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Poeti di Napoli. I nuovi leggono i classici

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Poeti di Napoli. I nuovi leggono i classici

Martedì 30 maggio, martedì 6 giugno, martedì 13 giugno, ore 17,30

 

 

Tre pomeriggi di letture-concerto a Palazzo Reale, nella sede della Fondazione Premio Napoli, con inizio alle 17,30. Otto poeti campani di trentanni alle prese con otto poeti della tradizione partenopea remota, recente e recentissima. Con glimprovvisi musicali di Tonino Taiuti e di Marco Vidino, due artisti che le tradizioni le bruciano al fuoco della contemporaneità.

 

 

 

Nel coro 

 

Ecco l'antico che torna a muoversi, come è dovere del sedimento, per farsi nube opaca nel limo, ogni volta che il remo scende dalla superficie dell'oggi a muovere il fondo del suo riposo. Se un testo poetico è risultanza di un tale sommovimento, arriva a prendersi il merito di ri-flettere: riflettendo, ancora una volta si piega alla necessità di immaginarsi un passato impossibile da rivivificare tal quale, o da inventare ogni volta da zero nelle forme, insieme canoniche ed inespressive, della figura immota che si fa voce, della postura definitiva che si fa canto, della linea risolta che si fa suono. Così muovendosi, invece, l'antico si sgranchisce le gambe, l'anchilosi dei significati frantuma i becchi ossei e le creste calcificate che lo saldano al tempo passato e alle forme “date” una volta per sempre. L'azione di voce e di suono che rievoca l'antico − l'azione-di-canto − non può dunque che essere de-canta-azione: e ciò che durante tale processo resta sospeso è di gran lunga più importante di quanto alla fine, raggiunto un nuovo stato di riposo, de-posita sul fondo. 

 

La magia della tradizione consiste pertanto nelle forze tensive che accompagnano il farsi e il disfarsi, in forme per definizione in-decise, del discorso che la ri-evoca. Questo spazio transeunte coincide con lo spazio di praticabilità simbolica del tramandato, e la ripresa arriva nei circuiti allusivi della poesia come nella casa avita: il lettore riscrive il già detto, arretra dalle posizioni, oggi non più proponibili e praticabili, della soggettività sensitiva e sentimentale, per assestarsi nella schiera della molteplicità psichica che risulta dalle stratificazioni storiche. Ogni esperienza poetica che ripensa l'antico, e dunque ogni esperienza poetica, non può che consistere, pertanto, nel prendere posto nel coro.

 

 

Le spalle dei classici 

 

La riflessione sul passato è nutriente per il poeta, al quale porta linfa e sangue di immagini e di forme caricate di significati già soltanto perché date e ridate innumerevoli volte, e per questo preziose a chi cerca una lingua ricca di echi anche musicali, che si faccia eccezione all'opacità inerte della comunicazione di servizio. C'è però da stare in guardia, ché la scrittura letteraria di ieri o dell'altro ieri non è mai poetica di per sé, e il prelevarla tal quale si porta appresso la fissità spettrale del reperto, la definitività, magari suggestiva ma non meno opaca, di un cadavere muto. Ridare anima e vita allo spettro è dunque la sfida di chi si cimenta nella ripresa della tradizione. Al lettore, al traduttore e al rifacitore tutto è lecito, basta che ci sappia fare: che sappia leggere cioè l'originale nelle sue sfumature; e che, muovendosi a dovere nella fucina di casa, sia buon fabbro delle incandescenze del linguaggio suo proprio. Questa duplice perizia non basta ancora, tuttavia, a vincere le inerzie di cui si diceva: per la riuscita servono altri due ingredienti, e cioè il coraggio di osare e l'immersione nella contemporaneità. A che vale, infatti, la padronanza dei canoni, se il testo di partenza non viene reinventato, rimodulato e riposizionato sul sentire dell'oggi? Va da sé che i classici vanno letti, chi ci riesce, per quello che sono stati, e dunque con gli occhiali della storia; ma non sono classici se non sfidano i posteri, generazione dopo generazione, a confrontarcisi ogni volta daccapo, magari facendoci a botte, addirittura prendendoli in giro. Loro, i classici, non se la prendono, perché hanno le spalle larghe.

 

 

Le tradizioni sono tutte vere

 

Le tradizioni sono tutte vere, per essersi espanse e retratte nello spazio e nel tempo a forza di ripetizione e di oblio, di slancio e di riposo. Apollo e Dioniso si fronteggiano dalla notte dei tempi, chi è il vincitore? Nel movimento incessante che le anima e le assopisce, le colora e le stinge, ciascuna definisce il profilo dell'altra, che a sua volta disegna. Le tradizioni sono tutte vive perché sono tante e non smettono di fronteggiarsi. Specialmente a Napoli. Dove, non a caso, l'avanguardia è di casa. (Eugenio Lucrezi)

 

                                                                                                                                                                                                                                                        

I poeti che leggono

 

Emanuele Canzaniello è nato a Napoli nel 1984. Ha pubblicato per le edizioni Oèdipus il libro di poesia Per l’odio che vi porto (2017). Dottore di ricerca in letterature comparate, ha pubblicato saggi di teoria e critica letteraria in riviste  e in volume, e la monografia sull’influenza estetica del totalitarismo in Francia e in Italia Crimini della bellezza. Un canone del romanzo fascista (Aracne 2016). È autore di prose critiche su oggetti immaginari apparse su «Le Parole e le Cose» e «Nazione Indiana». Ha tradotto alcuni lavori di Harald Weinrich. 

 

Bernardo De Luca è nato a Napoli nel 1986. Ha pubblicato poesie su riviste e siti letterari. Una sua silloge, Gli oggetti trapassati, è stata vincitrice del Premio Russo-Mazzacurati delle edizioni d'if (VIII edizione, 2013-2014) ed è stata pubblicata all'interno della collana i miosotìs (2014). È dottore di ricerca in Filologia italiana, con una tesi dedicata alla poesia di Franco Fortini. Ha collaborato all'Atlante della letteratura italiana (Einaudi 2012) e pubblicato saggi su autori del secondo novecento e sulla poesia satirica del ventesimo secolo.

 

Carmine De Falco (1980), esperto di comunicazione web, presidente dell'associazione Componibile62 e cofondatore di RACNA Magazine, è redattore della rivista di poesia Levania. Ha pubblicato le raccolte Linkami l’immagine (Fara 2006), Loop Vernissage (in Specchio poetico – Fara 2007), Italian Day (Kolibris 2009), I Resistenti, scritta a quattro mani con Luca Ariano (edizioni d’if 2012), e la raccolta Città bianca ( in Zenit poesia, La vita felice 2015).

 

Paola Di Gennaro è nata a Napoli, dove insegna letteratura inglese. Ha vissuto a Londra, Tokyo e Parigi. Ha pubblicato studi critici di letteratura europea e giapponese, traduzioni e racconti. Del 2010 è la sua raccolta di poesie in lingua inglese Destiny Please, apparsa nel volume Poetry Pieces of Europe e nella rivista berlinese Sand. Nel 2016 è stata impegnata nel Laboratorio di poesia organizzato dalla Fondazione Premio Napoli nel carcere di Secondigliano. È appena uscita la sua raccolta di poesie Ancora storia (Zona contemporanea). 

 

Emmanuel Di Tommaso è nato a Catanzaro nel 1987. Dal 2012 è laureato e lavora nella cooperazione internazionale allo sviluppo. Si è formato nel Laboratorio di Poesia del Comitato di Napoli della Società Dante Alighieri. Autore antologizzato, performer, è membro della redazione della rivista di poesia Levania. Ha pubblicato due libri di poesie: Il luogo dei teschi, La Parola Abitata, 2013, e Sulla soglia boschiva, Oèdipus, 2016. 

 

Angelo Petrella è nato nel 1978 a Napoli, dove vive. Narratore, poeta, traduttore e sceneggiatore, ha studiato presso le università di Roma, Parigi e Siena, conseguendo un dottorato di ricerca in letteratura italiana. Si è occupato dell'opera di Pirandello, della poesia delle neoavanguardie e del postmoderno, pubblicando saggi in riviste e volumi collettivi. Suo il volume “Gruppo 93. L’antologia poetica” (Zona 2010). Come narratore ha pubblicato, tra gli altri, i romanzi “Cane rabbioso” (Meridiano zero 2006), “La città perfetta” (Garzanti 2008) e “Pompei. L’incubo e il risveglio” Rizzoli 2014). Le sue poesie sono accolte in “Vogliamo niente e lo vogliamo adesso!” (Zona 2015). Ha collaborato con giornali e riviste quali Vanity fair, Il Mattino e la Repubblica. Nel giugno 2017 uscirà per Baldini e Castoldi il suo nuovo romanzo, la spy-story internazionale “Operazione Levante”.

 

Anna Ruotolo (1985) vive in provincia di Caserta. Ha pubblicato Secondi luce (LietoColle 2009), Dei settantaquattro modi di chiamarti (Raffaelli 2012) e Telegrammi/Telegramas, poesie bilingue italiano/spagnolo („roundmidnight edizioni, 2016). È presente in antologie, tra cui La generazione entrante. Poeti nati negli Anni Ottanta (Ladolfi 2011). Suoi testi sono apparsi in “Poesia”, “Capoverso”, “Poeti e Poesia”, “Italian Poetry Review”, “Gradiva”, “La Clessidra”, “UT”. È tradotta in spagnolo e rumeno. Collabora con le riviste “Poesia” e “Atelier” e con blog letterari. 

 

Giulia Scuro è nata a Caserta nel 1984. Ha pubblicato poesie in opere collettive e la sua prima raccolta, Sedute in piedi, finalista per la poesia inedita al Premio Pagliarani nel 2016, è stata recentemente pubblicata da Oèdipus nella collana Intrecci. Dottoressa di ricerca in Filologia Moderna, i suoi studi riguardano la letteratura francese dell'Ottocento e la storia della psichiatria. 

 


I musici che suonano 

 

Tonino Taiuti è nato e vive a Napoli. Interprete di teatro, di cinema e cabaret, incarna da decenni un'attorialità radicata nella nobile tradizione della sua città e insieme partecipe delle vive sollecitazioni dell'oggi. Scultore del sabato e pittore della domenica, amico dei poeti, ama andare per mercati e cucinare. Ama anche suonare insieme ad altri una musica del tutto libera, vicina alla tradizione di tutte le avanguardie. 

 

Marco Vidino, napoletano, è compositore di musiche per il teatro e per il cinema, arrangiatore, studioso di acustica, appassionato di musica concreta. Polistrumentista, è variamente impegnato come turnista nel mondo dello spettacolo e si sperimenta come libero musicista suonando con artisti e performer davanguardia italiani e stranieri.

 

 

 

PROGRAMMA: 

 

Martedì 30 maggio: 

Giulia Scura legge Vittoria Colonna (1492-1547)

Emmanuel Di Tommaso legge Giovan Battista Marino (1569-1625)

Emanuele Canzaniello legge Giacomo Lubrano (1619-1693) 

Carmine De Falco legge Francesco Cangiullo (1884-1977)

 

Martedì 6 giugno:

Anna Ruotolo legge Torquato Tasso (1544-1595)

Bernardo De Luco legge Giulio Cesare Cortese (1570-1640)

Angelo Petrella legge Raffaele Viviani (1888-1950)

Paola Di Gennaro legge Stelio Maria Martini (1934-2016)

 

Martedì 13 giugno:

 

reading di Emanuele Canzaniello, Davide De Falco, Bernardo De Luca, Paola Di Gennaro, Emmanuel Di Tommaso, Angelo Petrella, Anna Ruotolo, Giulia Scuro


Improvvisazioni musicali di Tonino Taiuti e Marco Vidino.

 


Fondazione Premio Napoli | poesia |



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