Home > Libri > "DA GIANNA A BOCCA DI ROSA" IL NUOVO LIBRO DI GIANLUIGI CARON: UN CARNET DI EMOZIONI, UN ALBUM DI ISTANTANTANEE, TRA RICORDI, RIFLESSIONI FILOSOFICHE, RIMANDI AL PASSATO E L'UTOPIA DI UN FUTURO (FORSE) MIGLIORE.

"DA GIANNA A BOCCA DI ROSA" IL NUOVO LIBRO DI GIANLUIGI CARON: UN CARNET DI EMOZIONI, UN ALBUM DI ISTANTANTANEE, TRA RICORDI, RIFLESSIONI FILOSOFICHE, RIMANDI AL PASSATO E L'UTOPIA DI UN FUTURO (FORSE) MIGLIORE.

scritto da: MIKATA | segnala un abuso


"Un intenso affresco di ricordi, pensieri, riflessioni sull'esistenza, sull'etica sui valori ricevuti dalla famiglia e dalla scuola unito alle suggestioni dei brani musicali che hanno segnato la sua vita, dall'infanzia all'adolescenza alla maturità, sempre teso alla ricerca dei valori universali e, nel contempo, immerso con realismo e eonestà intellettuale nella realtà concreta della quotidianità del presente..." Così scrive il critico letterario Ilaria Celestini nella prefazione del libro "DA GIANNA A BOCCA DI ROSA", ultima fatica letteraria di Gianluigi "Giangi" Caron. Un'opera densa e intensa che in poco meno di 250 pagine raccoglie ben 308 spunti di riflessione attraverso cui l'autore ripercorre la sua vita, accompagnata e scandita da canzoni oramai dei "cult" e dalle immagini di una televisione "bambina", lungo quello che definisce un "lieto itinerario intellettuale e affettivo" tra i propri ricordi personali, caratterizzati da sentimenti e legami di rara profondità e bellezza, e, insieme, nella memoria di una generazione che ha visto la contestazione, la rivolta, gli anni di piombo, l'edonismo degli anni ottanta, le trasformazioni sociali, politiche e culturali che hanno portato agli anni novanta e al Nuovo Millennio". I genitori, la famiglia, l'adorata tata Olimpia, ricordi d'infanzia che emergono come d'incanto dalla di foschia del tempo passato, sagome indistinte sprofondate nelle nebbie delle sue terre. I ricordi indelebili che segnano la vita di un adolescente: Il "Pongo" da modellare, le figurine "Panini" da collezionare, la carezza di Papa Giovanni, l'uccisione di Jon Kennedy. E poi i primi San Remo, i ragazzi dai capelli lunghi e dalle giacche "stravaganti e colorate" – Nomadi, New Trolls, Camaleonti, Dik Dik, solo per citarne alcuni – portatori, forse in maniera ingenua, ma sicuramente spontanea, di messaggi di amore e pace. Alla fine del 1969, racconta ancora l'autore nel suo libro, sale sul palco "un ragazzo dai capelli scuri e riccioluti, dallo sguardo timido e profondo, dalla voce di un candore assoluto", quel Lucio Battisti che con le sue canzoni segnerà gli anni della gioventù in un percorso interiore tra famiglia, studio, passione per lo sport, amore per la musica e soprattutto incontri con quelli che Caron definisce "Maestri di vita" come il professor Giuseppe Bo, insigne latinista e suo insegnante di lettere al liceo, Italo Testa Bappenheim, relatore della sua tesi di Antropologia Culturale e Giovanni Migliavacca, giornalista e scrittore "Impareggiabile e illuminato", che lo avrebbe poi indirizzato e incoraggiato a scrivere, come egli stesso ricorda, "Senza frontiere e senza barriere, alla ricerca della verità". "DA GIANNA A BOCCA DI ROSA" rappresenta per l'Autore un carnet di ricordi, istantanee di una vita intera, tra ricordi personali, riflessioni filosofiche, rimandi al passato e l'utopia di un futuro (forse) migliore. Caron però non indulge nella nostalgia e nel rimpianto, anche se dalle sue pagine traspare a volte una velata malinconia per quegli anni irripetibili ma ormai passati; è forte invece l’amarezza per le opportunità sprecate e per le occasioni perdute, per il decadimento culturale e lo smarrimento di ideali dei giorni nostri.Una analisi sottile e profonda, da acuto testimone dei suoi tempi, quella che Caron compie in questo libro, con la sua prosa elegante, raffinata e un pò “vintage” che spesso sconfina nella poesia, teso nella ricerca di un equilibrio (im)possibile tra essere e apparire, contro tutti gli arrivismi e gli opportunismi, testimone dell'eterna lotta tra il bene e il male, sospeso tra il diavolo e Dio. "Ogni cambiamento inizia nel cuore e nel cervello degli individui: – commenta nella postfazione del libro Anna Maria Foschini Stabile -bisogna cominciare a cambiare "dentro" per cambiare la visione di tutto ciò che sta "fuori"... da Gianna a Bocca di Rosa. Michele Catalano – aprile 2019 "Da Gianna a Bocca di Rosa" – Gianluigi Caron – TraccePerLaMeta edizioni – pagg. 247, € 13,00 (ISBN 978-88-85566-32-3) Note biografiche: Gianluigi "Giangi" Caron è nato nel 1957 a Vercelli dove vive e lavora tuttora. Laureato in giurisprudenza alterna l'insegnamento di discipline giuridiche, economiche e psicologia all'attività giornalistica. Inizia la sua carriera di scrittore nel 1998 con il libro "E che Dio ce la mandi buona", che esprime la disillusione di un quarantenne verso la società del suo tempo. Pubblica poi nel 1999 "Oltre il volo delle farfalle", mistico viaggio alla ricerca della speranza e della fede in una società ormai in rovina. Nel 2008 "Il ritorno degli Dei", testo autobiografico di appassionate riflessioni sulle persone che hanno lasciato un segno nella sua vita. Nel 2011 presenta "Il calcio e i favolosi anni '60", storie e ricordi personali di campioni indimenticabili e grandi cantautori. Nel 2013 "Oceano 2012", una raccolta di istantanee che restituiscono l'immagine di un "poker di decenni" dagli anni ottanta ai primi del 2000 attraverso personaggi e avvenimenti. Ancora di argomento sportivo nel 2013 "Il volo di Colombo", una biografia di Angelo Colombo, mitico portiere degli anni '60 del Cagliari e della Juventus. Nel 2014 dedica a Lucio Battisti "Il nostro caro angelo", un viaggio ricco di ricordi e suggestioni nelle canzoni del grande artista. "Gianna" del 2015 riprende il titolo di una famosa canzone di Rino Gaetano, e, partendo dai testi delle sue canzoni presenta il ritratto di un geniale cantautore innovatore e controcorrente.

Gianluigi Caron | Da Gianna a Bocca di Rosa | Vercelli | Libri |



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