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Un romanzo femminista del primo Novecento

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Un romanzo femminista del primo Novecento

 

Un romanzo femminista del primo Novecento
 
Finalmente ristampato “Avanti il divorzio” della scrittrice livornese Anna Franchi, curato da Elisabetta de Troja , dell’Università di Firenze.
 
Un’avvocatessa nell’alcova. No, non stiamo parlando delle vicende di Ilda Boccassini e Silvio Berlusconi. Bensì di una brutta storia di più di un secolo fa, quando una giovane ragazza illibata ha trovato l’inferno nel talamo nuziale. Da qui il romanzo di denuncia sociale della Franchi, che ripercorre le tristi vicende sentimentali della sventurata, invocando il divorzio per salvare dalla sudditanza quello che allora era il cosiddetto sesso debole. Uno spaccato di vita intima piccolo-borghese, che svela tabù e soprusi nella coppia di un’età, quella giolittiana, dove coll’affermarsi del Partito Socialista si iniziavano a denunciare i diritti calpestati dei tanti oppressi di allora. Ma anche un’anticipazione di quelle assemblee, tutte al femminile, di autocoscienza, dove nel ’68 si rendevano note gioie e dolori della vita sessuale più nascosta. Temutissime anche dai ‘duri’ del servizio d’ordine di Lotta Continua.
Coraggioso Silvio Ulivelli, l’editor di nicchia della casa editrice Remo Sandron, che ha scommesso sulla ristampa integrale del romanzo femminista. Scherzando un po’ sui contenuti del libro serissimo ma da attualizzare, divulgandolo, gli abbiamo chiesto:
 
Come mai riproporre un testo di archeologia sociale come quello della Franchi oggi che il divorzio è oramai una istituzione consolidata da una industria ben funzionante?
 
Prima di tutto perché è un romanzo, non un libello di propaganda politica, e la letteratura non vale per l’attualità degli argomenti che tocca, ma per i valori estetici che esprime. In proposito a me sembra, da modesto conoscitore di letteratura femminile, che questo primo romanzo di Anna Franchi, pur essendo acerbo e non sempre convincente, sia sorretto da uno sguardo acuto e lucido degno di una narratrice devota all’ideale artistico del “vero umano”, che condivideva con Matilde Serao; la Franchi era però toscana, di Livorno, ed aveva un’immaginazione molto meno barocca: il suo è un realismo improntato a una serena razionalità. Inoltre questo libro, autobiografico come il più tardo Una donna di Sibilla Aleramo, è una efficace testimonianza della condizione femminile nella famiglia nell’Italia del tardo Ottocento, e dei modi in cui si viveva allora la ribellione alla sottomissione morale e giuridica al marito quando il matrimonio si trasformava in una soffocante prigione; in particolare, la Franchi affronta il tema del diritto di famiglia ottocentesco, toccandone gli aspetti più discriminanti per la donna. L’interesse storiografico del libro è sottolineato dall’introduzione della Prof.ssa Elisabetta De Troja, che comprende un saggio dedicato alla questione del divorzio nell’Italia liberale e giolittiana: quanti conoscono questa pagina della nostra storia? Il libro nacque proprio per sostenere una proposta di legge in merito, tant’è vero che il prefatore del romanzo è il deputato socialista Agostino Berenini, uno dei promotori.
 
 
Quali altri reperti nasconde lo storico archivio Sandron?
 
Per restare alla sola letteratura, ci sono alcune diecine di buoni libri di ogni genere da riscoprire, fra i quali, volendo, altri due romanzi di Anna Franchi. La prossima uscita sarà un saggio su Giovanni Meli di Giovanni Alfredo Cesareo.


Purtroppo la cronaca odierna statistica di violenza sulle donne ci riporta all'800. Ma la Franchi parla anche dei mariti sottomessi o è solo un fenomeno contemporaneo?
 
In Avanti il divorzio non c’è traccia di mariti sottomessi, ma non manca un personaggio maschile molto “moderno”: impeccabilmente rispettoso del diritto della partner di realizzarsi nel lavoro e nella cerchia di amicizie.


La Franchi prevedeva già rimborsi milionari come quello di Berlusconi a Veronica Lario?
 
La separazione di cui fu protagonista e vittima la Franchi comportò per lei un notevole danno economico perché bisognava convincere il marito, sempre indebitato, a concederla; in pratica, nel suo caso avvenne il contrario rispetto a oggi: fu lei a dover tirare fuori i soldi.
 
 
 
 
Alla curatrice abbiamo chiesto perché riesumare questo antico romanzo?
“E’ un testo interessantissimo. Scritto e pubblicato nel 1902, Avanti il divorzio è il romanzo autobiografico di Anna Franchi (1867-1954), una delle protagoniste della letteratura e del giornalismo femminile della prima metà del Novecento. È la cronistoria di una giovinezza offesa e amareggiata da una unione infelice e da un diritto di famiglia ottocentesco che non prevedeva vie di scampo per le donne; la vicenda coniugale si conclude con una causa di separazione che attribuisce al padre la tutela dei figli minori della coppia nonostante la sua evidente inadeguatezza come educatore. Il dramma privato di Anna, narrato con un realismo per l’epoca scandaloso, diventa attraverso la scrittura un clamoroso atto di pubblica denuncia dell’inferiorità sociale e giuridica delle donne italiane, e un’invocazione dell’unico rimedio possibile per tante donne prigioniere in matrimoni infelici e degradanti: il divorzio.
Negli ultimi decenni dell’Ottocento l’introduzione del divorzio nella legislazione italiana era stata oggetto di una vivace battaglia ideologica e politica tra laici e cattolici, conclusa con un ultimo tentativo di disegno di legge promosso in quel 1902 dai socialisti, fra i quali il deputato Agostino Berenini che firma la prefazione al libro della Franchi”.
 
Questa seconda edizione, che esce a distanza di oltre un secolo dalla prima, è preceduta da una accurata introduzione della professoressa Elisabetta De Troja dell’Università di Firenze sui motivi letterari e storiografici proposti dal romanzo. Di particolare interesse il saggio storiografico dal titolo 1902, che riassume tutto il dibattito sul divorzio nell’Italia umbertina e le varie iniziative intraprese dalle parti in lotta, fino all’iter del disegno di legge presentato appunto nel 1902.
 
 
 
 
Anna Franchi
Avanti il divorzio
A cura di Elisabetta De Troja
Pagg. LVIII-242
€ 20,00
Edizioni Remo Sandron
 
http://www.sandron.it
 
 
 
 
 
 
 
Finalmente ristampato “Avanti il divorzio” della scrittrice livornese Anna Franchi, curato da Elisabetta de Troja , dell’Università di Firenze.
 
Un’avvocatessa nell’alcova. No, non stiamo parlando delle vicende di Ilda Boccassini e Silvio Berlusconi. Bensì di una brutta storia di più di un secolo fa, quando una giovane ragazza illibata ha trovato l’inferno nel talamo nuziale. Da qui il romanzo di denuncia sociale della Franchi, che ripercorre le tristi vicende sentimentali della sventurata, invocando il divorzio per salvare dalla sudditanza quello che allora era il cosiddetto sesso debole. Uno spaccato di vita intima piccolo-borghese, che svela tabù e soprusi nella coppia di un’età, quella giolittiana, dove coll’affermarsi del Partito Socialista si iniziavano a denunciare i diritti calpestati dei tanti oppressi di allora. Ma anche un’anticipazione di quelle assemblee, tutte al femminile, di autocoscienza, dove nel ’68 si rendevano note gioie e dolori della vita sessuale più nascosta. Temutissime anche dai ‘duri’ del servizio d’ordine di Lotta Continua.
Coraggioso Silvio Ulivelli, l’editor di nicchia della casa editrice Remo Sandron, che ha scommesso sulla ristampa integrale del romanzo femminista. Scherzando un po’ sui contenuti del libro serissimo ma da attualizzare, divulgandolo, gli abbiamo chiesto:
 
Come mai riproporre un testo di archeologia sociale come quello della Franchi oggi che il divorzio è oramai una istituzione consolidata da una industria ben funzionante?
 
Prima di tutto perché è un romanzo, non un libello di propaganda politica, e la letteratura non vale per l’attualità degli argomenti che tocca, ma per i valori estetici che esprime. In proposito a me sembra, da modesto conoscitore di letteratura femminile, che questo primo romanzo di Anna Franchi, pur essendo acerbo e non sempre convincente, sia sorretto da uno sguardo acuto e lucido degno di una narratrice devota all’ideale artistico del “vero umano”, che condivideva con Matilde Serao; la Franchi era però toscana, di Livorno, ed aveva un’immaginazione molto meno barocca: il suo è un realismo improntato a una serena razionalità. Inoltre questo libro, autobiografico come il più tardo Una donna di Sibilla Aleramo, è una efficace testimonianza della condizione femminile nella famiglia nell’Italia del tardo Ottocento, e dei modi in cui si viveva allora la ribellione alla sottomissione morale e giuridica al marito quando il matrimonio si trasformava in una soffocante prigione; in particolare, la Franchi affronta il tema del diritto di famiglia ottocentesco, toccandone gli aspetti più discriminanti per la donna. L’interesse storiografico del libro è sottolineato dall’introduzione della Prof.ssa Elisabetta De Troja, che comprende un saggio dedicato alla questione del divorzio nell’Italia liberale e giolittiana: quanti conoscono questa pagina della nostra storia? Il libro nacque proprio per sostenere una proposta di legge in merito, tant’è vero che il prefatore del romanzo è il deputato socialista Agostino Berenini, uno dei promotori.
 
 
Quali altri reperti nasconde lo storico archivio Sandron?
 
Per restare alla sola letteratura, ci sono alcune diecine di buoni libri di ogni genere da riscoprire, fra i quali, volendo, altri due romanzi di Anna Franchi. La prossima uscita sarà un saggio su Giovanni Meli di Giovanni Alfredo Cesareo.


Purtroppo la cronaca odierna statistica di violenza sulle donne ci riporta all'800. Ma la Franchi parla anche dei mariti sottomessi o è solo un fenomeno contemporaneo?
 
In Avanti il divorzio non c’è traccia di mariti sottomessi, ma non manca un personaggio maschile molto “moderno”: impeccabilmente rispettoso del diritto della partner di realizzarsi nel lavoro e nella cerchia di amicizie.


La Franchi prevedeva già rimborsi milionari come quello di Berlusconi a Veronica Lario?
 
La separazione di cui fu protagonista e vittima la Franchi comportò per lei un notevole danno economico perché bisognava convincere il marito, sempre indebitato, a concederla; in pratica, nel suo caso avvenne il contrario rispetto a oggi: fu lei a dover tirare fuori i soldi.
 
 
 
 
Alla curatrice abbiamo chiesto perché riesumare questo antico romanzo?
“E’ un testo interessantissimo. Scritto e pubblicato nel 1902, Avanti il divorzio è il romanzo autobiografico di Anna Franchi (1867-1954), una delle protagoniste della letteratura e del giornalismo femminile della prima metà del Novecento. È la cronistoria di una giovinezza offesa e amareggiata da una unione infelice e da un diritto di famiglia ottocentesco che non prevedeva vie di scampo per le donne; la vicenda coniugale si conclude con una causa di separazione che attribuisce al padre la tutela dei figli minori della coppia nonostante la sua evidente inadeguatezza come educatore. Il dramma privato di Anna, narrato con un realismo per l’epoca scandaloso, diventa attraverso la scrittura un clamoroso atto di pubblica denuncia dell’inferiorità sociale e giuridica delle donne italiane, e un’invocazione dell’unico rimedio possibile per tante donne prigioniere in matrimoni infelici e degradanti: il divorzio.
Negli ultimi decenni dell’Ottocento l’introduzione del divorzio nella legislazione italiana era stata oggetto di una vivace battaglia ideologica e politica tra laici e cattolici, conclusa con un ultimo tentativo di disegno di legge promosso in quel 1902 dai socialisti, fra i quali il deputato Agostino Berenini che firma la prefazione al libro della Franchi”.
 
Questa seconda edizione, che esce a distanza di oltre un secolo dalla prima, è preceduta da una accurata introduzione della professoressa Elisabetta De Troja dell’Università di Firenze sui motivi letterari e storiografici proposti dal romanzo. Di particolare interesse il saggio storiografico dal titolo 1902, che riassume tutto il dibattito sul divorzio nell’Italia umbertina e le varie iniziative intraprese dalle parti in lotta, fino all’iter del disegno di legge presentato appunto nel 1902.
 
 
 
 
Anna Franchi
Avanti il divorzio
A cura di Elisabetta De Troja
Pagg. LVIII-242
€ 20,00
Edizioni Remo Sandron
 
http://www.sandron.it
 
 
 
 
 
 
 
 

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