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Come comportarsi in caso di febbre del bambino

scritto da: Armah | segnala un abuso

Come comportarsi in caso di febbre del bambino


 I giorni che compongono il mese di Febbraio tradizionalmente vengono chiamati i "giorni della merla", perché vengono considerati i più freddi dell'anno. Ed è proprio con l'abbassamento delle temperature che i bambini diventano più vulnerabili e soggetti a febbre.

Molti genitori sono convinti che la febbre sia sinonimo di malattia, o addirittura di danno celebrale. Ma in realtà la febbre può essere associata solo una difesa dell'organismo a seguito di varie cause, fra cui le infezioni batteriche, virali o da altri microorganismi patologici che spesso colpiscono i bambini, soprattutto nelle prime epoche della vita. Tuttavia la temperatura corporea dei bambini può aumentare anche per cause “fisiche” come il caldo umido, la prolungata esposizione al sole, al risveglio del mattino, dopo un pianto o uno sforzo prolungato, dopo i pasti o dopo aver bevuto bevande calde.  La temperatura può aumentare anche per reazione a farmaci (p.es. dopo le vaccinazioni) o sostanze tossiche; può precedere, accompagnare o seguire l’eruzione di un dentino  e il bambino non presenta alcun altro sintomo (stiamo attenti a non attribuire ai denti la responsabilità di febbri superiori a 38,5° – 39° gradi e che perdurano nei giorni).

La febbre è il motivo più frequente di preoccupazione per le famiglie e di chiamata del pediatra. E’ anche la causa più frequente, in età pediatrica, di accesso ai servizi di pronto soccorso, infatti circa il 50 %dei bambini giungono al pronto soccorso per il problema “febbre”. Avendo ben chiaro che la febbre è un sintomo e non una malattia, tuttavia dobbiamo considerare che spesso determina: astenia, malessere, ridotta efficienza mentale, cefalea, inappetenza, stipsi (da rallentato transito intestinale), nausea e/o vomito (da “acidosi”) , dolori diffusi muscolari e/o articolari, sopore e sonnolenza o stati di agitazione.

La chiamata al pediatra va fatta inevitabilmente nel primo anno di vita del bambino, in altri casi bisogna attendere almeno 24 ore e capire se la febbre nel bambino persiste e qual'è la temperatura corporea.

Non è il caso di allarmarsi quando il bambino, nonostante abbia la febbre continua a reagire agli stimoli esterni: corre, gioca, mangia; Bisogna iniziare a preoccuparsi quando il bambino, nonostante la cura antibiotica, resta mogio e sofferente, anche con l'abbassarsi della temperatura. In quel caso chiamare il proprio pediatra per un consulto.

In molti casi però anche dopo il consulto, bisogna attendere le 24 ore per capire quali sono i veri sintomi dell'innalzamento della temperatura corporea. Molte malattie infatti non vengono diagnosticate dopo un consulto veloce, ma diverranno chiare dopo qualche giorno.

Può essere considerata febbre quando la temperatura ascellare supera i 37,2° C, quella rettale i 38°C e quella orale i 37,6°C. Durante la febbre il bambino non va forzato in nessun modo a mangiare, ma riprenderà di nuovo il ritmo quando la malattia evolverà verso la guarigione.

Sebbene nell’immaginario comune ci sia l’atto di coprirsi in corso di febbre, in realtà questo va contro le leggi più elementari di fisica e termodinamica. Il bambino va coperto solo quando mostra i "brividi" perché sono segni di ascesa della febbre, se vogliamo far disperdere calore dobbiamo scoprire (e non coprire) il corpo. Durante la febbre il bambino può tranquillamente uscire di casa, ovviamente non portarlo in luoghi come il parco giochi o il mare, ma per esempio può uscire  per andare dal pediatra o per andare a casa dei nonni quando i genitori lavorano.

La febbre non è una malattia, bisogna solo pazientare qualche giorno e il bambino ritornerà in forma!


Fonte notizia: http://www.efarma.it


bambino | febbre | infezioni batteriche | malattia |



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