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Vini stranieri a confronto

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La Strada dei Vini della Provenza
Considerato il “vigneto urbano di Nizza”, il Bellet si trova sulle colline della città, letteralmente tra mare e montagna. Vino AOC, il Bellet beneficia di alcuni fattori climatici che ne favoriscono l’unicità, in particolare l’altitudine tra i 150 e i 250 metri s.l.m., una ventilazione continua e un terreno arido (sabbia e sassi), simile a quello dello Châteauneuf du Pape. La produzione è piuttosto limitata ma di altissima qualità, e interessa vini rossi, bianchi e rosati. Rispetto agli altri vini della Provenza, il Bellet si caratterizza per una acidità più marcata e una robustezza e aromaticità sempre presenti.
Da Nizza, spostandoci verso ovest lungo la Strada dei Vini della Costa Azzurra e superando Cannes, arriviamo nella principale zona vinicola del sud della Francia (oltre 20.000 ettari di vitigni), dove nasce il famoso Côtes de Provence, la denominazione più estesa della Provenza, con oltre l’80% dei vigneti della regione. L’ampiezza del territorio e il fatto che i vigneti siano spesso distanti l’uno dall’altro fanno sì che le caratteristiche dei vini siano piuttosto variabili. La maggior parte della produzione riguarda i vini rosati, ottenuti di solito da uve Grenache Noir, Cinsaut e Tibouren.
Proseguendo il nostro viaggio lungo la costa, dopo Toulon, arriviamo a Bandol, tipico villaggio provenzale noto per la produzione del vino omonimo. Si tratta di un’area vinicola relativamente piccola (appena 600 ettari), dove si producono prevalentemente due tipologie di vino usando l’uva Mourvèdre: rosé giovani e freschi  (con qualche eccezione, come il Domaine de Terrebrune, un ottimo rosato da invecchiamento), ma soprattutto vini rossi di grande complessità e struttura da conservare in cantina.
Non lontano da Bandol, e a pochi chilometri a est di Marsiglia, c’è un’altra prestigiosa zona vinicola francese: Cassis. Qui la produzione si concentra sui vini bianchi, piuttosto secchi e leggeri e spesso caratterizzati da sentori di erbe aromatiche, rosmarino su tutte.
Per concludere il nostro viaggio alla scoperta dei vini della Provenza, citiamo il Coteaux-d’Aix-en-Provence. A nord e a sud della antica città di Aix-en-Provence si trovano questi vitigni di uve Cabernet Sauvignon, Syrah, Cinsaut, Mourvèdre e Grenache Noir (il terreno si adatta alla coltivazione della bacca rossa), anche se non mancano alcuni vini bianchi e rosati, questi ultimi prodotti con l’antica tecnica del salasso.
 
Curiosità: la vigna di Montmartre
Pochi ne sono al corrente, ma nel cuore di Parigi (rue Saint-Vincent, sul versante orientale della Butte Montmartre) esiste una vera e propria vigna, perfettamente integrata nel paesaggio urbano della capitale francese. Risalente all’epoca gallo-romana, la vigna di Montmartre è composta da 2400 piante la cui uva dà un vino acidulo, detto il Clos Montmartre. La produzione annua si attesta sulle 700 bottiglie, il cui ricavato viene interamente devoluto al Comitato delle Feste del XVIII arrondissement. Non si tratta ovviamente di uno dei migliori vini francesi (un proverbio del XVII secolo ne lodava al massimo le qualità diuretiche:  C’est du vin de Montmartre, Qui en boit pinte en pisse quarte), ma se siete in vacanza a Parigi ai primi di ottobre, non perdetevi la Festa della Vendemmia di Montmartre (Fête des Vendanges)."
 
"Napa Valley, la “Wine Country” californiana
Non occorre essere un appassionato di enologia per sapere che la patria dei vini statunitensi è la Napa Valley. Partendo da San Francisco e attraversando il leggendario Golden Gate Bridge, si arriva nella più famosa zona vitivinicola degli Stati Uniti, un territorio in realtà piuttosto limitato (50 km da nord a sud, con un’ampiezza variabile fra 1,5 e 8 km), la cui forza consiste nella sua incredibile diversità climatica e geologica (quest’ultima causata dai movimenti tellurici della regione). La produzione vinicola della Napa Valley si basa principalmente sui più importanti vitigni internazionali, anche se trova spazio un’uva antica, lo Zinfandel, sulle cui origini esistono diverse supposizioni.
Il Cabernet Sauvignon più apprezzato della Napa Valley viene prodotto nell’area di Stag's Leap District, con vigneti posti ai piedi delle colline rocciose. Altre zone rinomate per i loro Cabernet Sauvignon sono Rutherford e Oakville. Passando ai bianchi, lo Chardonnay è senza dubbio la varietà più utilizzata e le migliori cantine si trovano a Mount Veeder, Spring Mountain e St. Helena. Nella parte sud della Napa Valley vengono anche prodotti vini con uve Pinot Nero, mentre lo Zinfandel viene usato soprattutto nelle parti calde del nord della contea.
 
 Le 4 regioni vinicole dello stato di New York
Abbastanza sorprendentemente, lo stato di New York si piazza al terzo posto per la produzione di vino statunitense, dietro a California e Washington. Lo stato di New York ha quattro principali zone vitivinicole: Lake Erie, Finger Lakes, Hudson River e l’estremità orientale di Long Island. Storicamente, le piante utilizzate fanno parte della famiglia della Vitis labrusca (in particolare uva fragola), anche se nel corso degli ultimi decenni  è aumentato l’utilizzo della “vite comune” europea e di viti ibride franco-americane.
Lake Eerie: questa regione, nota anche come “Chautauqua”, si estende su circa 8000 ettari e vanta 13 aziende vinicole. Qui vengono usate quasi esclusivamente uve autoctone Concord (uva fragola) e la produzione riguarda soprattutto i vini Seyval e Riesling.
Finger Lakes: i vitigni si concentrano nel cuore della regione, intorno ai quattro laghi principali (Canandaigu, Keuka, Seneca e Cayuga). Si tratta di un territorio molto attivo, con percorsi enogastronomici e attività proposte ai turisti. La regione vanta circa 90 aziende vinicole e produce un ottimo vino frizzante, nonché del Pinot nero.
Hudson River Valley: la valle del fiume Hudson, a nord di New York City, è una delle più antiche regioni viticole degli Stati Uniti. Qui sono stati fatti i primi esperimenti usando le viti ibride franco-americane (come Seyval Blanc e Baco Noir). Inoltre, il territorio si è rivelato molto adatto alla crescita di viti europee più delicate, come Chardonnay e Cabernet Franc
Long Island, North Fork & The Hamptons: è la zona vinicola più recente dello stato, in forte espansione, dove si produce il cosiddetto ""Bordeaux di New York"". Le condizioni climatiche garantiscono una stagione di crescita di 220 giorni l'anno, e permette la produzione di Merlot robusti, Chardonnay corposi e altri classici europei.
 
 Anche il deserto del Nevada ha il suo vino!
Di solito, chi va in vacanza a Las Vegas non lo fa per soddisfare le sue curiosità enologiche. Eppure, anche il Nevada ha la sua piccola produzione di vini! Sono tre le aziende vinicole del Nevada: Churchill Vineyards a Fallon, Tahoe Ridge a Minden e Pahrump Valley Winery a Pahrump. Tutte e tre usano esclusivamente uve cresciute nello stato del Nevada, sebbene lo stato non abbia una AVA ufficiale (American Viticultural Area).
Nel mezzo del deserto, a circa un’ora a nord-ovest di Las Vegas, la Pahrump Valley Winery è la più importante azienda vinicola del Nevada. Produce vini Cabernet, Chardonnay, Sherry, e anche un nuovo Merlot. Tutti i giorni vengono organizzate visite con degustazioni, completamente gratuite. Se vi incuriosisce sapere come sia possibile produrre del vino nel deserto del Nevada, qui troverete la risposta!"


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