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Trading, cosa sta succedendo al dollaro neozelandese?

scritto da: Elleny | segnala un abuso


Negli ultimi giorni, uno degli appuntamenti più attesi nel forex era la mossa della RBNZ, ovvero la banca centrale della Nuova Zelanda. Nessuno si aspettava un ritocco ai tassi di interesse, ma c'era comunque molta curiosità di sapere i commenti dei membri dell'istituto neozelandese alla situazione economica che si sta vivendo nel paese dei Kiwi. Nella sostanza, la mossa fatta dalla RBNZ tradisce una valutazione: è disposta a tollerare un’inflazione più elevata pur di avere una valuta più debole.

Analisi del dollaro neozelandese nel trading

Ma andiamo per ordine. Come era nelle previsioni, alla fine l'istituto centrale neozelandese (Reserve Bank of New Zealand, RBNZ) ha deciso di mantenere invariato il tasso OCR al minimo storico dell’1,75. Era una scelta prevedibile, tenuto conto che lo stesso governatore della RBNZ Graeme Wheeler, disse che la politica monetaria sarebbe rimasta invariata per un ragionevole periodo di tempo. Sia in un verso che nell'altro. Siccome sono frasi di un mesetto fa, non c'era motivio di ritenere un cambio improvviso di programma da parte delle RBNZ. Uno scenario lineare, che avrà aiutato a fare previsioni corrette ai miglior software trading automatico funziona.

La cosa che più sta a cuore all'istituto centrale è allentare la forza del dollaro kiwi, perché solo in questo modo sarà possibile raggiungere una crescita più equilibrata. Anche se tenere un dollaro kiwi debole significa far salire l'inflazione. A tal proposito, va detto che secondo Wheeler l'impennata delle pressioni inflazionistiche è stata temporanea e dovuta all’aumento passeggero dei prezzi delle materie prime.

Ma è giusta o sbagliata questa mossa? Sacrificare l'inflazione per avere un NZD meno forte è giusto? Potrebbe, soprattutto considerando che l’inflazione di fondo è salita a un ritmo più lento rispetto a quella primaria. Tuttavia sembra complicato pensare che il mercato coopererà. Il kiwi, infatti, è stato fra le valute con l’andamento peggiore nel comparto delle divise legate alle materie prime (+1,8% contro l’USD), soprattutto contro il dollaro australiano (+6% contro l’USD). Lo abbiamo potuto vedere sul nostro conto Forex bonus senza deposito. Il cross AUD/NZD ha già ceduto l’1,6% da metà marzo e viaggia verso quota 1,08-1,07, ovvero il supporto chiave.

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