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Gisella, trail running: Il TOR non lo puoi raccontare...lo devi vivere di persona

scritto da: Matteo Simone | segnala un abuso

Gisella, trail running: Il TOR non lo puoi raccontare...lo devi vivere di persona


Matteo SIMONE http://www.psicologiadellosport.net Sto scrivendo quest’articolo mentre Gisella sta correndo il tor des Geants 2017 una gara di 330km con migliaia di km di dislivello con un tempo massimo di 150 ore, lei che lo ha già portato a termine e che ha raccontato la sua esperienza di atleta rispondendo a un io questionario, le cui risposte riporto di seguito. Ti sei sentita campione nello sport almeno un giorno della tua vita? “Si a mio modo dopo il mio primo lungo a nuoto in acque libere con l’edizione 2015 del giro di Monte Isola a nuoto km8.8 e ovviamente dopo l’arrivo a Courmayeur con l’edizione di quest’anno della più bella avventura che possa aver vissuto il TOR!” Gisella sembra essere una donna di sport di endurance, so che significa fare a nuoto km8.8 avendo fatto io stesso la frazione dell’Ironman di 3.8km e impiegandoci 1h32’, quindi posso capire che più del doppio comporta il nuotare per diverse ore a mare, così come posso capire che significa correre e concludere il Tor des Geants, qundi direi che Gisella è un’atleta resistente e resiliente. In che modo lo sport ha contribuito al tuo benessere? “Lo sport vissuto come lo vivo io mi aiuta a forgiare il mio carattere la mia personalità.” Come hai scelto il tuo sport? “Istinto...casualità...attrazione...è come innamorarsi.” Quali sono le condizioni fisiche o ambientali che più spesso ti hanno indotto a fare una prestazione non ottimale? “Cerco di adattarmi a tutto...legge di Darwin in atto! Come mi disse una persona che sportivamente stimo molto: il mal tempo fa la giusta selezione.” In effetti nello sport di endurance bisogna sapersi adattare, organizzarsi, pianificare bene abbigliamento e alimentazione, energie, bisogna essere resilienti, si attraversano momenti difficili, temperature diverse, si corre di nottte e di giorno, all’alba e al tramonto. O ci nasci o devi avere un addestramento particolare. Cosa e quali persone hanno contribuito al tuo benessere nello sport o alla tua performance? “Senza ombra di dubbio il primo in assoluto è colui che ha saputo motivarmi sempre: il mio amico (detto il Mister) Adam e non da meno lui: Andrea Gornati il coach più professionalmente umano che esista.” C’è sempre qualcuno a cui bisogna ringraziare, a cui bisogna affidarsi e di cui bisogna fidarsi, ascoltarlo, qualcuno che ti sostiene, ti supporta, ti prepara. Qual è stata la gara della tua vita, dove hai sperimentato le emozioni più belle? “Senza nessuna esitazione dico: TOR il viaggio è dentro te stesso...il TOR non lo puoi raccontare...lo devi vivere di persona.” Per ora ci accontentiamo di nozioni, impressioni, sensazioni ed emozioni di altri che lo hanno vissuto, anche perché non è da tutti partecipare e concludere il Tor des Geant, ci vuole coraggio e preparazione adeguato e a volte nemmeno questo basta, diventa qualcosa ritenuto impossibile per alcuni. Quali i meccanismi psicologici ritieni ti abbiano aiutano nello sport? “Quello che può fare una persona...lo possono fare tutti.” Ti va di descrivere un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? “Ma ironicamente posso dire che: a beh le parolacce mentali (e non solo ) che dico tutte le volte che mi sfido nel portare a termine le mie "passeggiate" ...mi trasformo in modalità camionista.” Quando sei messo a dura prova ti trasformi, tocca tirare fuori una seconda polarità che ognuno di noi possiede per affrontare al meglio situazioni e momenti. Cosa hai scoperto di te stesso nel praticare attività fisica? “Che l’uomo più forte è quello che sa stare da solo.” A volte si attraversano ore e ore di sport in solitudine, sentendosi spaesati e a volte persi conil dubbio di aver perso la strada, di fare incontri strani, ma tutto ciò ti fortifica, ne esci sempre arricchito con qualcosa in più di conosciuto di te stesso e del mondo che ti circonda e la prossima volta ti senti sempre più sicuro. Quali sensazioni hai sperimentato nello sport: allenamento, pregara, gara, post gara? “L’allenamento, la preparazione per una competizione è il periodo più magico per me.” Bello qualcuno che parla di magia nello sport, qualcuno dovrebbe leggere questa intervista e invitare Gisella nelle scuole per parlare di sport e magia ai ragazzi, per illustrare cosa significa fare sport in montagna gestendo fame, sete e sonno. Divertendosi con la fatica e condividendo con altri, amici e avversari, momenti e periodi di sport, partenze e arrivi. Quale è stata la tua gara più difficile? “Ma indubbiamente il TOR è stato il più impegnativo ma non lo definisco difficile, paradossalmente trovo più difficili le gare corte e più veloci.” A volte gli atleti di sport di endurance, in particolare gli ultrarunner sperimentano benessere in situazioni di non confort zone, sembrano stare a loro agio nelle difficoltà, sulle salite, nelle tempeste, con deprivazione di sonno, con lo sperimentare allucinazioni uditive e visive. Hai dovuto scegliere di prendere o lasciare uno sport a causa di un percorso di studi o carriera lavorativa? “Ahimè i miei genitori anti sport da adolescente mi hanno parecchio frenato, impedendo di frequentare squadre o simili, ecco anche l’approccio con lo sport da singolo.” A volte la cultura ti impone di memorizzare nozioni e teorie a discapito dell’esperienza pratica di strada e di sport a contato con gli altri. Hai rischiato di incorrere nel doping nella tua carriera sportiva? C'è un messaggio che vorresti dare per sconsigliare il doping? “Mai - non bevo, non fumo e bandirei tutti i drogati (li trovo come un insulto alla vita).” A volte si perde la retta via a causa di pressioni e stress, a volte non si ha una vera passione, uuna vera motivazione estrinseca e se noi ti senti più performante rischi di imbatterti nella depressione che ti indebolisce come persona, non ti fa rendere conto del senso della vita, ti fa perdere giudizio ed allora c’è il rischio che lo sport diventi una droga, così come il doping diventa il cancro dello sport. Come hai gestito eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Riprovandoci più determinata e preparata.” Pensi che potrebbe essere utile lo psicologo dello sport? In che modo e in quali fasi? “Istintivamente rispondo con un no ma, non avendo mai provato per valutare dico...provare per credere.” Quale messaggio vuoi rivolgere ai ragazzi per farli avvicinare allo sport? “Lo sport deve essere il proprio stile di vita ...non un hobby o una moda.” Per approfondimenti sul mondo degli ultrarunner è possibile consultare il libro Ultramaratoneti e gare estreme, inoltre è in uscita il libro Maratoneti e ultrarunner. Aspetti psicologici di una sfida. Matteo SIMONE www.psicologiadellosport.net/eventi.htm http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html https://www.ibs.it/ultramaratoneti-gare-estreme-libro-matteo-simone/e/9788874189441

Fonte notizia: http://www.psicologiadellosport.net




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