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Come “leggere” il conto scalare

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Come “leggere” il conto scalare

 

Tutti i titolari di un conto corrente ricevono periodicamente un documento chiamato “estratto conto” relativo alle manovre eseguite e al credito aggiornato. Una delle parti più importanti di questo strumento a disposizione del correntista è proprio il cosiddetto “conto scalare”. Cerchiamo di comprendere di cosa si tratta e soprattutto come “leggerlo”.

 

L’estratto conto viene fornito dalla banca ai propri clienti con una scadenza individuale. Generalmente può essere richiesto ogni tre o sei mesi, ma ogni correntista può tranquillamente scegliere ad esempio di visualizzarlo online o prelevandolo presso lo sportello della propria banca.

 

L’estratto conto contiene tutte le informazioni che riguardano il conto corrente dell’intestatario. Tra queste, le principali sono: lista delle manovre di prelievo, deposito e pagamento eseguite nell’ultimo periodo, saldo aggiornato del conto e descrizione completa dei dati bancari del cliente. All’interno dell’estratto conto è possibile individuare anche il conto scalare che in linea generale può essere visto come una lista delle operazioni effettuate, suddivisa in base al numero dei debitori e dei creditori, e che rende più semplice il calcolo di eventuali interessi.

Ancora più precisamente, il conto scalare è costituito da più diciture. La prima è il cosiddetto riassunto scalare, che ha proprio il compito di valutare i singoli movimenti in base alla valuta. Il riassunto scalare si compone di cinque colonne, all’interno della quale sono riportate diverse voci: valuta, saldi per valuta, giorni, numeri debitori e numeri creditori. Vediamo nel dettaglio cosa indica ognuna di esse.

 

Valuta” è una data che riporta il giorno e il mese in cui risulta realmente attiva l’operazione effettuata. Sotto la dicitura “saldi per valuta”, invece, possiamo verificare l’importo esatto di ogni movimento effettuato. Accanto alla cifra indicata possiamo trovare un segno negativo nel caso in cui si tratti di un’operazione in uscita, cioè se la banca ha sottratto del denaro dal nostro conto per effettuare una transazione. Le cifre in positivo, invece, riguardano le somme che vengono aggiunte al nostro conto. La voce “giorni” indica invece per quanto tempo le valute indicate nella colonna precedente sono rimaste invariate.

 

Le successive colonne riportano rispettivamente il numero creditori e il numero debitori. Il loro valore effettivo si ottiene moltiplicando ognuna delle cifre indicate dal saldo per valuta, per il numero dei giorni, dividendo infine per 100. Nella colonna dei numeri debitori vengono inseriti i valori calcolati in base al saldo negativo, mentre in quella dei numeri creditori il saldo sarà ovviamente in positivo.

 

La seconda parte del conto scalare riguarda invece il riepilogo delle competenze. In questa sezione possiamo valutare quattro voci: interessi attivi, interessi passivi, spese e bilancio competenze.

Gli interessi attivi possono essere indicati anche come interessi creditori. Viceversa, gli interessi passivi sono quelli previsti per i numeri debitori. Occorre ricordare che per ogni eventuale calcolo degli interessi, viene riportato anche il tasso applicato.

Le spese invece sono semplicemente le quote che la banca trattiene come compenso per il mantenimento del conto corrente. Ad esempio, se il nostro conto prevede un canone a scadenza periodica, il costo previsto verrà indicato proprio in questa sezione.

 

Il bilancio delle competenze, infine, è un valore che viene calcolato in base a tutte le altre voci inserite nel riepilogo. Se la cifra ottenuta è negativa, dovremo elargire alla banca un’ulteriore somma di denaro, mentre se siamo riusciti a raggiungere un bilancio positivo, sarà la banca ad accreditarci una maggiorazione del conto finale.

 

Per chi non è esperto del settore, riuscire a comprendere perfettamente le differenze tra un semplice estratto conto e un conto scalare non è facile. Per questo cercheremo di rendere più chiaro il concetto attraverso un esempio finale.

 

In data 15 novembre siamo andati personalmente allo sportello della nostra banca, e abbiamo versato 200 euro in contanti e un assegno di 500 euro intestato sempre a noi. La banca ci indica che i contanti saranno disponibili sul nostro conto già entro 24 ore, mentre per l’assegno saranno necessari 3 giorni.

Se richiedessimo un estratto conto poche ore dopo, il nostro saldo risulterebbe già aggiornato con i 700 euro che abbiamo appena versato, ma in realtà quello che vediamo non è la reale disponibilità di denaro che abbiamo sul conto, ma una previsione.

Solo dopo i 3 giorni necessari per l’avvenuto deposito dell’assegno avremo un saldo effettivamente aggiornato con i nostri 700 euro.

In poche parole, se fino al giorno prima i nostri “risparmi” in banca ammontavano a 1.000 euro, controllando l’estratto conto dopo aver effettuato il deposito potremo valutare due parametri diversi. Il saldo contabile, che sarà già aggiornato a un totale di 1.700 euro, ci indica sin da subito quale sarà il saldo al termine delle operazioni in attesa.

Il saldo disponibile, invece, resterà pari a 1.000 euro finché non trascorreranno i giorni necessari affinché le operazioni di deposito vengano prese in considerazione.

 

 

 

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