Home > Musica > ForlìMusica: L'ARTE E' VITA

ForlìMusica: L'ARTE E' VITA

scritto da: Paola Cecchini | segnala un abuso

ForlìMusica: L'ARTE E' VITA

Due i luoghi deputati alla manifestazione musicale (12 giugno - 5 agosto 2022): -l’Arena San Domenico con i concerti di *Gabriele Mirabassi (clarinetto) e l’Orchestra del Liceo Canova (12 giugno 2022) *Paola Turci, Danilo Rossi (viola) e Stefano Nanni pianista e direttore dell’Orchestra del Liceo Canova e dell’ Orchestra Bruno Maderna (19 giugno 2022) *Extra Liscio e Roberto Molinelli alla guida dell’Orchestra Bruno Maderna (26 giugno 2022) *Alice (30 luglio 2022) *Banda Osiris, Le dolenti note (5 agosto 2022) e -la Fabbrica delle Candele (centro polifunzionale dedicato alla creatività e alla formazione giovanile) con i concerti di *Elisa Citterio (violinista barocca) e l’Orchestra Bruno Maderna (5 luglio 2022) *Mario Brunello (violoncello), Danilo Rossi (viola) e l’Orchestra Bruno Maderna (8 luglio 2022) Nei sette spettacoli che compongono il cartellone le parole si intrecciano con la musica classica, contemporanea, jazz e ‘punk da balera’ abbracciando effetti visivi e computer sound: una vera contaminazione di suoni, immagini ed effetti scenici. Da non perdere!


Conosco l’espressione  ‘L’ARTE E’ VITA’ fin dalla sua nascita (aprile 2020): ne ho scritto per prima su una testata giornalistica (Quarto Potere).
E’ il titolo di una petizione promossa dal violinista Alessandro Quarta (unitamente al violoncellista Mario Brunello e all’attore Alessio Boni), lanciata da Danilo Rossi (prima Viola Solista dell’Orchestra del Teatro alla Scala), in occasione della pandemia.
La petizione (27.000 firme in pochi giorni) sottolineava diverse  situazioni:
- che lo streaming (sostenuto e sbandierato da più parti) non avrebbe mai potuto sostituire lo spettacolo dal vivo, dato che (come dice la parola stessa) deriva da ‘stream’ (corso d’acqua, ruscello) mentre l’arte ‘è un fiume in piena’;
- che l’artista ha bisogno della presenza del pubblico ed il pubblico ha bisogno dell’energia dell’artista: ‘Un violino Stradivari porta con sé la storia del suo suono. Nato in un bosco, non potrà mai essere riprodotto fedelmente da nessuna tecnologia. E allo stesso tempo lo spettatore digitalizzato non è paragonabile a quello dal vivo che, appunto, vive l’opera d’arte insieme a chi, in quel momento, la sta creando’;
-che i lavoratori dello spettacolo dal vivo, i cosiddetti ‘intermittenti’, stavano vivendo una situazione economica seriamente compromessa a causa dell’isolamento provocato dalla pandemia e necessitavano di urgenti provvedimenti governativi.

Senza inutili giri di parole, il giorno di Ferragosto 2020 Danilo Rossi esprimeva in modo forte e chiaro l’atto di accusa verso coloro (‘sindacati, direttori artistici, professori d’orchestra a tempo indeterminato e comunque, a tutti coloro che hanno lo stipendio garantito’) che nel frattempo nulla o quasi avevano fatto a favore dei lavoratori suddetti (circa 500.000 unità) al tempo senza alcuna retribuzione: nonostante avessero sempre versato i contributi per il Fondo di Integrazione Salariale (FIS), si trovavano esclusi dalla maggior parte delle misure di sostegno previste dal decreto ‘Cura Italia’. 
Di certo ‘la primissima Viola della Scala’ - come l’ha definito il famoso direttore d’orchestra Zubin Metha- si è speso fino in fondo nel sostegno alle proprie idee, tanto che il mensile ‘Classic Voice’ l’ha inserito -accanto al presidente del ‘Festival di Salisburgo’ Helga Rabl-Stadler, al sovrintendente del Teatro ‘La Fenice’ Fortunato Ortombina, al sovrintendente del ‘Macerata Opera Festival’ Luciano Messi, alla coppia che guida il Maggio Musicale Fiorentino Alexander Pereira-Zubin Mehta, nonché  ai direttori Riccardo Muti e Antonio Pappano -tra i dieci personaggi più rilevanti del mondo musicale 2020,  definendolo ‘voce isolata ma potente…un ribelle positivo, che ha rovesciato il clichè dell’orchestrale passivo, richiamando la Scala ai suoi doveri di teatro-guida’. 

Volendo rappresentare un inno alla riapertura degli spazi teatrali e musicali, l’espressione ‘L’ARTE È VITA’ è diventata un motto.
Sotto questa egida si è svolto nel giugno 2020  ad Arte Sella di Borgo Valsugana (Tn) ‘Esercizi e Variazioni’, un raffinatissimo recital musicale in cui le ‘Variazioni Goldberg’ di J.S.Bach sono state associate agli ‘Esercizi Letterari’ di R. Queneau.
I cosiddetti ‘quattro Moschettieri’ (Rossi, Quarta, Brunello, Boni) hanno replicato l’evento il 1°luglio successivo a Forlì inaugurando il cartellone estivo dell’omonima rassegna musicale, patrocinata dal Comune e dalla neonata Associazione ‘ForlìMusica’ (costituitasi tramite la fusione degli ‘Amici dell’Arte’ con l’Associazione ‘Maderna’).
In tale occasione è stata aperta al pubblico l’Arena ‘San Domenico’ (nome al tempo conosciuto ai più per gli splendidi musei che visitiamo ogni anno per ammirare prestigiose mostre di pittura e fotografia).
La rassegna è proseguita l’anno scorso con buon successo di pubblico e critica.
La presentazione della terza edizione é avvenuta ieri presso l’Ottantadue Music Club (delizioso locale al piano terra di un palazzo antico) alla presenza di Paola Casara (Assessore  alle Politiche giovanili) del Comune forlivese, Danilo Rossi (Direttore Artistico ForlìMusica) ed il Quartetto di Sassofono del Liceo Musicale Canova che ci ha deliziato con alcuni brani.
Due i luoghi deputati alla manifestazione musicale (12 giugno - 5 agosto 2022):
-l’Arena San Domenico con i concerti di
*Gabriele Mirabassi (clarinetto) e l’Orchestra del Liceo Canova (12 giugno 2022)
*Paola Turci, Danilo Rossi (viola) e Stefano Nanni pianista e direttore dell’Orchestra del Liceo Canova e dell’ Orchestra Bruno Maderna (19 giugno 2022)
*Extra Liscio e Roberto Molinelli alla guida dell’Orchestra Bruno Maderna 
(26 giugno 2022)
*Alice (30 luglio 2022)
*Banda Osiris, Le dolenti note (5 agosto 2022) e
-la Fabbrica delle Candele (centro polifunzionale dedicato alla creatività e alla formazione giovanile) con i concerti di 
*Elisa Citterio (violinista barocca) e l’Orchestra Bruno Maderna (5 luglio 2022)
*Mario Brunello (violoncello), Danilo Rossi (viola) e l’Orchestra Bruno Maderna (8 luglio 2022)
Nei  sette spettacoli che compongono il cartellone le parole si intrecciano con la musica classica, contemporanea, jazz e ‘punk da balera’ abbracciando effetti visivi e computer sound: una vera contaminazione di suoni, immagini ed effetti scenici. Da non perdere! 
 
Didascalia: Il M° Danilo Rossi con la giornalista Paola Cecchini

Forlì | Danilo Rossi | L ARTE E VITA |



Commenta l'articolo

 
 

Se ritieni meritevole il nostro lavoro fai una donazione


Recenti

Stesso autore

La figura di Ramakrishna al centro del concerto inaugurale del Festival di Spoleto 2022

 La figura di Ramakrishna al centro del concerto inaugurale del Festival di Spoleto 2022
L’affascinante figura del mistico indiano Sri Ramakrishna è stata al centro del concerto inaugurale con cui la Budapest Festival Orchestra diretta da Ivan Fischer (oggi saldamente posizionati ai vertici della musica mondiale) ha aperto - nella splendida cornice di Piazza Duomo - la 65a edizione del Festival dei Due Mondi a Spoleto (24 giugno-10 luglio 2022). Preceduta dalla suite n.4 in re maggiore per orchestra BWV1069 di J. S. Bach (rielaborata dall’autore a Lipsia tra il 1725 il 1730 sulla base di una precedente versione e ritenuta la più magniloquente delle 4 Suites orchestrali oggi sopravvenute), l’oratorio del compositore statunitense Philip Glass (per la prima volta presentato in Europa) descrive gli ultimi giorni di vita e il trapasso di Ramakrishna, il maestro spirituale indiano nato con il nome di Gadadhar Chattopashyay nel 1836 a Lamarpukur, villaggio contadino del Bengala, da una famiglia di bramini di estrema indigenza. L’affascinante figura del mistico indiano Sri Ramakrishna è stata al centro del concerto inaugurale  con cui la Budapest Festival Orchestra diretta da Ivan Fischer (oggi saldamente posizionati ai vertici della musica mondiale) ha aperto - nella splendida cornice di Piazza Duomo - la 65a edizione del Festival dei Due Mondi a Spoleto (24 giugno-10 luglio 2022).Preceduta dalla suite n.4 in re ma (continua)

Through the Grapevine

Through the Grapevine
Con Through the Grapevine (2020), presentato al Teatro Romano di Spoleto il 25 e 26 giugno scorso, in seno al 65° Festival dei due Mondi, Alexander Vantournhout è tornato al duetto, eseguito con Axel Guérin, già partner per Red Haired Men (2018). Il corpo è riproposto in modo molto puro e la performance si immerge nel potenziale creativo e cinetico dei limiti fisici, un tema che si riflette in tutto il suo lavoro: un eccentrico pas de deux. Con grande concentrazione i due cercano l’equilibrio e l’armonia non rinunciando all’umorismo. Si sfidano a vicenda attraverso un costante contatto fisico, mentre la dialettica tra toccare ed essere toccati si dispiega come elemento centrale della performance. Uno spettacolo molto particolare, apprezzato da tutti i convenuti. Alexander Vantournhout (1989), tra i coreografi più interessanti della nuova generazione, è fondatore della compagnia ‘Not standing’.Studia circo e giocoleria all’ Ecole Supérieure des Arts du Cirque (ESAC) e danza contemporanea al Performing Arts Research and Training Studios (PARTS) di Bruxelles. Il suo linguaggio fisico subisce l’influenza di una formazione e di contesti lavorativi molto v (continua)

La Senna festeggiante

La Senna festeggiante
Spoleto. Nel delizioso Teatro Caio Melisso, 18 musicisti della Budapest Festival Orchestra hanno portato in scena il 25 e 26 giugno la serenata per tre voci e strumenti di Antonio Vivaldi La Senna festeggiante, capolavoro del repertorio barocco (libretto del napoletano Benedetto Domenico Lalli, frequente collaboratore di Vivaldi ma anche di Scarlatti, Porpora e Caldara). Come sostiene il musicologo Andrea Penna nelle preziosissime note di sala, ‘non è difficile intuire dal titolo come la serenata vada inserita nel contesto delle relazioni diplomatiche fra la Repubblica di Venezia e il regno di Francia, che erano in piena ripresa attorno al 1723 dopo oltre un decennio di contrasti’. Con ogni probabilità, la Senna Festeggiante deve essere stata eseguita a Venezia nel 1726 in una serata patrocinata dall’ambasciatore francese Jacques-Vincent Languet, conte di Gergy, che nel 1725 aveva già commissionato a Vivaldi una serenata a due voci per festeggiare il matrimonio fra Luigi XV e Maria Leszczynka (per il conte, Vivaldi scriverà nel 1727 anche una serenata e un Te Deum per la nascita delle figlie gemelle della coppia). Spoleto. Nel delizioso Teatro Caio Melisso, 18 musicisti della Budapest Festival Orchestra hanno portato in scena il 25 e 26 giugno la serenata per tre voci e strumenti di Antonio Vivaldi La Senna festeggiante, capolavoro del repertorio barocco (libretto del napoletano Benedetto Domenico Lalli, frequente collaboratore di Vivaldi ma anche di Scarlatti, Porpora e Caldara).Come sostiene il musicologo (continua)

Si scaldano i motori per il 65° Festival dei Due Mondi

Si scaldano i motori per il 65° Festival dei Due Mondi
Più di 60 spettacoli in 15 sedi, più di 500 artisti da 36 paesi: tutto questo a Spoleto nei 17 giorni che vanno dal 24 giugno al 10 luglio, per la 65a edizione del Festival dei Due Mondi. ‘L’America, le donne e i nuovi modi di raccontare la musica sono i tre filoni intorno a cui si condensa la programmazione di quest’edizione che segue la sua vocazione multidisciplinare e tesse una tela di relazioni trasversali tra le arti, condensandosi intorno a tre linee programmatiche principali. La prima è la musica dei due mondi, l’Europa e l’America, per cui sono stati riallacciati i rapporti con lo Spoleto Festival USA, che Gian Carlo Menotti fondò a Charleston come “succursale” americana di Spoleto. La seconda è la voce delle donne. La terza riguarda i nuovi modi di raccontare la musica”- ha sottolineato in conferenza stampa la direttrice artistica della rassegna Monique Veaute. Più di 60 spettacoli in 15 sedi, più di 500 artisti da 36 paesi: tutto questo a Spoleto nei 17  giorni che vanno dal 24 giugno al 10 luglio, per la 65a edizione del Festival dei Due Mondi.‘L’America, le donne e i nuovi modi di raccontare la musica sono i tre filoni intorno a cui si condensa la programmazione di quest’edizione che segue la sua vocazione multidisciplinare e tesse una tela di re (continua)

Una pagina di solidarietà italiana quasi sconosciuta: I treni dell'accoglienza

Una pagina di solidarietà italiana quasi sconosciuta: I treni dell'accoglienza
L’idea nacque da Teresa Noce, dirigente comunista battagliera e appassionata: intuì che soltanto un gesto di solidarietà avrebbe potuto risolvere, seppur temporaneamente, la drammatica situazione di bisogno dei bambini indigenti che vivevano nelle periferie del Nord Italia. Con ciò che rimaneva dei Gruppi di Difesa della Donna (poi confluiti nella nascente Unione Donne Italiane), chiese ai militanti comunisti di Reggio Emilia (realtà prevalentemente agricola e quindi con maggiori risorse alimentari rispetto a Milano) di ospitare per l’inverno qualche centinaia di bambini. L’organizzazione era rigorosa e non ammetteva tentennamenti o deroghe. Occorreva dividere in zone distinte città e province, individuare i casi più bisognosi o urgenti, sottoporre i bambini a rigorose visite mediche e sedute per togliere pidocchi e zecche, rivestirli con scarpe ed abiti nuovi o quasi, abbinarli alle varie famiglie affinché non venissero scelti personalmente, dato che ‘Nessun bambino deve essere umiliato’. Il 16 dicembre 1945 partì per Reggio Emilia il primo treno speciale con 1.800 bambini di Milano e provincia (col tempo diventeranno 4.212):  altrettante famiglie, per la massima parte composte da militanti comunisti, li ospiteranno fino al termine della scuola, nel giugno successivo. Questa esperienza fu ripetuta il mese dopo da Torino, con un primo treno carico di 1.275 bambini che andr (continua)