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L'ottimismo promuove la mobilità dei talenti e la competitività internazionale in tutta Europa

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L'ottimismo promuove la mobilità dei talenti e la competitività internazionale in tutta Europa


  • Il 77% dei dipendenti europei si dichiara ottimista circa il proprio futuro lavorativo
  • 8 intervistati su 10 giudicano positivamente l'ingresso di talenti stranieri sul mercato locale
  • Metà delle aziende è pronta a competere a livello internazionale

Milano, 1 dicembre 2015 – I dipendenti europei si sono ripresi dalla crisi economica e ora stanno modificando la propria posizione su eventuali cambi lavorativi e sulla competizione internazionale;
è quanto rilevato da una nuova ricerca presentata in occasione dell'evento HR Tech World Congress da ADP®, leader mondiale nelle soluzioni per la gestione delle Risorse Umane (Human Capital Management).
Lo studio, condotto su un campione di 11.000 lavoratori adulti, mette in luce quel che i dipendenti di tutta Europa pensano circa il proprio futuro lavorativo, la competitività internazionale e la gestione dei talenti.

Il 77% dei dipendenti europei si dichiara ora ottimista circa il proprio futuro lavorativo. Le principali ragioni di questo ottimismo sono da ricercarsi nella crescente sicurezza del posto di lavoro (38%), nelle crescenti opportunità di carriera (27%) e nella possibilità di ottenere formazione e sviluppo delle competenze in modo adeguato per avere successo (27%). L'incertezza tuttavia è più forte nei Paesi che hanno risentito maggiormente della crisi economica: i dipendenti italiani sono i meno ottimisti nonché quelli più frequentemente convinti del fatto che il futuro non sia prevedibile (61%).

La crescita economica accelera la guerra per conquistare i talenti

Grazie alle condizioni economiche attuali, i dipendenti guardano con vivo interesse alle nuove opportunità di lavoro che si aprono. Oltre un terzo (34%) degli interpellati in tutta Europa prevede infatti di cambiare lavoro entro tre anni, con un picco in Svizzera dove il 16% programma di farlo entro un anno. I britannici sono quelli meno disposti a un futuro a lungo termine con il proprio datore di lavoro attuale, con solo il 17% che prevede di proseguire il resto della carriera nell'azienda in cui si trova ora. Di contro, il 40% dei dipendenti tedeschi è convinto di conservare il ruolo attuale fino alla fine della propria carriera.

Un mercato del lavoro in via di miglioramento significa tuttavia che le aziende devono pensare a come conservare il talento al proprio interno. Metà (51%) dei dipendenti, infatti, considera già preoccupante la mancanza di ingresso di nuovi talenti, mentre il 47% ritiene che questo gap sia causato da carenze nel recruiting.

La guerra per i talenti si estende oltre le frontiere

La perdita di talenti e competenze locali è ancora un problema per diversi Paesi. In Spagna (49%), Italia (47%) e Polonia (39%) si registra la maggior preoccupazione per la perdita di talenti a favore di altre nazioni. L'atteggiamento nei confronti dei talenti stranieri che arrivano sul mercato locale del lavoro è generalmente positiva, con il 79% dei dipendenti che afferma che i lavoratori in arrivo dall'estero non costituiscono una minaccia per le rispettive organizzazioni. I lavoratori svizzeri e britannici sono quelli più esitanti di fronte alla possibilità di ingresso degli stranieri nelle rispettive aziende, con il 36% e il 32% rispettivamente che considerano questa eventualità come un problema a fronte di una media europea del 21%.

Gli alti livelli di ottimismo e la crescente mobilità dei talenti riflette anche l'aumentata competitività delle aziende. Esattamente metà dei dipendenti europei afferma che la propria azienda è preparata a competere internazionalmente a livello sia di business che di acquisizione dei talenti. Il Regno Unito si trova davanti a tutti nella capacità di competere sul mercato internazionale: qui 6 dipendenti su 10 sono convinti che la propria azienda sia ben preparata a competere su business e talenti contro gli altri Paesi.

Leon Vergnes, SVP/GM EMEA di ADP ES International, ha dichiarato: "È evidente come il miglioramento della stabilità economica europea stia influendo sull'atteggiamento dei dipendenti nei confronti del futuro lavorativo. Tuttavia, la guerra per conquistare i talenti e risolvere i gap di competenze rappresentano due grosse sfide per le aziende europee, che devono capire come fare per attirare i professionisti più capaci presenti sul mercato.

Inserire persone provenienti da background differenti e incoraggiare lo spostamento internazionale dei talenti sono elementi essenziali per assicurare la competitività globale. Le aziende che si muoveranno efficacemente su questi due fronti, otterranno i vantaggi di una forza lavoro coinvolta, ottimista e impegnata".

Virginia Magliulo, General Manager Adp Italia, ha commentato: “Finalmente stiamo assistendo ad una ripresa che si riflette positivamente su atteggiamenti e punti di vista delle Persone, con effetti di ricaduta su livelli occupazionali, salari e quindi coinvolgimento del personale. Noi siamo da sempre al fianco delle Persone e delle Aziende per promuovere una cultura del cambiamento fornendo soluzioni, tecnologie e approcci innovativi, che consentono una ottimizzazione e semplificazione dei processi HCM, con un focus privilegiato sulle nuove esigenze del mondo del lavoro”.

Per ulteriori informazioni è possibile leggere il report ‘The Workforce View in Europe’ all'indirizzo http://www.it-adp.com/human-capital-management/workforce-view-europa.
Informazioni sulla ricerca: Il report ‘The Workforce View in Europe’ esplora l'atteggiamento dei dipendenti verso il proprio futuro lavorativo. La ricerca è stata condotta per conto di ADP dall'agenzia di ricerche di mercato Opinion Matters nel luglio 2015 su un campione di 11.257 lavoratori adulti in otto Paesi europei: Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Svizzera e Regno Unito.

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Fonte notizia: http://www.it-adp.com/




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