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Le dominazioni su Otranto nella storia

scritto da: M-ICT | segnala un abuso


 Oggi ogni agriturismo a Otranto, ogni hotel, ogni, ristorante, affollati da turisti provenienti da mille luoghi differenti, sono vessillo di rinascita, specchio di un territorio che si è riconfigurato solo a cavallo tra gli ultimi due secoli, assumendo un’impronta turistica, dopo secoli di alterni lumi e oscurità.

In principio furono i messapi, popolazione barbarica proveniente dall’Est, forse dall’Anatolia, a insediarsi in terra salentina; a pochi chilometri da Otranto sorge Giurdignano, la terra dei megaliti che ha accolto sul proprio suolo le prime opere in pietra realizzate da tali popolazioni, dolmen, menhir, specchie, arte primordiale ma pregna di significati e arcane simbologie. Dopo gli anni di splendore sotto il controllo greco e l’annessione alla Magna Grecia, fu la volta dei Romani, di cui Otranto divenne provincia strategicamente fondamentale per la gestione del versante orientale del Mediterraneo; parallelamente essa divenne un fiorente centro mercantile e accolse anche una significativa comunità ebraica. La dominazione romana è ancora visibile in alcune strade e due basi di marmo con epigrafe latina che risalgono al II secolo.

Otranto si era dunque affermata come uno dei principali snodi marittimi, diventando così terreno ambito da popolazioni dell’Est Europa. Così nel Medioevo i continui attacchi alla città le conferirono al centro un aspetto caleidoscopio, ricco di venature e contaminazioni di vari stili, arricchendo la sua urbanistica di espressioni romaniche, bizantine (di cui la Chiesa di San Pietro è espressione massima idruntina) e gotiche, a cui seguirono gli assoggettamenti normanni, svevi, angioini e aragonesi. Questi ultimi impressero la propria identità in maniera più significativa, realizzando in particolare in castello aragonese che ancora oggi domina il cuore delle città. Momento di svolta nella storia idruntina fu l’invasione delle flotte turche del 1480, in cui la città venne distrutta e 800 fedeli sterminati per aver rifiutato di negare il proprio Dio. A livello religioso, e identitario esso è un episodio ancora oggi simbolo del territorio, ricordato anche attraverso l’edificazione della Chiesa di Santa Maria dei Martiri. Il continuo timore di nuove invasioni portò alla nascita di imponenti masserie fortificate; ogni agriturismo a Otranto è figlio di quelle strutture e di quel retaggio contadino che esse rappresentavano. La città si era impoverita, decimata dal costante flusso di emigrazione e abbandono delle campagne, inaugurando una fase di declino che neanche l’avvenuta unità d’Italia riuscì a risolvere pienamente.


Fonte notizia: http://www.agriturismoilmegalite.it/


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