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Vita acida: "Non ci sono computer e cellulari, ma libri, fumo, acidi e anfetamine"

articolo pubblicato da: Emanueladei | segnala un abuso

Vita acida:

Le pagine di questo libro sono impregnate di un inchiostro nero, denso, pesante che straborda e trasporta rivoli di parole, che gridano alla vita il loro divenire, saturando i graffi che proprio la vita fa dentro e fuori all’uomo che si racconta in un viaggio di ventisette anni, intrapreso più per necessità che per il gusto di viaggiare.

È un viaggio percorso su dei binari: da una parte c’è l’istinto, dall’altra parte la razionalità. Queste due percezioni sono una di fronte all’altra, si confrontano e, come in un gioco di specchi, riflettono la loro diversità fino a diventare un’unica cosa, perdendosi nei contorni sfumati dalla realtà, che gioca senza dichiarare prima di iniziare le regole stesse del gioco.

Questa vicenda è raccontata in un divenire introspettivo, in una metamorfosi temporale del protagonista,arricchita da riflessioni personali di Alessandro Di Cavio.
 
La storia si sviluppa in tre periodi di vita diversi tra loro, ma correlati. Inizia in una periferia di Roma nella metà degli anni ‘60 e continua girovagando tra i quartieri bene della città e il litorale romano fino ai primi anni ‘80, passando dall’adolescenza turbolenta in una periferia difficile, per arrivare all’intervallo della vita militare.
 
La seconda stagione ha inizio con il primo viaggio vero fuori dall’Italia accompagnato dalla sua Guzzi tra Francia, Spagna, Portogallo e Marocco: profondamente cambiato dal viaggio, il protagonista decide di trasferire la sua vita in una città cosmopolita degli anni ‘80 come Londra. La terza ed ultima stagione, dal 1984 al 1987, inizia con il
suo incontro con Tiberio, una persona che lo cambierà radicalmente, e si concluderà con la partenza per l’India: spinto da una ritrovata fiducia nella vita, alla ricerca di una serenità spirituale che lo renda consapevole e complice del suo vivere.
 
Alessandro Di Cavio, nato a Roma nel 1962, vive attualmente in un piccolo paese che si affaccia sul lago di Bracciano. Artigiano, svolge la sua professione da oltre trent’anni con forte impegno ed esigente passione. Il grande amore per la lettura, senza preclusione di genere, costituisce per lui una guida per meglio comprendere la voce della vita, che sussurra ed altre volte grida, rivelando sentieri da percorrere con la mente dentro lo spaziotemporale della conoscenza. "Vita acida" è edito da Il Seme Bianco.

cultura | libri | editoria | autori | scrittura | anfetamine | droga | viaggio | Roma |



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