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intervista con Gianfranco Iovino per il suo nuovo romanzo "Oltre il confine"

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intervista con Gianfranco Iovino per il suo nuovo romanzo

 

D – di cosa parla “oltre il confine”?
R – racconta di Paola, una donna segnata profondamente dalla violenza subita sul proprio corpo in maniera dolorosissima e profonda, fin dall’età adolescente, al punto di non saperla più dimenticare e ritrovarsi a 52 anni ad un passo dalla voglia di ammazzarsi e smettere, per sempre, di soffrire di umore malato di depressione.
 
D – è un tema forte, quanto delicato e rischioso, non credi?
R – non è un tema o un argomento superficiale, ma una bruttissima realtà, spietata, che troppo spesso si nasconde dietro l’omertà, la paura, il disagio e la vergogna di denunciare e raccontare di quanto sia profondo il taglio che ha prodotto nel cuore l’artiglio malato di un orco pedofilo.
 
D – Parli di pedofilia. la tua protagonista come l'ha subita?
R – come accade a tante bambine, indifese e all’oscuro di quanto sia oltraggioso ed irrimediabile quell’abuso. Paola è la storia cruda di una bambina che a 7 anni è stata oggetto di violenza sessuale, a 13 di quella carnale da parte del padre, e a 18 di un inganno da parte di due suoi coetanei, che l’hanno umiliata senza ritegno. E’ la storia di una donna che a 52, ed una storia di vita da ricordare come una collezione inimmaginabile di delusioni e dolori, non riesce a fare a meno di rivivere quotidianamente quegli orrori subiti, senza ogni volta rabbrividire per quanta cattiveria selvaggia e animalesca le sia stata perpetrata contro.
 
D – perché proprio questa trama?
R – perché sono stanco di continuare a sentire notizie di pedofili disseminati ovunque, che si evita di mostrare o di indicare con precisione solo per preservare la loro incolumità. Ma di cosa dovrebbe non vergognarsi un uomo se arriva a desiderare il corpicino di una bambina? Io sono stanco ed umiliato di subire notizie agghiaccianti dai telegiornali ed esser costretto a rimanere in silenzio davanti allo scempio quotidiano di stupri, violenze di gruppo e pedo-pornografia ricercata nei siti internet e nei luoghi più vicini a noi, ma maledettamente nascosti e protetti dal silenzio complice. La pedofilia, come la pornografia minorile, è una piaga che interessa tutti quanti noi e si sviluppa nella casa accanto, nei posti di aggregazione di massa e le strutture ricreative con una sorprendente voracità. E’ un’erba cattiva, che quanto più la manteniamo nascosta ed incolta, tanto più cresce e si ramifica intorno a noi.
 
D – la storia di Paola è inventata o realmente appartenuta ad una donna?
R – l’odissea di Paola è inventata, ma prende spunto da storie reali, stralci di racconti letti, ascoltati e confessioni rivelate a testa bassa per il disagio di dover parlare di qualcosa di orribile che appartiene proprio a loro: a quelle donne che trovano il coraggio di parlarne, ribellarsi e denunciare.
 
D – c’è grande attesa intorno a questo tuo nuovo romanzo. Sono stati tanti gli editori che si sono proposti per pubblicarti trovando la storia credibile, interessante e lo stile letterario molto efficace e coinvolgente.
R – è vero. Sono stati davvero molti gli attestati di stima ricevuti e di questo ne sono felice ed orgoglioso. Ma da tutti ho ricevuto lo stesso identico commento finale: “è una storia inventata, ma reale e tremenda, che fa riflettere”, e tanto basta perché possa essere letta, assorbita e utilizzata a spronare chi ha subito, ancora è carnefice di orchi cattivi, o sta per finire nella tana di un perverso, a denunciare, parlarne e salvarsi da un inevitabile destino inglorioso e un passato indimenticabile, che lascia dietro sé strascichi tremendi e incurabili.
 
D – in breve la sinossi del romanzo?
R – Paola, donna bellissima e dagli occhi verdi luminosissimi, sarà aiutata dallo psicanalista Riccardo, suo amico d’infanzia ai tempi della giovinezza ad Offida, a riemergere dalle ceneri che si è volutamente cosparsa addosso e nel cuore, per quanto di vile le è stato obbligato di subire, senza nessuna possibilità di reazione o protezione. Seguirà un ciclo di terapie brevi di psicoanalisi per provare a ricordare e rivivere i momenti desolanti del suo passato, così da riuscire a domare il rifiuto a disseppellire il dolore e combatterlo, cercando una guarigione che deve partire necessariamente da lei. Sedute crudeli, al limite dello sconforto, mentre riesuma il peggio della sua età migliore, raccontando di amori sbagliati, degli anni scapestrati a Roma, della convivenza con l’alcolismo, la droga e gli aborti clandestini, fino ad arrivare ad un finale che la porterà davanti al proprio passato: un portone chiuso, oltre il quale verrà superato il limite assoluto di ogni suo più intimo confine.
 
D – sei noto per le tue finalità benefiche a cui leghi i romanzi. Sarà così anche per questa nuova avventura letteraria?
R – certo. Mi sono legato alla Fondazione Onlus Luca Barbareschi di Roma, perché ho apprezzato tantissimo il gesto di Luca ad essere, forse uno dei primi coraggiosi, a denunciare senza vergogna gli abusi da lui stesso subiti in età fanciulla, al punto da volerne fare una campagna a difesa di chi può ancora salvarsi. Ha istituito la Giornata Nazionale Contro la Pedofilia e la Pedopornografia e spero che con il mio minimo contributo riesca a dare ancora più impeto ed efficacia ai suoi progetti di sensibilizzazione, conoscenza e informazione.
 
D – altre “chicche” che riguardano il nuovo romanzo?
R – impreziosiscono il romanzo la prefazione regalata da un artista dal cuore grande, Gigi D’Alessio, mentre la Post-Fazione è di Luca Barbareschi. Inoltre, alcuni amici mi hanno regalato dei “consigli alla lettura”, quali Francesca de Sanctis e Francesca Senette, solo per citarne qualcuno e per i temi trattati e la finalità a cui ho legato il romanzo ho ricevuto i Patrocini della Provincia di Verona e dei Comuni di Roma, Firenze ed Offida, che oltre ad inorgoglirmi, per la rarità di cui può disporre in bella mostra il mio libro, mi permetteranno di dare ulteriore spinta e sostegno a questo mio desiderio di aiutare a ribellarsi e dire NO a chi abusa di un corpo, disseminando nel cuore la morte dell’umore.
 
D – chi lo pubblica e quando sarà in libreria
R – la pubblicazione è a cura della Sassoscritto editore di Firenze, che ho scelto per la grande carica emotiva trasmessami, l’entusiasmo contagioso dimostrato e il desiderio di sposare completamente il mio sogno, condividendone il progetto in ogni sua sfaccettatura. Da novembre 2011 sarà in vendita nelle migliori librerie d’Italia.
 
D – una frase con la quale chiudere questa intervista di presentazione al romanzo?
R - più che una frase, una mia convinzione: il rispetto è un diritto inalienabile e nessuno può permettersi di violarlo, soprattutto quando si ha l’arroganza di riuscirci con la violenza, disseminando odio nel cuore di una donna, vittima di una perversione malata che non ha bisogno di un corpo per sfogare, ma un medico per guarire e smettere di uccidere coscienze.
 
 
Oltre il confine - il nuovo entusiasmante appuntamento letterario con Gianfranco Iovino, un autore dall’incredibile sensibilità e una dote indiscussa di saper immergere il lettore nel centro esatto della storia.
 
 
OLTRE IL CONFINE di Gianfranco Iovino 
Sassoscritto Editore - p. 256 - €. 14,00
per info: redazione@sassoscrittoeditore.it - www.gianfrancoiovino.it


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