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6 Regole per investire in modo efficace in Arte Contemporanea

articolo pubblicato da: adrianabaldi | segnala un abuso

6 Regole per investire in modo efficace in Arte Contemporanea

Cosa vuol dire “investire nell’arte contemporanea”?

Investire in opere d’arte contemporanea vuol dire scegliere sapientemente ed acquistare con l’obiettivo di far fruttare il proprio investimento minimizzando gli azzardi. Ci sono diversi modi per iniziare ad investire in opere d’arte contemporanea. Conoscerli, insieme ai benefici e i rischi di questo modo di impiegare il proprio denaro, è un passo responsabile ed indispensabile per trarre il massimo del profitto.

Perché investire in opere d’arte contemporanea?

Per chi inizia ad investire in opere d’arte, l’acquisto dell’arte contemporanea rappresenta il modo più semplice perché queste opere hanno un prezzo notevolmente inferiore rispetto a quelle degli artisti dei periodi antecedenti. Un costo inferiore, tuttavia, non vuol dire che sono a buon prezzo. In dipendenza dalla tipologia dell’investimento, il capitale iniziale necessario potrebbe variare dai 5.000,00€ fino a superare il mezzo milione di euro. Il vantaggio importante per chi investe nelle opere d’arte contemporanea sta nel fatto che gli artisti contemporanei sono artisti viventi che possono garantire l’autenticità delle proprie opere in prima persona evitando così, all’investitore, il complicato e discusso problema dei falsi. Inoltre, a giudicare dalle statistiche relative agli indici di rendimento delle opere d’arte (vedi “Risorse” in fondo all’articolo), l’investimento in opere d’arte contemporanea permette un tasso di guadagno molto più elevato nel lungo termine, soprattutto in Italia erispetto alle opere d’arte di altri periodi storici. Per avere questo risultato è di fondamentale importanza sapersi affidare ai professionisti del settore.

2. Vantaggi per i liberi professionisti e le aziende

Poche aziende, in Italia, sono a conoscenza dei numerosi vantaggi che derivano dalla creazione di una collezione corporate (collezione aziendale). Collezioni d’arte aziendali così come le conosciamo oggi sono un fenomeno nato negli Stati Uniti negli anni’30, promosso dalle prime ricche corporation per via delle consistenti detrazioni fiscali. Anche in Italia i soggetti come banche, assicurazioni, fondi pensionistici, imprese industriali ma anche piccole e medie imprese, così come i liberi professionisti possono trarre dei benefici e aumentare il rendimento del proprio patrimonio grazie all’investimento in beni artistici. Una delle agevolazioni fiscali è che il possesso delle opere d’arte (tutte, non solo quelle contemporanee) non sono soggette a tassazione. Inoltre, una società o un’impresa, ha la possibilità di scalare per intero i costi delle opere acquistate, con un risparmio fiscale del 35% in 5 anni (7% all’anno), purché esse vengano esposte nei locali di rappresentanza, mentre i liberi professionisti possono dedurre l’1% come spese di rappresentanza, esponendo le opere di cui sono proprietari.

3. Vantaggi per i soggetti privati

La legislazione italiana favorisce il collezionista e l’investitore privato: sui guadagni provenienti dalla compravendita di proprie opere d’arte, non è prevista nessuna tassazione e il possesso delle opere non va denunciate nella dichiarazione dei redditi. Questo significa, poter trarre un profitto senza dovere nulla all’erario. Tuttavia, ai fini fiscali, un collezionista rimane considerato “privato”, fino a quando l’attività di compravendita delle opere non assume i connotati dell’imprenditoria organizzata, ovvero non abbia il requisito della “commercialità”.

4. Come iniziare ad investire in opere d’arte contemporanea

La prima regola è educarsi al mercato e capire le principali correnti d’arte contemporanea. Secondo, non tutte le opere d’arte contemporanea sono automaticamente un buon investimento. Perché un’opera d’arte contemporanea possa essere considerata un buon investimento ha bisogno di corrispondere ad alcune caratteristiche difficilmente prevedibili per i non esperti, legate alle dinamiche del mercato delle opere d’arte e la qualità stessa dell’opera. I parametri di valutazioni non si basano solo sulle correnti e/o gli stili artistici (ce ne sono almeno cento solo nell’arte contemporanea ) ma sono anche dipendenti dalla produzione artistica di un determinato artista nell’arco della sua vita. Per un’accurata analisi del ritorno del proprio investimento tramite le diverse formule di investimento in opere d’arte è fondamentale affidarsi ad un professionista esperto.

5. Diversi modi di investire nelle opere d’arte contemporanea

Art Funds: Si chiamano “fondi di investimento in arte”, dall’inglese Art Investments Funds o Art Funds e funzionano come gli altri fondi di investimento: le somme dell’investitore vengono affidate ai gestori (con la consulenza degli Art Advisors) che li impiegano comprando opere d’arte. Le opere d’arte saranno acquistate e rivendute, con l’obiettivo di generare un guadagno. Alcuni Art Funds sono specializzati in una sola corrente artistica, altri sono altamente diversificati. In questo tipo di investimento, i primi rendimenti si vedono in genere tra 5-8 anni, e i guadagni che ne derivano sono soggetti a tassazione. Barriere d’ingresso sono relativamente basse (basta avere un capitale minimo generalmente compreso tra i 150.000,00€ e i 500.000,00€) e le problematiche relative all’assicurazione e alla gestione delle opere sono inesistenti per gli investitori. Diversamente dai collezionisti, chi investe in opere d’arte tramite gli Art Funds non possiede fisicamente l’opera, nel senso che i beni artistici non sono conservati presso la propria abitazione. Prima di impiegare il proprio denaro negli Art Funds, è di fondamentale importanza sapere a quali dei Fondi di Arte e gli Art Advisor ci si rivolge. Opere d’arte come garanzia del prestito per i nuovi acquisti a scopo di investimento: Così come lo è per i beni immobiliari, detenere le quote nell’arte significa avere una garanzia importante per poter chiedere un prestito per ulteriori operazioni di acquisto delle opere artistiche a scopo di investimento. Tuttavia, il rischio è quello di riscontrare degli interessi molto alti sul prestito, per cui è importante pianificare con molta cura l’esito desiderato. Acquistare le opere con offerta irrevocabile (prezzo di riserva) durante le aste: Prezzo di riserva (o Riserva) significa concordare con la casa d’aste un prezzo d’acquisto per un’opera, di solito pari o molto più basso della stima minima. Nel caso in cui l’opera in questione non viene venduta per nessuna delle cifre superiori a quella proposta con il prezzo di riserva, il proponente si aggiudica l’opera e paga la cifra pattuita (oltre ad una commissione alla casa d’aste).

 

6. Acquistare le opere degli artisti giovani e/o dai mercati emergenti

Acquistare le opere degli artisti emergenti è una tattica intelligente per coloro che hanno come obiettivo principale l’investimento a medio termine, ma bisogna assicurarsi che esistano parametri affidabili per valutare il futuro rendimento di questi artisti. Di sicuro, con un budget ristretto e una grande passione per seguire la carriera di artisti emergenti, nonché la volontà di correre qualche rischio senza rinunciare al proprio gusto estetico questa opzione potrebbe essere un buon modo per iniziare ad investire. Oggi esistono artisti contemporanei (basta cercarli su Google) che stanno crescendo in modo esponenziale nel mercato mondiale: Cattelan, Palumbo, Giorgetti ed è su questi che un neo collezionista dovrebbe puntare.

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