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Il Fondo statale di garanzia per la casa: 650 milioni per incentivare i mutui immobiliari

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Il Fondo statale di garanzia per la casa: 650 milioni per incentivare i mutui immobiliari

I direttori del Tesoro e dell'Abi hannno siglato il Protocollo d'intesa poer lo stanziamento del Fondo statale di garanzia per la casa, già previsto dalla scorsa estate ed ora finalmente arrivato sotto gli occhi degli interlocutori di mercato.

La manovra in definitiva si accompagna alla perfezione con l'altra grande notizia estiva per quanto riguarda il settore dei mutui, ovvero il taglio del costo del prestito interbancario - e quindi dell'indice Euribor - da parte del governatore della Banca Centrale Europea Mario Draghi.

Sono due segnali inequivocabili che sembrano destinati a dettare l'agenda degli operatori privati per il prossimo autunno - e per buona parte dell'inverno se si considera l'arretratezza dell'offerta commerciale di mutui bancari in Italia, ormai definitivamente fiaccata sotto il profilo organizzativo dopo diversi anni di crisi economica e di tendenza alla stretta creditizia generalizzata.

Le stesse condizioni poste dal Fondo di Garanzia impongono alle banche private di riattivare il loro ruolo di interlocutori privilegiati nei cpnfronti del pubblico di consumatori, ripristinando le loro capacità di verifica e garanzia dello stato reale delle proprietà e dei beni soggetti del mutuo vero e proprio.

Perchè se è senz'altro vero che il Fondo di Garanzia assicurato dallo Stato - ben 650 milioni di euro - è un ennesimo 'paracadute' elargito dalle casse pubbliche nei confronti degli operatori privati, solo per stimolare la ripresa dell'economia, è anche vero che tale Fondi copre solo parzialmente l'impegno degli operatori e impone condizioni d'accesso e tutele solo agli interlocutori che saranno davvero capaci di intercettare la domanda dei ceti svantaggiati sotto il profilo creditizio.

Ecco quindi che alle facili logiche del marketing pubblicitario le banche dovranno unire quella capacità di valutare e garantire l'effettiva erogazione di contratti di mutuo solidi e credibili nel lungo periodo, ancorati a beni dal valore certo e generalmente orientati a criteri di solvibilità oggettivi, per quanto flessibili o precarie siano le condizioni reddituali del sottoscriventi.

Selezionare i propri interlocutori con opportune campagne di marketing sarà un modo per intercettare fasce di consumatori più o meno aderenti ai requisiti necessari; ma le banche dovranno probabilmente anche addestrare il proprio personale per strutturare un percorso di istruzione delle pratiche del mutuo che sia davvero capace di valutare le potenzialità del bene soggetto di acquisto e del profilo reddituale della famiglia che si propone intestataria del contratto di debito.

Ci aspetta un 'autunno caldo' dei mutui immobiliari, insomma.

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