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IL MURO DELL’INDIFFERENZA: MEMORIALE DELLA SHOAH DI MILANO

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Il muro dell’indifferenza ha trovato concreta rappresentazione al Memoriale della Shoah di Milano. All’ingresso del Memoriale, che pur non essendo ancora stato terminato già apre le sue porte ai visitatori, campeggia un muro con una scritta a caratteri cubitali: INDIFFERENZA. Da quando sono stata al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, non sono più riuscita ad avvicinarmi ai libri-testimonianza, che prima leggevo con il grande desiderio di conoscere sempre di più sul tema e cercare di capire, e mi risulta anche difficile parlare della Shoah. Quando si vede con gli occhi e si tocca con mano, si conosce davvero quello che milioni di persone innocenti hanno vissuto e si fatica a trovare le parole. Ci sono statistiche, numeri anche discordanti, ma quello che più conta oggi sono le testimonianze. I pochi sopravvissuti ai campi nel raccontare la loro personale storia all’interno della Storia con la S maiuscola ricorrono spesso al termine indifferenza. Una frase della signora che ci ha fatto da guida durante la visita al Memoriale mi è rimasta impressa nella mente. Recita più o meno così: «Di fronte a ogni tragedia ci sono vittime e carnefici ma soprattutto spettatori». Certo ci sono stati i Giusti (dei quali l’italiano più noto è, forse, Perlasca), coloro che hanno protetto e salvato da internamento e morte certa un gran numero di Ebrei. I Giusti sono stati spettatori che hanno deciso di uscire dalla loro posizione sicura e mettere a rischio la propria vita per salvare altre vite. Ma l’accusa che viene lanciata oggi è a tutte quelle persone che hanno visto e saputo e non hanno parlato né hanno agito, che sono rimaste indifferenti e con la loro indifferenza hanno permesso che la “soluzione finale della questione ebraica” (Conferenza di Wannsee, gennaio 1942) potesse prendere corpo nella macchina della morte costituita dai 6 campi di sterminio edificati in Polonia. Oggi non dobbiamo solo guardarci indietro mortificati e pietosi verso le vittime e colmi di indignazione verso i carnefici (i nazisti, i fascisti, i repubblichini di Salò e quanti con loro hanno collaborato), ma guadare avanti facendo in modo che un nuovo genocidio non accada mai più. Ricordare quanto è accaduto per promuovere un futuro migliore: è questo l’obiettivo del Memoriale della Shoah di Milano. Ai milanesi e non, consiglio la visita (peraltro gratuita) a questo tragico teatro delle deportazioni, unico rimasto intatto in Europa, per la sua posizione seminascosta, sotto i binari passeggeri della Stazione centrale di Milano. Da qui sono partiti tra il 1943 e il 1945 convogli con centinaia di ebrei italiani e non. E di queste centinaia sono poche decine quelli tornati.

Fonte notizia: http://coeconews.comunicatorisumisura.it/il-muro-dellindifferenza-memoriale-della-shoah-di-milano/


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