Home > Internet > L’IT non è sicurezza IT

L’IT non è sicurezza IT

scritto da: SABMCS | segnala un abuso

L’IT non è sicurezza IT


Bochum- Molte piccole e medie imprese stanno perdendo il treno in termini di sicurezza IT. In un settore che esige una conoscenza tecnica specifica sono impiegati molti generalisti dell’IT, un approccio tutto da rivedere. Sebbene si registri un iniziale cambiamento, sono molti i reparti IT che si trovano di fronte ad una dura battaglia. 

Cercasi prodigio dell’IT

Osservando la composizione generale dello staff, in effetti tutti fanno un buon lavoro.  A fronte di un organico e di un budget notoriamente ridotti, il reparto IT cerca di svolgere le operazioni quotidiane e contemporaneamente di porre rimedio ad occasionali disservizi dei sistemi. Qual è l’ambito specifico in cui ci si aspettano performance ottimali? In pratica tutti! Dalla creazione di un account utente, alla gestione, installazione e manutenzione del software, dalla pianificazione di reti e sottoreti, alla configurazione dei router e alla manutenzione dell’hardware. Chi lavora nel reparto IT di un’azienda sa che è spesso necessario fare acrobazie per tenere in piedi il business.

IT = sicurezza?

Guardando alla sicurezza IT in modo specifico il quadro si fa più confuso. Chi lavora nell’IT sa che sarebbe necessario cifrare le comunicazioni ove possibile, sa dell’importanza di predisporre diversi diritti di accesso per gli utenti e sa che la sicurezza implica ben più che proteggere dati e risorse con una password. Tuttavia spesso la conoscenza non si spinge al di là di quanto appreso nel corso di laurea.

Il problema è proprio questo: un grande numero di addetti all’IT non sono esperti di sicurezza. Questo non per colpa loro in realtà: nei primi giorni della digitalizzazione dell’ambiente lavorativo, la sicurezza non era una preoccupazione. Ciò che si richiedeva e si richiede ancora sono persone in grado di realizzare e implementare progetti sostenibili e di provvedere alla loro manutenzione. Hanno fatto un ottimo lavoro e lo fanno ancora, tuttavia tutelare una rete in modo efficace richiede maggior impegno. Qualsiasi piano dovrebbe essere concepito in previsione del manifestarsi di un’emergenza. In un mondo ideale, ogni rete è ideata tenendo ben presente la sicurezza. Sfortunatamente la realtà consta prevalentemente di reti cresciute nel tempo che ora vanno protette. Pianificare una rete ex-novo è l’eccezione piuttosto che la regola.

Responsabilità

Se si chiede ad un manager di cos’è responsabile il reparto IT, la risposta più usuale è che il reparto è ovviamente responsabile dei sistemi informatici. Ma che cosa significa esattamente? Di che cosa si ritengono responsabili i tecnici nel reparto IT? Un’altra risposta più esaustiva ma sulla falsa riga della precedente è che il reparto IT si assicura che tutti i PC e i server così come i processi aziendali che ne richiedono l’utilizzo funzionino correttamente. Così l’incarico primario dei tecnici IT risulta essere evidentemente quello di garantire la continuità operativa e di aggiungere e/o sostituire i componenti di quando in quando. Prima che si verificassero problemi di sicurezza a cadenza settimanale, questo era perfettamente appropriato. Ma quando i problemi di sicurezza hanno iniziato ad essere al centro dell’attenzione, è stato chiaro che tali problemi riguardavano componenti IT, di competenza del reparto IT.

La sicurezza IT quale dominio regolato da proprie leggi ha spesso condotto una vita nell’ombra. Nel migliore dei casi tale pratica si traduce in un alto livello di stress per i reparti IT. Nel peggiore dei casi ciò può rappresentare l’origine di incidenti di sicurezza di ingenti dimensioni. In ogni caso, non è più appropriato pensare che il reparto IT debba essere responsabile anche della sicurezza IT.  Gradualmente si sta affermando la consapevolezza del ruolo sempre più importante della sicurezza nel campo del business moderno e connesso. Tutti sanno che un blackout nell’IT causato da un malfunzionamento dell’hardware o un’infezione da malware è un problema- quando non si genera fatturato o non è possibile assemblare i beni richiesti, la società perde denaro. Lo stesso dicasi quando informazioni confidenziali o segreti industriali vengono sottratti o resi di pubblico dominio. Ma le vecchie abitudini sono dure a morire.

Lavoro di squadra

Ecco il nocciolo del problema. La sicurezza necessita di collaborazione e soprattutto di tempo. Nelle organizzazioni tuttavia, in cui il reparto IT è prossimo al punto di rottura a causa delle mansioni accettate, non sorprende che i primi provvedimenti attuati siano quelli dediti a ridurre le attività che necessitano di più tempo e che meno influenzano la manutenzione delle operazioni quotidiane. In tale ambiente, misure di sicurezza approfondite e efficaci non hanno possibilità di ottenere la dovuta attenzione, in particolar modo se gli impiegati o gli alti dirigenti le percepiscono come un intralcio al loro lavoro.

È un dato di fatto che le responsabilità del reparto IT atte al mantenimento delle attività aziendali quotidiane rimarranno le stesse, mentre la richiesta di sicurezza è in costante aumento. La sicurezza IT è diventata molto più di un semplice aspetto secondario dell’IT, perciò non può più essere trattata come tale.  Questo settore richiede una profonda conoscenza e competenza, la sfida per la corretta gestione è rappresentata dal fatto che il management deve saper rendere disponibili tali conoscenze alla propria azienda. Ciò può avvenire attraverso nuove assunzioni, formando lo staff IT esistente o facendo affidamento su fornitori di servizi esterni. Quest’ultimo aspetto può rivelarsi molto sensato per le società che non hanno la capacità di creare una posizione dedicata per un esperto di sicurezza.

Quando tutto ciò che riguarda la sicurezza viene promosso e sostenuto dal management, ottiene una valenza superiore rispetto a quella che avrebbe se un amministratore IT tentasse di proporre o promuovere lo stesso progetto.

La sicurezza IT non è fine a se stessa

Da un lato, si tratta di un argomento che non si dovrebbe sottovalutare in nessuna circostanza. Dall’altra parte, dobbiamo ammettere che il focus della maggior parte delle aziende non è la sicurezza IT, ed è proprio per queste organizzazioni che vale la pena riflettere sulla possibilità di esternalizzare l’aspetto sicurezza dell’IT ad un fornitore dedicato. A lungo termine, non esiste altra soluzione se non questa: le aziende e i fornitori di servizi IT dovranno considerare l’assunzione di specialisti di sicurezza IT oltre ai loro dipendenti IT generalisti. Questo sarà l’unico modo di ottenere un progetto di sicurezza economicamente sostenibile e conveniente.

G DATA

La sicurezza IT è nata in Germania: G DATA Software AG viene considerata a pieno titolo l'inventore dei software antivirus. L'azienda, fondata nel 1985 a Bochum, più di 28 anni fa sviluppò il primo programma contro la diffusione dei virus informatici. Oggi, G DATA è uno dei principali fornitori al mondo di soluzioni per la sicurezza IT.

Numerosi test mirati condotti sia in Germania sia da organizzazioni rinomate a livello internazionale oltre che test comparativi condotti da riviste specialistiche indipendenti hanno dimostrato che la IT security "Made in Germany" offre agli utenti di Internet la miglior protezione possibile.

In Italia la soluzione G DATA Internet Security è stata insignita nel 2016 per il quarto anno consecutivo del bollino “Miglior Acquisto” di Altroconsumo. Inoltre, per il secondo anno consecutivo, G DATA è partner tecnico di Ducati Corse per la MotoGP ed ha il compito di proteggere i sistemi IT di pista del team Ducati

Il portafoglio prodotti G DATA comprende soluzioni di sicurezza sia per privati, sia per le aziende, dalle PMI alle grandi imprese. Le soluzioni di sicurezza di G DATA sono disponibili in oltre 90 Paesi di tutto il mondo.

Ulteriori informazioni su G DATA e sulle soluzioni di sicurezza sono consultabili sul sito www.gdata.it


Fonte notizia: https://sabmcs.wordpress.com/2017/11/22/lit-non-e-sicurezza-it/


G DATA | sicurezza IT | rete aziendale |



Commenta l'articolo

 

Potrebbe anche interessarti

Ing. Antonio Valente – Vice Direttore Direzione Centrale Progettazione - ANAS


Inferriate di sicurezza: solidità e bellezza di grate per porte e finestre per sentirsi più sicuri.


Come migliorare la tutela della salute e sicurezza sul lavoro


Difficoltà con il plugin Foscam? IE Tab è la soluzione


Etichette di Sicurezza


 

Se ritieni meritevole il nostro lavoro fai una donazione


Recenti

Stesso autore

Cybersecurity: ospedali più che mai in prima linea

Cybersecurity: ospedali più che mai in prima linea
Dall'inizio della crisi COVID-19 gli ospedali sono stati particolarmente esposti alle minacce informatiche (phishing, attacchi DDoS, trojans e ransomware). Secondo recenti studi, gli attacchi informatici contro gli ospedali sono aumentati del 475%, quintuplicandosi rispetto alla media. L'Interpol, ex capi di Stato e dirigenti aziendali hanno reagito sostenendo una forte azione governativa per comb (continua)

VoIP: In Europa un utente su due vincola la sicurezza dei telefoni IP alla notorietà del marchio

VoIP: In Europa un utente su due vincola la sicurezza dei telefoni IP alla notorietà del marchio
Mentre per metà degli utenti VoIP europei il brand è determinante ai fini della sicurezza e dell’interoperabilità dei terminali con le più moderne soluzioni VoIP, l’altra metà è convinta che qualsiasi terminale IP sia sicuro e si interessa poco delle funzionalità avanzate, «basta poter telefonare». Due atteggiamenti del tutto dicotomici, oltre che errati, emersi dal recente studio di Snom Technology. Dei 3156 utenti aziendali intervistati in occasione del sondaggio condotto da Snom Technology con l’ausilio dell’istituto di ricerche di mercato indipendente Norstat in Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia e Spagna tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo 2020, solo il 14% non dispone di un telefono da scrivania. Una media che in Italia è ancora inferiore: ben il 94% degli utenti continua a (continua)

Platino e oro per i distributori Snom

Platino e oro per i distributori Snom
Snom, noto produttore di telefoni IP premium per aziende, professionisti e per ambienti industriali, ha annunciato i distributori premiati per gli eccellenti risultati conseguiti nel corso dell’anno fiscale 19/20, conclusosi a fine marzo. Determinante ai fini dell’assegnazione degli ambiti riconoscimenti non solo il quantitativo di terminali venduti ma anche l’assistenza qualificata erogata ai rivenditori. Tra i premiati figurano due distributori italiani.Per la prima volta dopo sette anni Snom Technology GmbH torna a premiare i partner commerciali più meritevoli su scala globale. Si tratta di aziende annoverate a buon ragione tra (continua)

Intervento contro la solitudine: 100 nuovi telefoni IP Snom presso Silbernetz e. V.

Intervento contro la solitudine: 100 nuovi telefoni IP Snom presso Silbernetz e. V.
Anche senza il coronavirus, la solitudine e il silenzio caratterizzano la quotidianità di milioni di anziani. Cento nuovi telefoni Snom per i volontari e i collaboratori della „rete d’argento“ Silbernetz e.V. contribuiscono a cambiare le cose. Quando i figli hanno lasciato il nido da tempo, il coniuge è deceduto e la TV o la radio sono l’unico collegamento co (continua)

Una conversazione é più efficiente dell’e-mail: Snom offre la migliore qualità audio per le Huddle Rooms

Una conversazione é più efficiente dell’e-mail: Snom offre la migliore qualità audio per le Huddle Rooms
Mai prima d’ora abbiamo comunicato così tanto e spesso. Per il solo 2019 gli esperti hanno previsto un volume di circa 293,6 miliardi di e-mail scambiate in tutto il mondo – ogni giorno! Entro il 2023 questa cifra dovrebbe salire a 347,3 miliardi ogni 24 ore*. Nel contempo i dipendenti sono sempre più mobili e svolgono il proprio lavoro ovunque sia possibile: in uffi (continua)