secondo il modello di open innovation ideato, rappresentanti di alcune startup innovative associate alla Netcoa, scelte da nord a sud per avere una visione più completa della tematica a livello nazionale: Alessandra di Caro, co founder e responsabile marketing della realtà milanese Butik; Guglielmo Rapino, Ceo della startup abruzzese Cocovan; Fabrizio Guarrasi, Ceo della società benefit InNavi di Marsala; Vinicio Macrì, Ceo della startup innovativa Be Itinerary di Vico Equense; Nadia Mangiavacchi, Ceo della E-Dway di Firenze; Carol Eleonora Galuzzi, Ceo della Trulego di Milano.

 

Il tema dei lavori “Il Turismo delle sensazioni. L’impatto sociale dal virtuale al reale.” è stato introdotto dal Vice Presidente dell’Associazione Netcoa, che rappresenta le imprese e startup innovative, Raffaello Dinacci, che ha posto l’accento sull’argomento scelto.

Con questa sessione si è voluto approfondire un approccio al turismo legato al concetto di sensazione, quale impressione soggettiva ed immediata determinata da uno stimolo che colpisce i sensi, evidenziando un diverso modo di avvicinarsi al turismo attraverso le diverse rilevazioni degli stimoli percepiti dai nostri sensi, derivanti sia dalla dimensione reale che da quella virtuale delle esperienze.

Sono state, quindi, scelte startup che propongono un modello di business che tende a conciliare la componente digitale con la capacità di generare un social impact che si relaziona con il territorio, partendo da un rapporto esperenziale con lo stesso.

E’ necessario, quindi, promuovere e valorizzare i luoghi con un coinvolgimento attivo delle comunità locali, osservando i principi dell’ecosostenibilità, declinabile come rispetto del territorio e recupero delle sue risorse naturali, della sua cultura e tradizioni.

E’ quanto emerso dal vivo dibattito e dagli scambi tra i partecipanti che hanno interagito tra loro secondo il modello di open innovation che Netcoa promuove ed intende promuovere in una ottica sempre più complementare e smart.

 

Il primo intervento è stato quello di Alessandra di Caro, co founder di Butik, impresa sociale impegnata dal 2018 nella valorizzazione e nella promozione del patrimonio musicale italiano e dei suoi luoghi, con la mission di incrementare il turismo musicale in Italia.

Butik crea una progettazione congiunta con gli operatori locali per un nuovo modello di sviluppo delle destinazioni turistiche, strutturando e promuovendo itinerari che permettano di scoprire le peculiarità del territorio grazie alla musica, alle storie dei suoi artisti, all’artigianato musicale ed ai musei ad essa dedicati.

Da una ricerca effettuata dalla stessa Butik, è emerso un dato molto significativo: sono 5 milioni i turisti musicali in Italia.

Sulla base di questo dato, si è strutturato un’offerta che integra musica e turismo, facendo diventare il festival attrattivo uno strumento di visibilità e racconto del territorio.

 

Il dott. Dinacci sottolinea come Butik abbia creato un sano modello di impatto, finalità tipica dell’impresa sociale, svolgendo un’attività di interesse generale e favorendo il più ampio coinvolgimento delle comunità interessate; obiettivo questo che il L.I.C.I. persegue all’interno del suo ecosistema e dei modelli che, attraverso i suoi partner, delinea per orientare e valorizzare le expertise e le competenze unitamente al mondo accademico e stakeholder.

 

La testimonianza susseguitasi di Guglielmo Rapino, Ceo della startup innovativa Cocovan, sottolinea come la condivisione dell’esperienza del viaggio e la conoscenza di nuovi luoghi che porta ad una riscoperta della natura, in chiave eco sostenibile, sono elementi primari nel loro modello di business.

Cocovan è una piattaforma web che consente ai proprietari di camper e van di condividere o noleggiare il proprio veicolo assicurato con altri viaggiatori dando, quindi, grande valore al concetto di community e di condivisione.

Tale servizio va oltre il mero sharing; mira ad allargare gli orizzonti dell’esperienza, che sia un festival musicale o una settimana di surf o un tour enogastronomico, anticipando il momento di condivisione al primo incontro con gli altri viaggiatori, delineando un nuovo modello di turismo esperenziale più lento, eco friendly e consapevole del rispetto dell’ambiente in cui ci si immerge.

Il rispetto della natura e la capacità dell’uomo di convivere con la stessa sono la base fondante di un percorso che tutela l’ambiente e le comunità, come richiamato dai principi dell’ONU – Agenda 2030. Ed è proprio qui che l’uomo ricopre il suo ruolo principale, quale tutore della natura e della biodiversità che la stessa esprime nei suoi cinque elementi.

Percorso questo che trova i fondamenti nei programmi, nei progetti e nelle best practice del LICI e dei suoi partners.

 

La necessità, pertanto, di un approccio al turismo meno asettico e che mette il viaggiatore al centro di un percorso conoscitivo sensoriale del territorio, è molto sentita da Fabrizio Guarrasi, Ceo di InNavi, marketplace che parla a tutto il settore della nautica, dai professionisti ai neofiti, passando per gli appassionati e le strutture legate indirettamente al settore, favorendo lo sviluppo economico e sociale delle comunità costiere.

Innavi è una società benefit e come tale crede nei valori di crescita e sostegno sostenibile, sia a livello ambientale che sociale, collaborando attivamente in progetti animati da forti valori di condivisione e di benessere per la comunità: dalla pulizia del mare e l’inquinamento della plastica negli oceani e sulle spiagge, al sostegno verso iniziative umanitarie e di esperienze per ragazzi con disabilità.

L’obiettivo è quello di promuovere la cultura dell’open innovation, al fine di costruire un ecosistema digitale del mare che sia capace di sviluppare il turismo costiero a beneficio dei territori e delle loro comunità che hanno un grandissimo potenziale, molto spesso sconosciuto.

 

Il dott. Dinacci, richiamandosi a quanto precedentemente espresso in merito ai principi generali dell’ONU, pone luce sul ruolo che il mare ha avuto per lo sviluppo e la crescita dei popoli, tale da riconoscersi quale primo fattore aggregativo per la creazione delle comunità economiche. Ruolo che ancora oggi ricopre. In questo quadro, è principale che l’uomo gestisca il rapporto con lo stesso attraverso un nuovo paradigma che non è più esclusivamente quello economico, ma quello dell’uso compatibile delle risorse e del rispetto dell’ambiente.

 

 Il L.I.C.I., tra l’altro, per sua stessa definizione Laboratorio Innovazione Cultura Impresa ha posto la cultura, intesa come recupero delle tradizioni e del patrimonio dei territori, in un ruolo epicentrico ponendola tra l’innovazione e le imprese per definire il modello di evoluzione compatibile. Con i suoi partner, il L.I.C.I., evoluzione e cambiamento associativo, sviluppa diverse iniziative a sostegno di una transizione digitale ed ecologica consapevole che misura l’impatto sulla società.

 

Qui si inserisce l’intervento di Vinicio Macrì, Ceo della startup napoletana Be Itinerary che con la sua app ha pensato di avvicinare viaggiatori, aziende e gestori di strutture ricettive aggregando i servizi da offrire, per promuovere il territorio e favorire un turismo responsabile e sostenibile.

Be Itinerary è in linea con il concept di mobilità turistica “Smart Contact Tourism”che permette di vivere le vacanze in totale sicurezza. Grazie all’app si possono prenotare in anticipo tutti i servizi turistici, dagli itinerari storici ai tour enogastronomici evitando affollamenti, file alle biglietterie, assembramenti, contatto con brochure informative ed altro.

Partendo da Vico Equense, località storica di attrazione turistica che si affaccia sulla nota costiera sorrentina, in poco tempo il team è riuscito a creare un proprio network che coinvolge operatori di servizi turistici, comuni, enti culturali della costa campana, diventando una vetrina di riferimento per diffondere luoghi e conoscenze delle culture locali, anche poco noti, e metterli a disposizione dei turisti.

Da qui l’iterazione con le altre realtà già intervenute è evidente: l’app diventa veicolo per una più ampia fruizione di festival, borghi, località costiere inesplorate o difficilmente raggiungibili, piccoli poli culturali, favorendo un generale consolidamento dei sistemi economici territoriali collegati al settore culturale.

 

Ciò si prefigge il Lici con il suo ecosistema: contaminare i processi e le funzioni per promuovere e diffondere la conoscenza del territorio, quale bene naturale da rispettare e valorizzare, in correlazione alle sue tradizioni e cultura, integrando gli aspetti di tutela e fruizione del patrimonio storico-culturale con la valorizzazione e promozione dell’ “immagine turistica” del territorio, promuovendo il sistema economico locale, grazie all’adozione delle opportunità offerte dal mondo dell’innovazione tecnologica e digitale.

 

L’esplorazione del territorio nel nuovo modello di smart contact tourism deve permettere al turista di raggiungere le destinazioni in modo ecocompatibile supportato dalla IOT, come ci rappresenta Nadia Mangiavacchi, Ceo della startup innovativa E-Dway di Firenze, una impresa di e-mobility che offre al viaggiatore fai da te di vivere una esperienza personale attraverso un modo di interagire a basso impatto con il territorio.

La E-Dway nasce proprio dall’esigenza di creare una soluzione nel rispetto dell’ambiente ed a favore “dell’esploratore” che giunge in Toscana e vuole muoversi alla scoperta di itinerari e mete anche fuori dai principali circuiti turistici.

Attraverso le vespe elettriche a zero emissioni o i monopattini e l’app installata sullo smartphone in dotazione al momento del noleggio che permette il monitoraggio dell’autonomia del mezzo e di raggiungere la colonnina di ricarica più vicina, la E-Dway offre un nuovo modo di visitare luoghi anche fuori dalle grandi città per scoprirne l’autentica bellezza, legando la dimensione ecosostenibile con quella turistica.

 

 

L’assistenza del viaggiatore per un turismo eco friendly e di benessere inizia dal momento della progettazione del viaggio dove i desideri, i bisogni e la realtà devono confrontarsi con il mercato.

Con il progetto Tueke, che nel linguaggio Maori vuol dire “valigia”, la startup innovativa Trulego di Milano inverte il mondo delle prenotazioni alberghiere, ponendo il viaggiatore al centro del processo.

Come racconta la ceo Carol Eleonora Galuzzi, che ha una esperienza nel settore da oltre quindici anni, Tueke nasce per rappresentare un meccanismo veloce e funzionale con l'obiettivo di «cambiare le regole del viaggio». 

«Abbiamo pensato di mettere in contatto diretto viaggiatori e strutture semplificando la vendita e l'organizzazione della vacanza consentendo a tutti di risparmiare tempo e denaro” – rileva la Galuzzi.

Con Tueke, infatti, viaggiatori con idee di budget precise e hotel con la necessità di raggiungere il “tutto esaurito” si incontrano in una nuova piazza virtuale.

Gli host rispondono direttamente ai desiderata indicati dai viaggiatori sulla piattaforma (destinazione, tipologia struttura, date, budget), avviando una trattativa privata col potenziale ospite, in una sorta di sfida per riempire le camere vuote ed aggiudicandosi la prenotazione.

La piattaforma, che è in fase di evoluzione per diventare sempre più funzionale, con il supporto e l’accompagnamento di partner del network di Invitalia, rappresenta un cambio di prospettiva che permette di conoscere ed apprezzare anche le strutture più piccole che possono vedere valorizzate maggiormente le loro caratteristiche.

 

Tra i partecipanti si è costituito un vivo dibattito sfociato in interessanti momenti di contaminazione tra le giovani startup intervenute che hanno riscontrato dei comuni pilastri di riferimento nei loro modelli imprenditoriali tali da costituire future interazioni.

 

Come affermato dal dott. Dinacci, è il modello Italia che quindi deve affermarsi attraverso i suoi servizi e prodotti per iniziare ad usufruire delle bellezze naturali del belpaese, con un approccio formativo – culturale di attenzione e considerazione dell’intero ecosistema e delle biodiversità che in esso ne prendono parte.

 

Ringraziamenti

 

Richiamandosi all’attività del L.I.C.I. , nell’ottica di condivisione ed integrazione del sapere,  il Vice Presidente Dinacci ha concluso i lavori, rappresentando che tali finalità sono perseguite dall’Associazione quale generatore culturale che promuove nuove iniziative tra gli associati intervenendo nell’orientamento, nella programmazione e nella coprogettazione,  attraverso le proprie metodologie ed il proprio ecosistema, per un processo di accelerazione, valorizzando le iniziative con gli stakeholders, il mondo accademico ed i soggetti pubblici. Si è altresì soffermato sui principali strumenti proposti da Invitalia di cui la Netcoa è partner – S.I.S. Sistema Invitalia Startup.

Ringraziando i partecipanti, li ha invitati a mantenere sempre più vivi i contatti con l’Associazione

 

 

 

 


Fonte notizia: https://www.netcoa.it/2022/05/05/18-tavola-delle-imprese-il-turismo-delle-sensazioni-limpatto-sociale-dal-virtuale-al-reale/


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