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Intervista esclusiva a Andrea Mazzoleni, Vice Presidente di Beike Europe

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Intervista esclusiva a Andrea Mazzoleni, Vice Presidente di Beike Europe

 Andrea Mazzoleni socioterapeuta e giornalista, classe 1954, originario di Como, coniugato e padre di due ragazze. 
Ha lavorato per quasi tre decenni nei Servizi psichiatrici statali del Canton Ticino ricoprendo anche per lungo tempo la carica di Presidente della Commissione del personale.
Dal 2005 si è dedicato all’imprenditoria privata nel settore sanitario progettando ed attivando diverse strutture.
Dal 2006 è vice presidente della Beike Europe SA rappresentanza europea della Shenzhen Beike Biotechnology Co. Ltd.

Oggi incontriamo Andrea Mazzoleni, Vice Presidente di Beike Europe, azienda svizzera rappresentante europea della Shenzhen Beike Biotechnology Co. Ltd.. Ci può illustrare la storia e le finalità della sua società?

Beike Europe SA è stata voluta da un imprenditore, affetto da Sclerosi Multipla dal 1994, che, primo paziente curato per questa malattia, così sintetizza la sua esperienza:
"Ero stanco di sentirmi dire dai medici "Non c'è niente da fare...", quindi quando venni a conoscenza della possibilità di andare in Cina tramite un servizio giornalistico, immediatamente iniziai la mia ricerca cercando di informarmi dove in quel paese trattassero con le cellule staminali e con quali tecniche. 
Trovai, dopo varie ricerche, l'istituto più all'avanguardia in Cina che si occupava di malattie come la mia, ovvero il Gruppo Beike. Scoprii inoltre che in quel paese erano migliaia le persone che avevano tratto enormi benefici dai trattamenti. Presi così contatto con la Beike inviando la mia richiesta di informazioni generali.
Iniziai il mio itinerario da buon pioniere, senza sapere esattamente che cosa sarebbe successo e, non lo nascondo, con un certo timore.

All'inizio l'immagine dei cinesi ai miei occhi non era certo elevata, credevo che in campo medico fossero molto indietro rispetto a noi. Una volta arrivato a Shenzhen (Repubblica Popolare Cinese, a circa 200 km da Hong Kong) mi resi conto invece che Beike era un'organizzazione seria e preparata in questo genere di trattamenti, avendo iniziato le ricerche negli anni '90, lanciando il progetto pratico già nel 2001, ed ottenendo incredibili reazioni positive nella cura delle malattie neurodegenerative.
I medici della Beike ottennero eccellenti risultati anche nel curare la mia Sclerosi Multipla per mezzo delle staminali: mi sentivo un uomo rinato, avevo ripreso quasi totalmente il controllo di me stesso. Riflettendo su tutto questo, avvertii come un mio dovere morale mettere la mia esperienza a disposizione di tutti coloro che soffrono di malattie quali sclerosi laterale amiotrofica, ictus, sclerosi multipla, lesioni alla colonna vertebrale, atassia, autismo, lesioni cerebrali e quant'altro.
Queste persone soffrono, e spesso non sanno a chi rivolgersi, o di chi fidarsi davvero. Spesso si rivolgono a medici i quali, vuoi per gli impedimenti di natura giuridica che finora hanno ostacolato il diffondersi di questa terapia, vuoi per riserve di ordine religioso, non sono in grado -o non hanno intenzione- di mettere questi malati al corrente della terapia a base di staminali. 
Beike Europe nasce quindi dal desiderio di rendere nota la mia esperienza e far conoscere questo gruppo così all'avanguardia a più persone possibili. Nell'offrire loro questa grande opportunità, voglio risparmiare ad altri pazienti le innumerevoli difficoltà pratiche e psicologiche con cui mi sono dovuto personalmente confrontare prima di imbattermi nella Beike, non ultime le false speranze alimentate in me da altri tipi di cure”.

La forza più grande della Beike è la sua specializzazione nelle applicazioni cliniche. Il vostro obiettivo è quello di aiutare pazienti che potrebbero sperare in una migliore qualità della vita e un’esistenza più lunga, ma che vivono in paesi attraversati da numerosi ostacoli di natura politica, religiosa o burocratica. Come si definisce, nello specifico, il vostro ruolo in questo frangente?

Beike è un’azienda di biotecnologia fondata con capitali dell'Università di Pechino, dell'Università della Scienze e della Tecnologia di Hong Kong e del Municipio di Shenzhen e sostenuta da fondi provenienti dalla riserva nazionale cinese. La ricerca e l'operatività clinica nascono da una sinergia fra le sunnominate università e altri atenei, quali l’università medica dell’esercito, l'Università medica di Zhongshan, l'Istituto di Medicina di Guiyang e l'Università di Zhengzhou.

Considerando l'insieme dei nostri laboratori e di quelli delle Università sopra enunciate, la Beike puo' contare su uno staff di ca. 500 persone specializzate ed orientati sulle cellule staminali, settore nel quale sperimentano fin dal 1999.

Stiamo curando i pazienti con trattamenti a base di cellule staminali dal 2001. Abbiamo trattato migliaia di persone di cui la maggior parte per Sclerosi Laterale Amiotrofica, trauma cerebrale, infarto cerebrale, emorragia cerebrale, paralisi cerebrale e arteriosclerosi diabetica - senza per questo dimenticare altre patologie fra le quali Alzheimer, Atrofia del cervello, Sindrome di Guillain-Barre, Sclerosi a placche/Sclerosi Multipla e lesioni del midollo spinale.

Attualmente stiamo curando i pazienti presso vari ospedali, tutti situati in grandi città in ogni regione della Cina e della Thailandia. Il laboratorio di ricerca principale è situato nella Zona Industriale ad Alta Tecnologia di Shenzhen ed in esso operano scienziati provenienti da tutte le università che collaborano col Beike Group. La Zona Industriale ad Alta Tecnologia di Shenzhen è una delle cinque grandi aree il cui sviluppo è ampiamente sostenuto dal governo centrale cinese e Beike è ora uno dei gruppi principali in Cina per la separazione, la purificazione, il consolidamento e la moltiplicazione delle cellule staminali.

La forza più grande della Beike, e il fattore chiave che ci differenzia da altre iniziative di ricerca, è che ci specializziamo nelle applicazioni cliniche. Sappiamo che sparsi nei vari paesi del mondo ci sono molti pazienti che potrebbero avere una miglior qualità di vita e che potrebbero persino sperare in una esistenza piu' lunga grazie alle tecnologie a nostra disposizione, ma che si vedono precluse queste possibilità per ostacoli di natura politica, religiosa o burocratica.

Ebbene, il nostro obiettivo è aiutare quella gente. Abbiamo scelto la ricerca biotecnologica che è la più avanzata nel mondo - ovvero quella della terapia con cellule staminali - e la applichiamo clinicamente ad un ritmo rapido.

Ciò permette alla Beike di realizzare la sua missione, ovvero:
"Trasferire SUBITO i risultati della piu' avanzata ricerca biomedica entro la pratica, e cio' al fine di rendere ORA la salute a esseri umani di tutto il mondo".

Grazie ad importanti sovvenzioni statali, alla modernizzazione delle attrezzature e all’aumento del numero di pazienti saremo inoltre, a breve, in grado di diminuire sensibilmente il costo dei trattamenti.

Dal 2001 Beike ha curato migliaia di pazienti con trattamenti a base di cellule staminali. Nello specifico voi utilizzate esclusivamente quelle provenienti dal cordone ombelicale. Per quali ragioni? Quali importanti risultati avete ottenuto in questi anni?

La Beike usa esclusivamente cellule da cordone ombelicale eterologhe. Per ciascun campione di UCB ottenuto sono documentate: storia medica del neonato e dei genitori con esame per l'assenza di malattie trasmissibili quali HIV I / II, HBV, HCV, Sifilide, etc; sangue della madre testato per le malattie trasmissibili. I campioni di UCB che hanno risultati positivi sono eliminati e smaltiti correttamente

Tutte le singole unità di cellule staminali UCB vengono correttamente classificate per comodità di identificazione e rintracciabilità.

Ogni esemplare è corredato da documento corrispondente: Codice Identificativo, numero totale di cellule mononucleate (MNC), Collection Time, data di raccolta UCB, nome del modello UCB.

I controlli avvengono alla Banca centrale del sangue e, per sicurezza, ripetuti nei nostri laboratori utilizzando i criteri della American Association of Blood Banks.

Detto in parole semplici le cellule provenienti da sangue del cordone ombelicale hanno una maggiore plasticità riparatoria e la capacita di rigenerazione per trasformarsi in elementi di base del corpo umano e in diversi tipi di cellule. Vengono usati tre sottoinsiemi di cellule staminali: CD34 +, CD133+, cellule staminali mesenchimali. I test di laboratorio indicano che le cellule staminali mesenchimali, combinate con le altre cellule, possono rilanciare il processo di differenziazione.

Le cellule del cordone ombelicale si sono rivelate le più potenti e versatili poiché il telomero (ovvero la terminazione del cromosoma) è ancora relativamente lungo, e ciò le agevola nel momento in cui debbono trasformarsi in un altro tipo di cellule.

Inoltre il sangue del cordone possiede un sistema immunitario non allo stato aggressivo, pertanto le cellule non sono ancora "educate" ad attaccare il ricevente, non c'è dunque rischio di rigetto da parte del paziente, e gli immunosoppressori non servono.

Il Presidente Obama ha riavviato la ricerca USA sulle cellule staminali affermando che “ la completa potenzialità della ricerca sulle staminali resta sconosciuta e non deve essere esagerata e studiarle significa avere la possibilità di fare un salto di qualità sulle conoscenze e forse un giorno, forse non durante la nostra vita o nemmeno durante quella dei nostri figli, altri potranno beneficiarne". Quali previsioni può fare sul futuro delle staminali e quali prospettive si possono prefigurare?

Riscrivere l’intera materia della ricerca sulle staminali embrionali non sarà un iter facile, ma con la sua decisione Barack ha sbloccato la discussione. Scienziati come Harold Varmus, presidente dello Sloan-Kattering Cancer Center, che avrebbe ispirato la scelta, o come Sean Tripton dell’American Society for Reproductive Medicine sono entusiasti, ma deputati repubblicani come Chritopher Smith e altri leader religiosi e conservatori, che definiscono Obama «presidente dell’aborto», hanno pianificato manifestazioni di protesta perché «l’America è a favore della vita».

Gli uomini di Obama rilanciano dicendo che il presidente vuole solo sostenere che devono essere la scienza e l’etica, non l’ideologia, a guidare la materia e che il suo è stato solo il «primo passo» di un percorso che comunque si presenta lungo, ma sul quale, senza fermare più la ricerca, si aprirà un grande dialogo e un confronto salutare per il paese.

A fronte di ciò la Beike, come già ribadito in altre occasioni, sottolinea che le cellule staminali sono cellule il cui destino non è ancora “deciso” che possono originare vari tipi di cellule diverse attraverso un processo denominato di differenziazione.

Le cellule comunicano fra loro mediante segnali chimici, scambiandosi informazioni e istruzioni. Sono proprio questi segnali chimici a dire ad una cellula staminale quando attivarsi: vengono prodotti dalle cellule vicine durante lo sviluppo o dal rilascio di sostanze dovute al danneggiamento o alla mancanza di determinate cellule.

Identificare le istruzioni per le cellule staminali è uno dei punti chiave della ricerca per riprodurre in laboratorio questi meccanismi. In questo modo si potranno in futuro ottenere in vitro dei tessuti per il trapianto, o, addirittura, sfruttare queste molecole per terapie da somministrare nell’uomo per stimolare la crescita controllata di un organo danneggiato. Sono obbiettivi ancora lontani da raggiungere, ma le conoscenze attuali ci fanno pensare che non sia fantascienza.

Vari esperimenti dimostrano comunque che le cellule staminali cordonali sono più potenti e con un tempo più breve di raddoppio in coltura.

Gli scienziati della Beike Biotechnology Co, Ltd postulano che l’effetto benefico del trattamento possa essere anche mediato da fattori e stanno attualmente procedendo a ulteriori ricerche per confermare le teorie.

Le cellule Provenienti da sangue del cordone ombelicale hanno una maggiore plasticità, riparatoria e la capacità di rigenerazione per trasformarsi in elementi di base del corpo umano e in diversi tipi di cellule.

A questo va aggiunto che una delle più sensazionali scoperte scientifiche degli ultimi anni è stata quella delle cellule staminali pluripotenti indotte, o cellule iPS (dall’inglese “induced Pluripotent Stem”). A scoprirle è stato nel 2006 il team di Shinya Yamanaka della Kyoto University. I ricercatori giapponesi, inserendo quattro geni in cellule mature di topo, sono riusciti ad ottenere cellule apparentemente indistinguibili dalle staminali embrionali. Poco tempo dopo, a fine 2007, lo stesso gruppo di Yamanaka e quelli americani di James Thomson e George Daley sono i primi ad ottenere le cellule iPS a partire da cellule mature umane mediante riprogrammazione. Da allora tantissimi laboratori nel mondo hanno iniziato a studiare questo tipo di cellule. La ragione di questo interesse risiede nel fatto che queste cellule, come quelle staminali embrionali, sono in grado di dare origine a tantissimi tipi cellulari diversi nonché (come dimostrato nel topo) anche ad un intero organismo adulto. A differenza delle cellule staminali embrionali non presentano il problema etico della distruzione di embrioni ed inoltre, potendo essere ottenute da un campione di pelle umana, presentano il vantaggio, nella prospettiva di una futura applicazione clinica, di essere meno esposte al rischio di rigetto immunologico..

Il sistema sanitario svizzero è considerato tra i più complessi ed avanzati al mondo. Quali giudizi può esprimere in merito? Quali i vantaggi e gli svantaggi, a suo parere?

ll sistema sanitario svizzero è considerato tra i più complessi ed avanzati al mondo. Questo è giustificato da una molteplicità di aspetti caratteristici, i più importanti tra i quali sono:
- Il federalismo

- Un sistema assicurativo concorrenziale

- Una pluralità di forme istituzionali 

- Una legislazione innovativa

- Una tradizione nelle politiche di salute pubblica e di promozione della salute

Questa situazione ha permesso di  raggiungere importanti obiettivi in materia di sanità pubblica e di copertura assicurativa generale. Questi successi hanno tuttavia comportato costi elevati. In un recente rapporto sul sistema sanitario svizzero, l'OCSE e l'OMS lodano la qualità del sistema e propongono raccomandazioni volte a controllare l'incremento dei costi.

Paragonata ad altri Paesi dell'OCSE, la qualità del sistema sanitario svizzero è elevata. Il sistema offre una copertura assicurativa sanitaria completa che permette l'accesso a una vasta gamma di servizi medici moderni, riscontrando ampia soddisfazione presso i pazienti per le cure ottenute. Tuttavia, i costi della salute pubblica costituiscono la percentuale del prodotto interno lordo (PIL) più elevata nell'area dell'OCSE dopo quella degli USA, mentre altri Paesi dell'OCSE raggiungono risultati paragonabili o addirittura migliori a fronte di una spesa minore.

I servizi sanitari elvetici si basano su un sistema assicurativo non legato all’appartenenza professionale e al rischio indivi-duale. I premi assicurativi obbligatori non dipendono solo dal reddito o dalla probabilità di bisogno assistenziale, ma varia- no secondo le condizioni imposte dai singoli Cantoni.

Uno degli elementi che distinguono il sistema sanitario elvetico da altri sistemi mutualistici europei è la facoltà concessa ai cittadini di rivolgersi liberamente a un’assicurazione piuttosto che a un’altra, fermi restando i vincoli di appartenenza cantonale. Tale peculiarità si accompagna ad un altro elemento distintivo: un decentramento che rende l’intero sistema sanitario articolato in numerosi ‘piccoli sottosistemi’, rappresentati da ben 26 Cantoni. Il grado di competitività tra le assicurazioni obbligatorie è dunque fortemente influenzato dalle differenze presenti tra i singoli Cantoni, tanto che si è delineata una significativa variabilità di spesa sanitaria pro capite tra questi cosiddetti ‘sottosistemi’.

La continua crescita di spesa rimane però difficile da giustificare, soprattutto se si confrontano i principali indicatori di salute pubblica, struttura e attività con quelli di altri Paesi che, con un impiego minore e più razionale di risorse, riescono a soddisfare allo stesso modo i bisogni assistenziali della popolazione.

Non si possono d’altra parte ignorare le rilevanti trasformazioni avvenute negli ultimi anni in medicina sia di natura tecnicoscientifica, ma soprattutto culturale con una imperante richiesta di garanzia alla salute, anche se il Sistema sanitario, ricordiamo, può garantire solo una buona prestazione per la tutela della salute del paziente e non la sua immortalità.
Spesso non c’è più domanda sanitaria, ma mercato sanitario: si insinuano forze esterne per condizionare determinate scelte nel tentativo di ridurre le spese e ottimizzare le risorse oppure per forzare verso un certo consumismo con informazioni orientate.
In questo senso la spesa sanitaria non deve realizzare il maggior beneficio al minor costo, deve invece realizzare benefici anche solo probabili al costo che risulta indispensabile o almeno in funzione delle risorse disponibili.

L’introduzione di trattamenti moderni, con minori effetti collaterali e con costi più contenuti rispetto alle cure tradizionali è una sfida che la politica dovrà affrontare in breve tempo.



Fonte notizia: http://www.beike.it


Andrea Mazzoleni | Beike | salute | staminali |



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