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Dario Santoro, Campione Italiano Maratona: purtroppo lo sport non mi dà da vivere

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Dario Santoro, Campione Italiano Maratona: purtroppo lo sport non mi dà da vivere
Matteo SIMONE www.psicologiadellosport.net Il Campione Nazionale di Maratona, Dario Santoro, dell’Atletica Potenza Picena, 25enne atleta di Manfredonia, contentissimo per il suo titolo ma dispiaciuto per il crono alto rispetto alla sua miglior prestazione a causa di crampi che quasi lo invogliavano a fermarsi, risponde ad un mio questionario, raccontando la sua passione e le sue motivazioni per lo sport. Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita o sempre un comune sportivo? “Secondo il mio punto di vista ogni persona che pratica sport è un campione, perché si mette in gioco con se stesso! Io personalmente non mi sono mai sentito un campione, ma sempre un comune sportivo, certo con qualche abilità un po più spiccata rispetto ad altri miei coetanei, però sicuramente mi sento sempre un ragazzo a cui piace praticare lo sport per il proprio benessere e per sfidare le mie capacità fisiche!” Molto umile, Dario, si definisce un atleta comune ma è ancora un talento non espresso al massimo. Come ha contribuito lo sport al tuo benessere e quali sono i fattori che hanno contribuito al tuo benessere o alla tua performance? “Lo sport è un toccasana naturale, che non ha medicinale e cure imitabili, per raggiungere il proprio benessere fisico e mentale! A me personalmente lo sport ha contribuito tanto per il mio benessere mentale e fisico, soprattutto perché ti trasmette una forte autostima, e ti da quella marcia in più di guardare tutte le cose della vita con glli occhi diversi e in modi diversi, cioè ti trasmette tanto ottimismo, e tante motivazioni!” Dario dà tanto allo sport in termini di allenamenti, fatica, ma riceve tantissimo in termini di scuola di vita, di benessere. Come hai scelto il tuo sport? “Premetto che ho iniziato a praticare sport a 5 anni, anche perché mio padre è un grande amante di sport, la corsa l’ho iniziata a praticare al’età di 16 anni però facevo solo gare a livello scolastico, perché il mio chiodo fisso, come per la maggior parte di ragazzi era il calcio, infatti l’ho praticato da 6 anni fino a 18 anni! La mia scelta verso questo mondo ‘la corsa’ è stata una scelta dettata da delle forte motivazioni che ti riesce a dare ogni volta che ti alleni oppure ogni volta che affronti una gara! L’ho scelto anche perché grazie al mio professore di educazione fisica della scuola superiore che frequentavo, abbiamo iniziato a fare degli allenamenti extra scolastici 2 volte a settimana sotto la sua guida, con i miei amici di squadra, vincendo anche il titolo regionale scolastico, approdando alle nazionali, e da lì ho capito che forse dovevo dare un po più importanza a questo sport che mi regala emozioni e sensazioni fisiche che il calcio o qualsiasi sport di squadra non ti riesce a regalare!” All’inizio c’è bisogno di qualcuno che ti indirizza, che può essere un genitore, un professore, insomma qualcuno che si prenda cura di te, che ti prenda a cuore, che intravede delle qualità da coltivare e poi il resto viene da solo con la passione, le emozioni che si sperimentano. Nella tua disciplina quali difficoltà si incontrano? “Nella mia disciplina si incontrano diverse difficoltà come in ogni sport, che sono infortuni, momenti dove le motivazioni vengono meno a causa di periodi dove i risultati non arrivano, e allora e lì che entra in azione la forza mentale dell’atleta e la caparbietà, che non ti fa mollare! Ad esempio in una maratona, distanza dove mi cimento da pochi anni, si incontrano difficoltà a livello fisico, che possono essere crampi muscolari, oppure crisi di fame, o carenza di zuccheri, queste difficoltà non le ho ancora conosciute e spero di non conoscerle mai, tranne i crampi muscolari che ho avuto nella mia ultima maratona, con i quali ho dovuto convivere per ben 11 km che sono i chilometri più fondamentali della gara cioè gli ultimi. Lì è scattato in me la forza mentale di non mollare e cercare nello stesso tempo di rilassarmi e portare a termine le fatiche! Per questo dico, che nella corsa il 70% dalla performance è frutto della forza mentale dell’atleta, della giusta e corretta alimentazione, e del proprio benessere fisico!” Campione Italiano nonostante 11km con i crampi, ma Dario sa che sono tanti gli elementi del benessere e della performance, non solo talento e allenamenti fisici ma anche affidarsi ad un appropriato allenamento mentale, ed a un corretto stile di vita che comprenda un’alimentazione sana ed idonea per affrontare uno sport come la maratona. Quale alimentazione segui prima, durante e dopo una gara? “Di solito io seguo un’alimentazione abbastanza corretta grazie anche al lavoro del mio amico Nutrizionista Atanasio De Meo che da anni mette a disposizione la sua professionalità e competenza per far si che arrivi in gara nelle migliori condizioni fisiche a livello alimentare! Certo l’alimentazione varia a seconda della gara che affronto e della distanza che c’è da fare, ad esempio prima di una gara di 10 km mangio a colazione un thè con un caffè con 4 fette biscottate accompagnate dal miele o marmellata, oppure un pezzo di crostata alla marmellata, poi a pranzo mangio un primo fatto da carboidrati 100-120-grm di pasta o in bianco o con il sugo, con un po di proteine mentre a cena rimangio i carboidrati con proteine! E la mattina prima della gara faccio una colazione un po più abbondante se la gara è verso l’ora di pranzo! Post gara mangio sempre o un po di carboidrati o proteine accompagnato a volte anche da un dessert! Se devo affrontare una maratona, eseguo durante la settimana che precede la gara una alimentazione fatta da i primi 3 giorni di scarico di carboidrati, mentre a metà settimana faccio il carico di carboidrati mangiandoli sia a pranzo che a cena, accompagnati sempre da un po di proteine e frutta e verdura!” Dario ha le idee chiare, non improvvisa, sa che per eccellere deve andare tutto alla perfezione e non deve trascurare il minimo dettaglio e non sottovalutare nessuna componente che incide nella performance sportiva. Quali sono le condizioni fisiche o ambientali che più spesso ti hanno indotto a non concludere la gara o a fare una prestazione non ottimale? “Per fortuna fino ad ora quelle poche volte che è successo sono state cause dovute a cadute oppure infortuni rimediati durante la prestazione come slogature oppure forti crampi muscolari!” Cosa ti ha fatto mollare o cosa ti fa continuare a fare sport? “In un’occasione mi sono trovato avanti ad un bivio, se continuare a fare questo sport o meno, scelta dettata dai numerosi infortuni e da un infortunio serio che non riuscivo a risolvere nonostante tutte le terapie del caso. L’anno 2011 avevo deciso di mollare tutto perché non riuscivo più ad allenarmi per via di una forte infiammazione tendinea che non riusciva a passare, e ogni volta che iniziavo a correre mi faceva fermare per il forte dolore, e fu così che un giorno telefonai ad un mio amico fraterno, di amici nella vita ce ne sono tanti ma di veri amici ce ne sono pochi, che riescono a capirti e a starti al fianco nel momento di difficoltà, uno di questi è un ex atleta di Manfredonia, Michele Quitadamo e la moglie. Michele ha fatto si che io non lasciassi questo sport, mi spronò tantissimo e mi accompagnò per un periodo durante tutti i miei allenamenti nonostante le sue condizioni fisiche di peso non glielo permettevano! Sicuramente un grande ruolo di continuare a fare sport l’ha avuto la mia grande forza mentale di rimettermi in gioco e le mie grandi motivazioni, che riesce a darmi questo sport!” Per essere campioni c’è bisogno di essere supportati da amici, famigliari, istituzioni, e continuare a credere in quel che si fa ed andare avanti con impegno e determinazione. Chi ha contribuito al tuo benessere nello sport o alla tua performance? “Al mio benessere nello sport sicuramente ha contribuito la mia voglia di mettermi quotidianamente in gioco con me stesso allenando le mie capacita fisiche, e mentali, dando un equilibrio costante a entrambi le cose!” Dario, nonostante la sua giovane età, non trascura l’aspetto mentale che gli permette di attraversare momenti bui. Qual è stata la gara della tua vita, dove hai dato il meglio di te o dove hai sperimentato le emozioni più belle? “Per me ogni gara fa parte di un pezzo di storia della mia vita e regala sempre emozioni belle ma diverse l’una dall’altra, sicuramente ci sono gare dove si gioisce o dove si è più rammaricati per la performance, per me tutte le gare che ho vinto sono le più belle, ma le più belle sono anche tutte le gare dove anche non avendo vinto so di aver dato il 100% di me stesso!” Qual è una tua esperienza che ti possa dare la sicurezza, la convinzione, che ce la puoi fare nello sport o nella vita? “Non ci sono esperienze che ti possono dare la convinzione di riuscire in qualcosa, ma la convinzione di potercela fare sia nello sport che nella vita bisogna averla dentro se stessi, cioè avere la determinazione se va male pazienza, l’importante è che fino a quel momento una persona ci ha creduto e ha dato il meglio di se e ha avuto la convinzione di poterci riuscire!” Crederci sempre ed andare avanti, la forza di volontà, l’impegno, la passione, la costanza sono le chiavi del successo. Quali sono le tue capacità, risorse, caratteristiche, qualità che hai dimostrato di possedere? “Sinceramente le mie caratteristiche sono, le solite caratteristiche di un ragazzo della mia età che ha voglia di mettersi in evidenza in quello che fa sia nello sport che nel lavoro, cioè la determinazione e la voglia di migliorarsi giornalmente!” Quali i meccanismi psicologici ritieni ti abbiano aiutano nello sport al tuo benessere o alla tua performance? “A livello personale la nascita di mio figlio mi ha fatto scattare quel meccanismo psicologico che si chiama Responsabilità. Da quel momento dentro di me è scattata una forza che non credevo di possedere, e quindi affronto tutto con più determinazione e impegno!” Facendo sport si possono fare delle scoperte e questo diventa il valore aggiunto dello sport, l’apprendere insegnamenti essenziali anche nella vita, il formarsi e crescere come persona. Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua attività sportiva tesa al benessere o alla performance? “Molti miei coetanei del paese dove vivo, ammirando il mio impegno costante e il mio benessere fisico sono stati trascinati anche loro a fare una sana attività fisica, i miei familiari sono i miei primi tifosi e quindi ho la loro piena ammirazione in quello che faccio!” Dario diventa anche un esempio per gli altri amici coetanei, riesce a coinvolgere giovani a fare questo sport, a non restare immobili. Cosa hai scoperto del tuo carattere nel praticare attività fisica? “Ho scoperto lati che non credevo di avere, certo sono cresciuti anche grazie alla mia esperienza in questo sport, un infortunio ora l’affronto con più ottimismo senza abbattermi e ritornando sempre più forte di prima! Ed è cresciuta anche l’autostima e la determinazione ad affrontare la vita!” Sport una scuola di vita per Dario, aumenta autoefficacia e resilienza per il benessere nella vita e la performance nello sport. Come è cambiata la tua vita famigliare, lavorativa nell’aver intrapreso un’attività sportiva costante ed impegnativa? “Ho sempre fatto sport dalla mia tenere età e quindi a casa non ci stavo mai 24h su 24. Se durante l’arco della giornata riesci ad organizzarti sicuramente riesci a dare spazio a tutto e a tutti.” Quali sono o sono state le tue sensazioni pregara, in gara, post gara? “Le sensazioni pre-gara sono quelle sensazioni solite che sente uno sportivo prima della prestazione, cioè ansia, tensione, pensieri positivi, cercare di rilassarmi, oppure di distrarmi dalle cose negative, però c’è anche la convinzione che se ho lavorato bene sicuramente farò una buona gara! Post gara le sensazioni sono di essersi tolti un peso di aver svolto il proprio dovere/piacere e di colpo si ha la mente più libera e io stesso sono più rilassato con me stesso!” Dario ha acquisita tanta esperienza e sa riconoscere, senza preoccuparsi, le sue sensazioni ed emozioni pre, durante e post gara. Hai dovuto scegliere nella tua vita di prendere o lasciare uno sport a causa di una carriera scolastica o lavorativa? “Purtroppo sono disoccupato, ma se mi troverò un giorno, ‘spero il prima possibile’, avanti ad una scelta simile, sicuramente darei più importanza al lavoro, rispetto allo sport; perché purtroppo lo sport non mi dà da vivere, ho la necessità di portare avanti la mia famiglia, un figlio ed una moglie. Questo non significa che lascerei lo sport, perché lo sport e vita e fa parte di me!” Dario ha le sue priorità, nonostante la sua giovane età ha già una famiglia da sostenere e quindi la priorità è un lavoro redditizio che comunque non gli precluderebbe la possibilità di continuare sport ad altissimi livelli. C’è stato il rischio di incorrere nel doping nella tua carriera sportiva? “Il doping fa parte di quella società VIGLIACCA E SPORCA a cui piace avere risultati oppure raggiungere loro scopi tramite scorciatoie prendendo in giro prima se stessi!” Qual è un messaggio che vorresti dare per sconsigliare l’uso del doping e per fare uno sport teso al benessere o alla performance? “Sicuramente il doping non fa bene, inoltre penso che chi si mette in gioco nello sport lo dovrebbe fare con le proprie forze!” Riesci ad immaginare una vita senza lo sport? “Personalmente no, lo sport è il miglior toccasana per combattere tutte le cattive abitudini alimentari, ed è un’ottima valvola di sfogo, è come fuggire quel paio d’ore dalla solita routine!” Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Gli infortuni si superano con una forte determinazione e con l’ottimismo nel guardare avanti, ed io penso che quelle situazioni negative in uno sportivo servono anche a fortificarlo a livello caratteriale!” Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport, se si per quali aspetti ed in quali fasi dell’attività sportiva? “Io penso che la figura dello psicologo nello sport abbia una grande importanza, su aspetti non indifferenti come la capacita di avere una forte autostima e di guardare le cose che ci accadono con ottimismo, e durante le fasi negative che uno sportivo di solito attraversa come infortuni oppure periodi dove le motivazioni vengono a mancare!” Quale può essere un tuo messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarsi a questo sport fatto di fatica, impegno, sudore, sofferenze? “Il messaggio per i ragazzi che si vogliono avvicinare a questo sport fatto di fatica, impegno e sacrifici, è che sicuramente la corsa è uno sport che regala emozioni uniche ma allo stesso tempo ci fa avere anche più rispetto per il nostro fisico rispettando buone abitudini alimentari e fa vedere e affrontare la vita con ottimismo e con positività.” Quindi sport quale toccasana per il corpo e per la mente. Quali sono i sogni che hai realizzato e quali quelli da realizzare? “I sogni che ho realizzato nello sport sicuramente sono quelli di avere raggiunto i miei discreti risultati fatti, e i sogni da realizzare come in ogni sportivo sono tanti ma il mio sicuramente è quello di essere sempre integro fisicamente per permettermi di continuare ad affrontare questo sport con il sorriso, e di crearmi un futuro con la mia famiglia!” Dario, allenato ora dal grande mitico Armando Martini, continua a far bene conquistando ad Ancona il Titolo Regionale di Cross Assoluto (km 10), valevole per la Regione Marche, con un ottimo riscontro cronometrico di 30’34”, su percorso campestre molto insidioso e con forte vento, battuto in volata, per soli tre secondi, dal forte atleta keniota KOECH Joash Kipruto. Matteo SIMONE Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR CONTATTI: 380.4337230 - 21163@tiscali.it http://www.mjmeditore.it/autori/matteo-simone http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+simone+matteo.html


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