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La Fonadazione Bruno Kessler sceglie il VoIP "open" con snom

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La Fonadazione Bruno Kessler sceglie il VoIP


Telefonia VoIP presso la Fondazione Bruno Kessler (FBK): ottimizzazione dei costi, democratizzazione dei servizi, totale indipendenza nella gestione dei sistemi, ecco alcuni dei punti salienti che hanno portato la Fondazione ad implementare la soluzione VoIP open source "pacchettizzata" del Gruppo ATS ed i telefoni IP di snom.

La Fondazione Bruno Kessler (FBK) è l'ente di ricerca della Provincia autonoma di Trento che opera nel campo scientifico tecnologico e delle scienze umane. Con i suoi oltre 350 ricercatori, la Fondazione svolge attività di ricerca, riconosciute a livello internazionale, principalmente negli ambiti delle Tecnologie dell’Informazione, dei Materiali e Microsistemi, degli Studi Storici italo-germanici e delle Scienze Religiose. La Fondazione persegue risultati applicativi in aree selezionate di valenza strategica per il territorio al fine di promuovere l’innovazione a livello territoriale, oltre a sviluppare, valorizzare e diffondere i risultati delle ricerche.

OTTIMIZZARE i COSTI e DEMOCRATIZZARE I SERVIZI
La Fondazione Bruno Kessler impiegava un’infrastruttura telefonica basata su diversi centralini proprietari ibridi (IP/analogici) e circa 750 telefoni (di cui il 10% digitali – IP) dislocati negli 11 stabili facenti capo al Polo Tecnologico e al Polo Umanistico della Fondazione. A fronte della necessità di far convergere sull’infrastruttura di telefonia le esigenze più diverse, fornendo nel contempo ai propri utenti servizi innovativi che semplificassero e rendessero più efficienti le comunicazioni interne ed esterne, la Fondazione avvia due anni orsono un progetto per la valutazione e l’adozione di tecnologie per il trasporto della voce sulla rete tramite protocolli e infrastrutture standard e aperte.

La Fondazione intendeva acquisire da un lato l’opportuno know-how tecnico e dall’altro riguadagnare il pieno controllo dei sistemi implementati e dei costi generati dall’infrastruttura per la telefonia. La scelta di avvalersi di tecnologie VoIP aperte avrebbe consentito alla Fondazione Bruno Kessler sia di ampliare ed uniformare i servizi di telefonia, rendendoli accessibili a tutti gli utenti anche remotamente attraverso i device mobili e il web, sia di creare una piattaforma di test per la ricerca, punto - quest’ultimo - tanto necessario quanto irrealizzabile con l’infrastruttura proprietaria in uso. “Per quanto eccellenti, con il passare del tempo i sistemi esistenti si sono rivelati non sufficientemente flessibili per far fronte allo sviluppo della Fondazione” ci dice il Dr. Marco De Rosa, responsabile dell’innovazione tecnologica.

La ‘proprietarietà’ dei sistemi limitava le attività di controllo e gestione autonoma dell’infrastruttura da parte della Fondazione e non avrebbe consentito l’integrazione tra telefonia fissa e mobile, o con applicativi web sviluppati per la Fondazione, senza incorrere in dispendiose personalizzazioni o licenze e moduli aggiuntivi, i cui costi andavano a sommarsi agli oneri annuali già sostenuti dalla Fondazione per i contratti di manutenzione e di aggiornamento dei sistemi. “E’ innegabile che, una volta messo in relazione con le esigenze effettive, anche il fattore costo ha avuto un peso rilevante nel processo decisionale”, conclude il Dr. De Rosa.

OPEN SI, MA PACCHETTIZZATO
Una volta stabilito che i sistemi VoIP open source avrebbero garantito la scalabilità necessaria per stare al passo con lo sviluppo della Fondazione, il Dr. De Rosa avvia un’analisi fattiva delle soluzioni disponibili sul mercato giungendo ad una conclusione: non avendo la possibilità di creare un team dedicato, la Fondazione non avrebbe potuto sviluppare autonomamente la propria infrastruttura per la telefonia. Sarebbe stato necessario avvalersi di un sistema basato su centralini open, come Asterisk, ma pacchettizzato. Il System Integrator incaricato dell’implementazione avrebbe quindi dovuto fornire una piattaforma per la telefonia e terminali VoIP basati sullo standard SIP aperto, assistenza tecnica e formazione per consentire ai collaboratori tecnici della Fondazione di gestire il sistema e di sviluppare strumenti e applicazioni “intorno” all’infrastruttura e nel contempo ai ricercatori di acquisire il know-how necessario per le proprie ricerche.

A posteriori di un lungo e rigoroso processo di analisi, valutazione del mercato e progettazione, FBK ha selezionato la piattaforma Open Voice sviluppata da Klarya, società del Gruppo ATS. Oltre che per la robustezza e l’affidabilità, la soluzione Open Voice si è rivelata vincente per la propria flessibilità, favorita dall’utilizzo di protocolli e standard aperti. Nel corso del primo semestre del 2012, FBK ha quindi realizzato un’infrastruttura VoIP completamente ridondata, progettata per garantire la massima continuità dei servizi ed incoraggiare la mobilità degli utenti integrando smarphone o tablet di ultimissima generazione.

IL PROGETTO
“Volevamo avvalerci di telefoni IP di comprovata qualità, che consentissero un’installazione plug & play su larga scala e la massima personalizzazione dei servizi attraverso applicazioni sviluppate ad hoc”, commenta il Dr. De Rosa. “Oltre all’eccellente rapporto prezzo/prestazioni, i telefoni IP snom 821 presentavano, rispetto a terminali della concorrenza, tutte le caratteristiche per soddisfare appieno le nostre esigenze”. Tra le numerose caratteristiche funzionali dei telefoni, la presenza di uno switch gigabit si è rivelata essenziale per la connettività negli stabili più antichi della Fondazione, ove la disponibilità di porte di rete è più ridotta rispetto agli edifici di nuova costruzione e non è ipotizzabile ricablare. Nel marzo 2012 la Fondazione ha quindi effettuato una prima installazione pilota con una quarantina di terminali per poter svolgere eventuali attività di debugging, personalizzazione e definizione della configurazione standard dei telefoni per l’auto-provisioning. Conclusasi la fase iniziale, la migrazione totale a Open Voice con circa 800 telefoni IP snom 821 ha avuto luogo nel corso di un fine settimana. A pochi mesi dall’installazione la Fondazione Bruno Kessler ha già registrato un ritorno sull’investimento: oltre a defalcare dal conto spese il canone annuale per la manutenzione e le licenze della vecchia infrastruttura, la nuova piattaforma per la telefonia ha consentito ad FBK di ridurre i costi operativi. I nuovi sistemi occupano solo un quarto di rack e sono installati, in configurazione ridondata, presso il datacenter principale della Fondazione.

I telefoni snom possono essere alimentati attraverso la rete Ethernet e presentano un livello di consumo elettrico decisamente inferiore alla media di mercato. Lo svecchiamento dell’infrastruttura si rivela un passo avanti anche in termini di ecosostenibilità dei sistemi impiegati.

LIBERI!
Una volta acquisito il know-how necessario ed il pieno controllo sull’infrastruttura per la telefonia, la Fondazione Bruno Kessler non si è limitata a fornire agli utenti servizi già in essere, in armonia con le modalità operative già acquisite. Negli scorsi mesi sono stati sviluppati numerosi servizi accessori. Integrando telefonia e servizi come Exchange, profili pubblici e/o privati, gli utenti hanno accesso immediato ai propri contatti, possono visualizzare la foto del proprio interlocutore, laddove presente, ed avvalersi della funzione “click to dial”. A breve sarà implementato un servizio di feed RSS con informazioni operative, consultabili attraverso i telefoni.

Con MyFBK, la Fondazione ha creato infine un sito multifunzione per l’accesso remoto (anche via smartphone o tablet) alle risorse aziendali. Attraverso MyFBK l’utente può configurare via web il proprio telefono scegliendo i servizi accessori più confacentisi alle sue esigenze operative, tra cui la segreteria telefonica, il servizio “follow-me”, l’elenco delle chiamate con inoltro delle informazioni al cellulare o al tablet. I servizi selezionati vengono eseguiti automaticamente, senza richiedere alcuna competenza tecnica da parte dell’utente. Molto importante per la riduzione di costi telefonici è stata anche la virtualizzazione dei telefoni attraverso l’impiego di softphone e webcall, in particolar modo sui device mobili come smartphone e tablet. “La nuova infrastruttura si presta a numerosissime personalizzazioni, ma in questo breve lasso di tempo non abbiamo ancora completato l’analisi e l’implementazione delle numerosissime funzioni già offerte dai telefoni snom in combinazione con la piattaforma Open Voice”, conferma il Dr. De Rosa.

IL SUPPORTO TECNICO
“Klarya, azienda del Gruppo ATS, è partner certificato snom SCE. Grazie alle loro competenze e al rapporto diretto intrattenuto dai tecnici Klarya con snom technology, non abbiamo mai avuto la necessità di ricorrere direttamente assistenza tecnica di snom”, ci confida il Dr. De Rosa. “Siamo estremamente soddisfatti dei telefoni IP snom 821 in combinazione con la piattaforma Open Voice e dei servizi di assistenza tecnica fornitici dai tecnici Klarya. Il numero di guasti sui telefoni fornitici non raggiunge l’1% del parco installato, i terminali – peraltro – sono stati prontamente sostituiti dal Gruppo ATS. L’unica altra problematica, attualmente gestita dal Gruppo ATS in collaborazione con il supporto tecnico di snom ed in fase di risoluzione, fa capo al funzionamento dei switch gigabit su alcuni telefoni installati negli stabili più antichi”.

IL FUTURO DEL VOIP PRESSO LA FONDAZIONE BRUNO KESSLER
Tutti i telefoni ed i servizi facenti capo al progetto di rinnovamento della piattaforma per la telefonia sono stati installati. Per i prossimi mesi la Fondazione prevede un graduale incremento del numero di utenze.
 

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