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Il rapporto tra il turismo e il lago di Garda

scritto da: Egolem | segnala un abuso


 Il lago di Garda, detto anche Benaco, era già considerato una località idonea alla villeggiatura nel XVI secolo, tanto che i Gonzaga decisero di costruire una propria residenza estiva a Maderno, anche se il luogo risultava esterno ai propri territori, quindi in terra straniera.

E’ però dal XIX secolo che la riviera del Garda diviene una delle mete preferite dei turisti tedeschi e austriaci, che arrivarono in grande quantità soprattutto a Gardone Riviera. La bellezza del paesaggio e la salubrità del clima richiamano infatti numerosi visitatori d’oltralpe, che vengono ben accolti in moderne ed eleganti strutture ricettive.

Oltre ad alberghi e hotel, lo sviluppo del turismo e della villeggiatura porterà anche al diffondersi di ville e giardini. Legati allo sviluppo della villeggiatura si riscontrano anche gli arredi vegetali connessi ai passaggi pubblici: dai lungolago (di particolare importanza quelli di Salò e Maderno), alla passeggiata pedonale sopraelevata rispetto alla Gardesana che collegava Barbarano con Fasano e il collegamento tra Gardone Sotto e Gardone Sopra, un opera stradale di particolare importanza e bellezza, scavata nel pendio e costruita sulla base di un preciso progetto paesaggistico e arricchita di alberi e arredi.

A Gardone, a partire dalla seconda metà del XIX secolo, si sviluppò enormemente il turismo, fino a d allora poco diffuso. Questo comportò notevoli trasformazioni territoriali, con la modifica della morfologia urbana e paesaggistica e con rinnovamenti architettonici che si resero necessari per rispondere alle nuove esigenze, come alberghi, pensioni, ville, parchi, giardini, strutture di ricezione, ecc.

Non solo alberghi vennero costruiti, ma anche vere e proprie cliniche ecase di cura basate su metodi terapeutici della medicina naturalistica tedesca, quali bagni di sole, fanghi, bagni minerali e di vapore, ecc.

Tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX ssecolo, su tutta la riviera gardesana, vennero quindi costruiti grandi alberghi, visitati da molti ospiti illustri come re Giorgio di Sassonia, Winston Churchill, Thomas Mann, Kafka, Max Openheimer, Friedrich Nietzsche e Sigmund Freus, solo pe rricordarne alcuni tra i più famosi. Intorno agli alberghi sono nati caffè, negozi, luoghi di svago e divertimento (come il Golf Bogliaco, terzo campo da golf realizzato in Italia), oltre alle passeggiate pubbliche.

I progettisti erano tendenzialmente tedeschi e l’area oggetto di edificazione fu soprattutto la fascia del lago, fino a quel tempo poco utilizzata dalla popolazione locale.

Queste trasformazioni portarono alla nascita di un nuovo paesaggio: vasti ed eleganti giardini sostituirono le colture agricole locali, introducendo specie esotiche. La flora autoctona fu integrata con piante importate, provenienti da luoghi lontani, come la moda dell’epoca prescriveva. Il giardino richiedeva infatti l’impiego di numerose e diversificate specie, caratterizzate da particolari forme e cromatismi.

L’inizio della prima guerra mondiale interruppe bruscamente lo sviluppo turistico e le conseguenti trasformazioni urbanistiche e architettoniche. In seguito alla guerra lo Stato italiano confiscò i beni appartenuti ai cittadini di paes belligeranti con l’Italia e mise quindi sul mercato tutte le ville costruite sulla riviera gardesana da tedeschi e austriaci. Alcune furono trasformate in alberghi e pensioni, altre acquistate da privati.

Durante la seconda guerra mondiale, negli anni della Repubblica di Salò, le stesse vilel e gli eleganti alberghi divennero sedi di ministeri e uffici o residenze di ufficiali e gerarschi fascisti e solo alla fine della guerra furono restituiti ai proprietari.

Dal dopoguerra lo sviluppo turistico, italiano e straniero, diviene sempre più intenso, ma prevalentemente estivo, di massa, di passaggio o solo di pochi giorni, piuttosto che stanziale e per lunghi periodi. Da allora il numero di alberghi, centri benessere e ristornati è addirittura aumentato.

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