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Andrea-Mazzoleni - Candidato Circoscrizione nord-ovest - Lista Io Cambio-MAIE Alcune considerazioni

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Andrea-Mazzoleni - Candidato Circoscrizione nord-ovest - Lista Io Cambio-MAIE Alcune considerazioni


 La degenerazione incontrollata del sistema con cui oggi siamo confrontati genera un aumento del disagio sociale che, dal punto di vista psicologico, consiste in varie forme di inadeguatezza dell’individuo rispetto al sistema in cui vive che lo portano a uno stato di sofferenza o all’assenza di benessere.

Questo malessere è così spesso un fenomeno legato al senso di incapacità nel presente e alla incertezza sulle prospettive future. Come il disagio aumenta, così aumenta il pericolo di cadere in comportamenti devianti che vanno dalla microcriminalità alle dipendenze.

La globalizzazione e la crisi economica sono due processi che hanno destabilizzato le comunità mondiali per quanto riguarda lo sviluppo industriale ed economico. La crisi economica ha prodotto sacche di disoccupazione e di lavoro precarizzato con conseguenze che si sono riflesse sulla psiche dei lavoratori e dei loro familiari che hanno visto cambiare la loro condizione sociale.

La manifestazione concreta di questa situazione la si può quantificare con un incremento che passa dal 10 al 40 per cento delle richieste di consulto specialistico psichiatrico.

Inoltre le famiglie frenano sugli acquisti, tendono a indebitarsi sempre più e riducono la propria capacità di risparmio. La maggioranza degli italiani, secondo l’indagine condotta di un istituto di ricerche per conto del settimanale Famiglia Cristiana, considera peggiorata, negli ultimi tre anni, la situazione economica della propria famiglia: mentre aumenta il benessere delle classi ad alto reddito, si assiste ad un progressivo impoverimento dei ceti medi ed all’estensione dell’area dell’indigenza. Il 45% degli italiani considera peggiorata, negli ultimi tre anni, la situazione economica della propria famiglia, mentre il 48% la giudica immutata.

La società moderna, insomma, è a un punto di non ritorno. Mentre da un lato c'è un quadro politico e istituzionale segnato da accese contrapposizioni e fortemente disunito, dall'altro c'è il Paese esposto alla speculazione dei mercati finanziari, con le famiglie e le imprese oppresse da un debito pubblico che, se non corretto efficacemente, è destinato a schiacciare l'economia nazionale nell'arco di un ventennio. Per questa ragione si chiede alla politica di non sottrarsi al patto su vicende che riguardano il presente e il futuro della collettività anche perché lo Stato, lacerato dai conflitti interni, divide la Società in poveri e ricchi fondando il suo potere sul denaro e non sulla competenza.

 

Dal punto di vista della sanità mi permetto una riflessione sul sistema sanitario svizzero che è considerato tra i più complessi ed avanzati al mondo. Questo è giustificato da una molteplicità di aspetti caratteristici, i più importanti tra i quali sono:
- Il federalismo
- Un sistema assicurativo concorrenziale
- Una pluralità di forme istituzionali 
- Una legislazione innovativa
- Una tradizione nelle politiche di salute pubblica e di promozione della salute

Questa situazione ha permesso di  raggiungere importanti obiettivi in materia di sanità pubblica e di copertura assicurativa generale. Questi successi hanno tuttavia comportato costi elevati. In un recente rapporto sul sistema sanitario svizzero, l'OCSE e l'OMS lodano la qualità del sistema e propongono raccomandazioni volte a controllare l'incremento dei costi.

Paragonata ad altri Paesi dell'OCSE, la qualità del sistema sanitario svizzero è elevata. Il sistema offre una copertura assicurativa sanitaria completa che permette l'accesso a una vasta gamma di servizi medici moderni, riscontrando ampia soddisfazione presso i pazienti per le cure ottenute. Tuttavia, i costi della salute pubblica costituiscono la percentuale del prodotto interno lordo (PIL) più elevata nell'area dell'OCSE dopo quella degli USA, mentre altri Paesi dell'OCSE raggiungono risultati paragonabili o addirittura migliori a fronte di una spesa minore.

I servizi sanitari elvetici si basano su un sistema assicurativo non legato all’appartenenza professionale e al rischio indivi-duale. I premi assicurativi obbligatori non dipendono solo dal reddito o dalla probabilità di bisogno assistenziale, ma varia- no secondo le condizioni imposte dai singoli Cantoni.

Uno degli elementi che distinguono il sistema sanitario elvetico da altri sistemi mutualistici europei è la facoltà concessa ai cittadini di rivolgersi liberamente a un’assicurazione piuttosto che a un’altra, fermi restando i vincoli di appartenenza cantonale. Tale peculiarità si accompagna ad un altro elemento distintivo: un decentramento che rende l’intero sistema sanitario articolato in numerosi ‘piccoli sottosistemi’, rappresentati da ben 26 Cantoni. Il grado di competitività tra le assicurazioni obbligatorie è dunque fortemente influenzato dalle differenze presenti tra i singoli Cantoni, tanto che si è delineata una significativa variabilità di spesa sanitaria pro capite tra questi cosiddetti ‘sottosistemi’.

La continua crescita di spesa rimane però difficile da giustificare, soprattutto se si confrontano i principali indicatori di salute pubblica, struttura e attività con quelli di altri Paesi che, con un impiego minore e più razionale di risorse, riescono a soddisfare allo stesso modo i bisogni assistenziali della popolazione.

Non si possono d’altra parte ignorare le rilevanti trasformazioni avvenute negli ultimi anni in medicina sia di natura tecnicoscientifica, ma soprattutto culturale con una imperante richiesta di garanzia alla salute, anche se il Sistema sanitario, ricordiamo, può garantire solo una buona prestazione per la tutela della salute del paziente e non la sua immortalità.Spesso non c’è più domanda sanitaria, ma mercato sanitario: si insinuano forze esterne per condizionare determinate scelte nel tentativo di ridurre le spese e ottimizzare le risorse oppure per forzare verso un certo consumismo con informazioni orientate.In questo senso la spesa sanitaria non deve realizzare il maggior beneficio al minor costo, deve invece realizzare benefici anche solo probabili al costo che risulta indispensabile o almeno in funzione delle risorse disponibili.

L’introduzione di trattamenti moderni, con minori effetti collaterali e con costi più contenuti rispetto alle cure tradizionali è una sfida che la politica dovrà affrontare in breve tempo.

 

La politica e l’economia devono così saper inventare e difendere quegli spazi aperti al mondo dell’intersoggettività ove accogliere coloro che, nella loro esistenza disagiata, soffrono della loro stessa presenza alla vita, della loro fisicità imprigionata in un corpo malato, della propria anima solitaria ed esiliata in un mondo e in una realtà fenomenologica e psicologica a volte insostenibile, incomprensibile, invivibile.

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