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FINANZA ETICA E NO PROFIT: ALTERNATIVA POSSIBILE

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    COMUNICATO STAMPA

    TERRA FUTURA 2008
    quinta edizione della mostra-convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità
    Firenze - Fortezza Da Basso, dal 23 al 25 maggio 2008

    Di fronte alla crisi della finanza globale e dell’attuale modello di sviluppo,
    i numeri di finanza etica e non profit dimostrano che un’alternativa è possibile

    Firenze, venerdì 23 maggio 2008 – Ogni anno i Paesi ricchi danno ai Paesi poveri 100 miliardi di dollari. Solo la fuga di capitali, cioè i soldi che dal Sud “scappano” e tornano nei forzieri delle banche occidentali sono otto-dieci volte quella cifra. Nella prima giornata di TERRA FUTURA 2008, la mostra convegno delle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale, alla Fortezza da Basso di Firenze fino a domenica 25 maggio, la finanza è al centro del dibattito e del confronto: perché Il sistema economico è un ambito decisivo per vincere la sfida di un futuro possibile e sostenibile per il pianeta.

    Oggi è evidente il fallimento di una visione del mondo che assume come principio etico il diritto alla diseguale distribuzione delle risorse. Ma “Perché la finanza globale ha fallito?”: questo il titolo di un convegno organizzato a Terra Futura da Fondazione Culturale Responsabilità Etica Onlus, CRBM, Counter Bilance.

    «Da tempo si chiede l’annullamento del debito, e più soldi per il Sud e per i Paesi poveri – ha affermato ANDREA BARANES, Osservatorio Finanza -: giustissimo, ma se si pensa che c’è un volume di soldi così alto che a causa dei meccanismi della finanza, dei paradisi fiscali e della fuga dei capitali torna al Nord, è evidente come è proprio il sistema che deve cambiare». «A Terra Futura in questa edizione si parla di alleanze – ha continuato -. Fare alleanze significa anche mettere insieme chi si occupa di campagne sui temi finanziari, cioè di critica teorica all’attuale sistema finanziario, con chi lavora concretamente alle soluzioni, ad esempio tramite lo strumento della finanza etica; significa trovare forme di cooperazione tra i due mondi e immaginare insieme percorsi di lavoro futuri».

    «È chiaro che per far fronte all’attuale crisi sistemica nei mercati finanziari – ha continuato ANTONIO TRICARICO, Crbm/Social Watch Italia – ci deve essere un forte ripensamento in termini di istituzioni pubbliche nel governare questi mercati, ritornando al controllo dei capitali, ma allo stesso tempo ridistribuendo alcune funzioni a livello nazionale e internazionale, affinché la finanza recuperi una funzione sociale. Se questo non avviene, non solo saremo di fronte ad altre nuove crisi, ma soprattutto l’attuale crisi non arriverà a una soluzione, e potremmo avere degli impatti ancora più gravi sull’economia reale, e innanzitutto sulle persone più povere».

    In questo contesto di crisi della finanza, Banca Etica dimostra con i numeri che la finanza etica può essere una risposta efficace, costituendo una delle soluzione concrete per la sostenibilità del sistema economico e del pianeta, “smuovendo” il mercato e aprendo nuovi spazi per l’occupazione.
    «Secondo “Basilea II”, l’accordo internazionale sui requisiti patrimoniali delle banche entrato in vigore dall’1 settembre 2007, il terzo settore è considerato a rischio - ha sottolineato FABIO SALVIATO, presidente Banca Popolare Etica -. Banca Etica invece dimostra il contrario, con un tasso di sofferenza che si attesta appena allo 0,05%: un record che nessuna banca del mondo può vantare!».
    Il 60% delle attività delle banche tradizionali proviene da commissioni, royalties, provvigioni da transazioni finanziarie, mentre solo il 40% dalla raccolta di risparmi per credito. In Banca Etica invece il rapporto si rovescia: arriva addirittura a un 10% contro il 90%, e il 10% viene comunque preso dalle commissioni derivanti da fondi etici. La crisi dei mutui subprime e dei derivati dimostra che il sistema finanziario globale ha fallito, perché invece di creare ricchezza crea povertà: 7 milioni di persone in Italia non hanno accesso al credito e 42 milioni si trovano nella stessa situazione in Europa.
    «Noi di Banca Etica crediamo che un altro sistema sia giusto e possibile - ha continuato SALVIATO -. Lo dimostrano i 1.500 finanziamenti erogati da Banca Etica lo scorso anno, i 6.000 complessivi degli ultimi 9 anni. E anche i 100 miliardi di euro fatturati dall’economia civile nel suo complesso: il milione di ettari a produzione biologica in Italia per esempio dà lavoro a 150.000 occupati, più del doppio della FIAT! Il mercato ecologico, quello delle nuove energie, il biologico… possono creare oltre 1 milione di nuovi posti di lavoro».





    Segnaliamo ai colleghi la conferenza stampa in programma a Terra Futura domani sabato 24 maggio:
    Lancio campagna “In marcia per il clima” a cura di Legambiente – ore 11.30- Palazzina Lorenese, Sala 10
    Programma completo al sito www.terrafutura.it

    Ufficio stampa: Marta Giacometti - cell. +39 338 6719974 - +39 338 6983321 email: giacometti.stampa@terrafutura.it – ufficio stampa@ikonstudio.it
    Durante i giorni della manifestazione anche: tel. +39 055 4972308 - +39 055 4972309 - fax +39 055 4972318

Fonte notizia: http://ilcorrieredelweb.blogspot.com/2008/05/finanza-etica-e-no-profit-alternativa.html




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