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Antonello De Pierro aderisce a “Mille Piazze per i Nonni d’Italia”

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Antonello De Pierro aderisce a “Mille Piazze per i Nonni d’Italia”

 

Il presidente dell’Italia dei Diritti ha partecipato a Roma, presso l’Hotel de la Minerve, alla presentazione dell’iniziativa lanciata dalla Fondazione Senior Italia, con il sostegno del Coni, della As Roma e della Lega di Serie B

 

Roma - E’ il benessere psicofisico degli anziani la concretizzazione dell’intensa attività svolta quotidianamente sul territorio nazionale dalla Fondazione Senior Italia, una dinamica onlus nata dalla  Federanziani che, partendo con assoluta convinzione dal principio della nodalità della Terza Età nel parenchima sociale italico, insegue costantemente l’obiettivo di garantire un sostegno socio-economico agli over 55, ponendosi come punto di riferimento dialogico con l’apparato istituzionale. E proprio partendo da tali previsioni progettuali l’operosa organizzazione senza scopo di lucro, in occasione dell’ormai canonica Festa Nazionale dei Nonni del 2 ottobre, ha promosso la commendevole campagna benefica “Mille piazze per i nonni d’Italia”, finalizzata a sostenere migliaia di Centri Sociali Anziani. L’iniziativa, che prevede la raccolta di fondi tramite offerte libere del minimo di 2 euro a seguito dell’acquisto di una cartolina celebrativa, vede il sostegno della Lega di Serie B, dell’As Roma e del Coni, con la fondamentale collaborazione di Poste Italiane e della Federazione Italiana Tabaccai. Come testimonial del progetto sono stati individuati due personaggi particolarmente emblematici, l’attore Lino Banfi e il calciatore Alessandro Florenzi, entrambi ormai infilatisi e saldamente piazzatisi nell’immaginario collettivo come legati alla Terza Età. Il primo diventato per tutti Nonno Libero per la sua ineccepibile interpretazione nella serie televisiva “Un medico in famiglia”, l’altro per quell’abbraccio alla nonna in tribuna, che ha commosso tutto il mondo, dopo aver segnato un grande goal allo stadio Olimpico.

Teatro della presentazione ufficiale è stato il sontuoso Hotel de la Minerve, nel cuore della Capitale, dove il protagonista assoluto è stato proprio Florenzi, assalito dall’assiepamento di stampa e fotografi, tra raffiche di domande e flash, mentre Banfi era assente per motivi di lavoro. Ad accompagnare il talentuoso calciatore c’era il direttore generale della As Roma Mauro Baldissoni, entrambi introdotti ai presenti da Roberto Messina, presidente della Federanziani, che nel ringraziare il campione romanista l’ha definito “il nipote ideale di tutti i nonni d’Italia”.

Altra partecipazione importante è stata quella del presidente della Lega di Serie B Andrea Abodi, impegnato nel sostegno alla campagna per ben 7 giornate di campionato. In sala anche il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, mentre non è passata inosservata la presenza del giornalista presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, da sempre impegnato nella tutela delle cellule più deboli del tessuto sociale e in particolar modo degli anziani. De Pierro, che da direttore e voce storica di Radio Roma e di Italymedia.it si è sempre fatto portavoce di iniziative del genere, ha espresso entusiasta la sua adesione personale e di tutto il movimento da lui rappresentato a “Mille piazze per i nonni d’Italia”.

Quando mi trovo di fronte a iniziative come questa — ha detto — mi rincuoro pensando al grande cuore degli italiani, che non si fanno mai indietro decretandone sempre il successo. Un cuore grande che batte pure tanto forte, al contrario di quello di una certa politica, con il suo manipolo di politicanti, che pensano più ai loro interessi che al benessere dei corpi collettivi. Mi duole però al contempo constatare che lo spirito di solidarietà è più presente nei privati piuttosto che nelle istituzioni, dove, non solo si palesa un arido deserto in tema di vocazione altruistica, ma anche ciò che dovrebbe essere un preciso dovere istituzionale, come da dettato costituzionale, si rivela elaborato con azioni decisionali spesso superficiali e poco incisive, ma soprattutto inidonee a tutelare sufficientemente l’esercizio dei diritti più elementari. Nel campo della sanità si parla molto di prevenzione e, per carità, passi avanti ne sono stati fatti, almeno il Medioevo è stato scongiurato, ma spesso si assiste a proclami intrisi di retorica. Non possiamo tollerare nel terzo millennio che ci sia tanta gente che è costretta a rinunciare a curarsi, e il più delle volte si tratta di anziani. La prevenzione è fondamentale e il più delle volte il paziente si trova imbrigliato in percorsi tortuosi e stressanti, spesso anche onerosi per le finanze soggettive, che preferisce astenersi. E’ fondamentale concepire la salute pubblica come un bene da preservare e non come patologie da curare, anche perché i costi, poi alla distanza, lievitano a dismisura. A volte curare patologie incipienti significa prevenire, ma se poi ci si trova di fronte a prenotazioni che superano l’anno di attesa, chi può va dal privato, chi no rinuncia. Dopo la riforma del Titolo V della Carta costituzionale la situazione è certamente peggiorata, con un ministero della Salute, che è stato svuotato delle proprie funzioni di pianificazione e governo della sanità, relegandolo a mero garante del diritto costituzionalmente sancito dall’art. 32. Mi fa sorridere, ma solo per non piangere, che nel 2008 il dicastero ex direttore dell’orchestra sanitaria italica, sparì dalle previsioni ministeriali del quarto governo Berlusconi, e a Giorgio Napolitano fu presentata un elenco che prevedeva solo un ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali. E’ impensabile dover prendere atto che è l’associazionismo, spesso a doversi sostituire ai presidi istituzionali, perché oltre alla presenza di assunti normativi inefficaci c’è chi ha tutto l’interesse a erodere il nostro sistema sanitario nazionale, con giochi di potere, interessi privati, abusi e clientelismi, dove un diritto diventa spesso un favore e la cura della salute si trasforma in mercimonio. Quando ho saputo di questa iniziativa non ho avuto dubbi, andava sostenuta”.

Il leader dell’Italia dei Diritti, essendo notoriamente un tifoso romanista e avendo inciso nel suo passato da cantautore un album dal titolo “Cuore giallorosso” dedicato alla As Roma, ha poi aggiunto: “Sono felice che sia stata proprio la mia squadra del cuore a fornire il proprio sostegno alla Fondazione Senior Italia, una società che è stata sempre in pole position nel sociale, e tra i calciatori, al di là della quasi casuale attinenza tematica, ne è stato scelto uno, appunto Alessandro Florenzi, che possiede le corde della sensibilità umana molto sviluppate e permeabili”.

(Foto di Claudio Neri)

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