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"PICCOLE AZIONI PER GRANDI CAMBIAMENTI" - IL NUOVO PERCORSO DI FONDAZIONE BARILLA-

scritto da: CLAUDIO.DI.SALVO | segnala un abuso


●        Nel 2050 il cambiamento climatico potrebbe portare 65 milioni di persone in più in una condizione di insicurezza alimentare e se non intraprendiamo ulteriori azioni, condivise, immediate e su larga scala, si stima che, entro il 2100, le temperature potrebbero aumentare di 3.2°C.

●        Nonostante questo, anche per soddisfare il nostro fabbisogno di cibo, consumiamo più risorse naturali di quante il Pianeta sia in grado di rigenerarne ogni anno. Il 15 maggio 2022 per l'Italia è stato l’Overshoot Day: il nostro Paese ha consumato la quantità di risorse naturali che riesce a ripristinare in un anno. Per soddisfare la pressione sulle risorse servirebbero 2,7 pianeti.

●        È fondamentale mettere a disposizione di tutti gli strumenti per poter comprendere e agire: ad esempio, gli under 35 d’Europa ritengono la crisi climatica un problema prioritario, ancor più importante della pandemia Covid-19. Solo 3 su 10 sono pronti a fare la loro parte

●        Ecco perché la Fondazione Barilla si rinnova e parla alle persone attraverso una squadra di comici, cuochi e intrattenitori per affrontare in chiave ironica e divertente temi complessi ma prioritari per la salute del Pianeta. Tra i volti noti anche Lillo, Yoko Yamada, Max Angioni e Laura Formenti

●        Oltre all’impegno nelle scuole e i progetti di ricerca, tante altre novità: un libro ricco di dati e curiosità;un sito rinnovato che sarà animato dagli studi della Fondazione e dai cosiddetti “food facts”, pillole di conoscenza che poggianosu solide basi scientifiche

“Sostenibilità”, “ambiente”, “cambiamento climatico” sono parole che sentiamo sempre più spesso, ma che sembrano riguardare qualcosa lontano dalla nostra quotidianità. Eppure, così lontano non è. La comunità scientifica prevedeche per contenere l’aumento delle temperature intorno ai+2°C, dovremo ridurre di un quarto le emissioni di gas che alterano il clima entro il 2030. La crisi climatica (per es. alluvioni e siccità estreme) rischia di compromettere la produzione alimentare per cui, nel 2050, 65 milioni di persone in più rischieranno di non avere abbastanza cibo[1]. Inoltre,senza politiche globali efficaci e condivise, l’aumento delle temperature potrebbe toccare in media i 3,2°C entro il 2100[2]. Se da un lato i sistemi alimentari, dalla produzione al consumo includendo anche lo spreco di cibo, sono corresponsabili di questo processo, generando fino al 37%[3] delle emissioni di gas che alterano il clima, dall’altroè chiaro che per invertire questa tendenza è necessario favorire anche un cambiamento nei comportamenti delle persone. Partendo da queste premesse, in vista della Giornata Mondiale dell’Ambiente(5 giugno), Fondazione Barillaannuncia l’avvio di una serie di iniziative orientate ad aumentare la consapevolezza su questi temi, che riguardano ognuno di noi. Un annuncio che assume ancora più importanza a 24 ore dall’Overshoot Day italiano (15 maggio), giorno dal quale il nostro Paese è ufficialmente in debito con il Pianeta, avendo consumato la quantità di risorse naturali che questo riesce a ripristinare in un anno: secondo le stime di Global Footprint Network, per soddisfare i ritmi di consumo degli italiani servirebbero 2,7 pianeti[4].

La decisione di questocambio di rotta nasce da una considerazione: le informazioni allarmistiche, invece di avvicinare e coinvolgere le persone, rischiano di creare un senso di distacco e impotenza. Eppure, tutti possiamo fare la nostra parte per il cambiamento e in particolare tra i più giovani, emerge la volontà di dare un contributo concreto.Se da una parte, infatti,circa un giovane su due in Europa (il 46% nella fascia 18-35 anni)ritiene che riscaldamento globale sia uno dei più gravi problemi che il mondo debba affrontare(più della pandemia di Covid-19)[5], dall’altra sono già3 su 10 (34%) a sentirsi i principali attori chiamati a fronteggiare questa situazione urgente[6].

Ma come essere parte attiva di questo cambiamento virtuoso? Fondazione Barilla ha deciso di fornire alle persone una serie strumenti per capire il problema e passare all’azione. A partire dai “food facts”, messaggi brevi, utili e interessanti, comprensibili da tutti, con evidenze chiare a cui associare un gesto semplice da mettere in atto.Ne sono stati creatipiù di mille, nati dalla “traduzione” delle evidenze scientifiche raccoltenegli anni da Fondazione Barilla e degli studi più recenti su cibo e sostenibilità.Alcuni sono stati raccolti nel libro “100 Food Facts – Piccola Guida per grandi cambiamenti”, altrisono stati utilizzati per la realizzazione di una serie di video ironici, sviluppati grazie alsupporto dell’agenzia digitale integrata Next 14, da veicolare sul sito, i social e nelle scuole, per avviare un’attività di sensibilizzazione con un linguaggio divertente e accattivante.

“Oggi inizia un nuovo percorso per Fondazione Barilla: far conoscere alle persone il grande lavoro che abbiamo sviluppato negli ultimi 10 anni. Per parlare a tutti, soprattutto ai giovani. Crediamo che i veri cambiamenti partono dalle persone e ciascuno di noi può fare la differenza attraverso le proprie scelte quotidiane” – ha dichiarato Francesco Giliotti, Vice Presidente della Fondazione Barilla.

“Per noi il cibo è gioia, condivisione, cultura. Crediamo che aumentare la consapevolezza sulla relazione tra cibo, persone e pianetasia fondamentale e, per coinvolgere chi non ha mai familiarizzato con questi temi, abbiamo scelto di usare l’ironia.In questo modo anni di studi e ricerche scientifiche arriveranno alle persone, in modo leggero, divertente e utile allo stesso tempo– ha dichiarato Matteo Pauri, Direttore Operativo della Fondazione Barilla.

In parallelo a tutte le attività di divulgazione, proseguirà anche il lavoro di ricerca: “Le sfide del sistema alimentare impongono nuovi approcci e soluzioni. Come Fondazione Barilla siamo alla guida del progetto europeo Life Climate Smart Chefs per far leva sul ruolo degli chef come promotori del cambiamento attraverso diete a basse emissioni, nutrienti e accessibili, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sulla relazione fra cibo e crisi climatica. Abbiamo avviato inoltre una collaborazione triennale con il Centro Euro Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC) per tracciare nuovi percorsi capaci di assicurare la sicurezza alimentare in un contesto geopolitico di grandi cambiamenti e comprendere le implicazioni sul costo del cibo per i cittadini europei” – dichiara Marta Antonelli, Direttricedella Ricerca di Fondazione Barilla.

“Ho sposato subito questo progetto, proposto da Fondazione Barilla, perché l’ho sentito coerente con il mio percorso professionale e artistico. In fondo noi attori e comici siamo chiamati anche a muovere le coscienze delle persone, ed è importante riuscire a farlo con ironia, con un linguaggio comprensibile e capace di stimolare una loro risposta. Credo che questo progetto riguardi tutti noi, visto che parliamo della Terra in cui viviamo” – conclude Lillo, attore.

 

Fondazione Barilla è stata tra le prime realtà a studiare la sostenibilità dei sistemi agro-alimentari in modo multidisciplinare. Negli ultimi dieci anni ha dato vita a ricerche, dibattiti ed eventi internazionali che hanno coinvolto e sensibilizzato opinion maker, scienza e istituzioni diventando un riferimento,anche a livello internazionale, per la promozione di stili di vita più sani.

Al giorno d’oggi il legame cibo-ambiente è oggetto di discussione nei principali tavoli di lavoro internazionali, per questo la Fondazione Barilla ha avvertito l’esigenza di compiere un passo in più: rivolgersi al grande pubblico, perché proprio le persone, che ogni giorno fanno la spesa, preparano da mangiare o vanno al ristorante, possono essere motore del cambiamento. Per farlo, hanno bisogno di comprendere come per poter agire.

In questi mesi, la Fondazione Barilla ha portato avanti un grande lavoro di valorizzazione della conoscenza sviluppata negli anni per rendere il suo messaggio concreto e fruibile da un pubblico molto più ampio.

LE NOVITÀ DEL NUOVO PERCORSO

Nei prossimi mesi saranno numerose le novità che riguarderanno la Fondazione:

·         Saranno realizzati brevi video, concomici, cuochi e intrattenitori, che diffonderanno importanti messaggi in chiave ironica e divertente con l’obiettivo di parlare alle persone in modo più diretto. Alla base dei video, i “food facts”, ovvero messaggi brevi, utili e interessanti, comprensibili da tutti, con evidenze chiare associate a un gesto semplice da mettere in atto.Tra i volti noti che hanno preso parte al progetto, anche Lillo, Yoko Yamada, Max Angioni e Laura Formenti.Per questo progetto la Fondazione si è avvalsa del supporto dell’agenzia digitale integrata Next 14.

·         I “food facts” saranno raccolti in un libro dal titolo: “100 FOOD FACTS – piccola guida per grandi cambiamenti”

·         Queste e molte altre proposte animeranno il nuovo sito della Fondazione Barilla, pensato per le persone che cercano spunti, curiosità, informazioni per passare dalla consapevolezza all’azione e che raccoglie tutto il sapere scientifico realizzato in questi anni dalla Fondazione

·         Continuerà poi l’impegno con le scuole che, sfruttando questo nuovo linguaggio, si arricchirà di iniziative capaci di creare un filo diretto con le nuove generazioni

·         In parallelo, proseguirà anche il lavoro di ricercagrazie alprogetto Life Climate Smart Chefs, guidato da Fondazione Barilla, percoinvolgere attivamente gli chef europei, e alla collaborazione triennale con il Centro Euro Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC) cheavrà, tra gli altri, anche l'obiettivo di indagare sulle implicazioni relative alla sicurezza alimentare eal costo del cibo per i cittadini europei.

 

IL DECALOGO ANTISPRECO: ALCUNI CONSIGLI PRATICI, UTILI A TUTTI

Da piccole azioni quotidiane possono derivare grandi cambiamenti, per esempio nella lotta allo spreco. Ecco 10 spunti, semplici e d’impatto, per risparmiare cibo e denaro, nel rispetto dell’ambiente, ispirate dai “food facts” della Fondazione Barilla

 

  1. RIUTILIZZA GLI SCARTI:Quando peli le verdure, non gettare gli scarti ma riusali per ricette sempre nuove! Ad esempio, il tronco e le foglie esterne del cavolfiore o i gambi dei carciofi sono ottimi per preparare del brodo vegetale.
  2. CHIEDI SEMPRE LA DOGGY BAG:Ogni anno sprechiamo fino a 26 kg di cibo a testa quando mangiamo fuori casa: se non riesci a finire il tuo piatto, non vergognarti di chiedere la doggybag. In alcune città, la doggybag è stata lanciata anche nelle scuole e consente agli studenti di tutte le età di portare a casa il cibo non consumato in mensa, evitando sprechi! 
  3. METTI SOTTOVUOTO:La conservazione sottovuoto è facile e veloce; gli alimenti manterranno sapore e proprietà nutritive più a lungo. Conservare i cibi (sia cotti che crudi) sottovuoto consente di eliminare l’ossigeno e l’aria, ossia le cause principali dell’ossidazione e di mantenere l’integrità dei cibi fino a cinque volte più a lungo rispetto ai metodi tradizionali.
  4. TRASFORMA GLI AVANZI IN CONCIME:Gli avanzi possono diventare un prezioso concime! Invece di buttarli via, uniscili a del fertilizzante in una compostiera: in questo modo riduci gli sprechi e restituisci i nutrienti al tuo giardino. 4 italiani su 10 già coltivano frutta e verdura nei propri giardini, terrazzi e negli orti urbani delle nostre città!
  5. EVITA GLI ACQUISTI D’IMPULSO:Non fare la spesa quando hai fame, evita gli acquisti d’impulso e pianifica la spesa, per esempio facendo una lista delle cose che ti servono. Con piccoli accorgimenti, ogni famiglia italiana può risparmiare fino a 40 euro al mese! 
  6. SCEGLI NEGOZI ANTISPRECO, ANCHE ONLINE:A fine giornata, più di 20.000 esercizi in Italia offrono a prezzi scontati cibi che rischiano di essere buttati. Scegli questi prodotti per risparmiare ed evitare sprechi inutili, per esempio usando le numerose app o piattaforme online disponibili!
  7. PRENDI NOTA:Utilizza dei promemoria da attaccare sul frigo come se fossero una vera agenda alimentare per ricordarti quali cibi sono in scadenza e vanno consumati prima. Non dimenticare che la maggior parte dello spreco alimentare globale avviene nelle nostre cucine!
  8. DIFFERENZIA CORRETTAMENTE:Può capitare che del cibo vada a male, ma ricordati di differenziarlo correttamente nell'umido. Attenzione, in tutta Italia la raccolta differenziata dei rifiuti organici, che equivalgono a circa 5 milioni di tonnellate all’anno, è diventata obbligatoria!Differenziare correttamente aiuta a risparmiare, soprattutto se il tuo comune ha lanciato programmi di “tariffa puntuale”, che premia con uno sconto in Ta.Richi differenzia meglio!
  9. ORGANIZZATI SECONDO IL “PRIMA DENTRO, PRIMA FUORI”:Riponi il cibo in modo appropriato sperimentando ilmetodo del Prima dentro, prima fuori (FIFO - First-In-First-Out). Disporre gli alimenti a rischio scadenza ben in vista aiuta a ridurre gli sprechi domestici. Solo 1 famiglia italiana su 3 cerca di organizzare il frigorifero o la dispensa in modo efficace, organizzando gli acquisti con metodi come questo.
  10. CONGELA LE ECCEDENZE:Se esageri con l’acquisto di alcuni prodotti freschi, congelali riponendoli in buste ermetiche. Sprecare cibo significa anche sprecare le risorse necessarie per produrlo: ad esempio per produrre 1 kg di pane, dal campo alla tavola, sono necessari in media 1.600 litri di acqua mentre per un Kg di carne di manzo servono ben 15.400 litri!


[1]IPCC (2022): Climate Change 2022: Impacts, Adaptation and Vulnerability, https://www.ipcc.ch/report/ar6/wg2/

[2] IPCC (2022): Climate Change 2022: Impacts, Adaptation and Vulnerability, https://www.ipcc.ch/report/ar6/wg2/

[3] IPCC, 2019

[5] Pan-European survey – Climate top priority for youth (2021), https://eeb.org/library/pan-european-survey-climate-to-priority-for-youth/

[6]Pan-European survey – Climate top priority for youth (2021), https://eeb.org/library/pan-european-survey-climate-to-priority-for-youth/



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