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Gravidanza e ipertensione: quali sono i rischi?

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Gravidanza e ipertensione: quali sono i rischi?

A cura di: Ufficio Stampa Sorgente Genetica

 

Ogni futura mamma deve affidarsi a un ginecologo di fiducia che possa programmare controlli di routine e percorsi di diagnosi prenatale, quali possono essere i test di screening non invasivi, come il test del DNA fetale, o esami più invasivi quali l'amniocentesi e la villocentesi. Questi esami prenatali permettono di controllare la salute del bambino quando è ancora nel grembo.

Non è solo il bimbo a necessitare di un occhio di riguardo ma anche la futura mamma non deve trascurare la propria salute poiché potrebbe andare incontro a diversi disturbi, potenzialmente dannosi anche per il bambino, come ad esempio l'ipertensione in gravidanza.

L'ipertensione gravidica fa parte dei disordini ipertensivi e consiste in un aumento della pressione arteriosa durante la gestazione. I disordini ipertensivi rappresentano una delle cause più importanti di mortalità materno-fetale, insieme a disordini emorragici, infettivi e tromboembolitici [1].

Nel 2014 la Società internazionale per gli studi dell’ipertensione in gravidanza (SSHP) ha distinto i disordini ipertensivi in tre classi principali di:

1.       ipertensione gestazionale (PIH), comporta un temporaneo aumento della pressione arteriosa;

2.       preeclampsia;

3.       ipertensione cronica [2].

L’ ipertensione gestionale si manifesta dopo il terzo mese di gravidanza con mal di testa, capogiri, pesantezza, aumento di peso, ritenzione idrica, gonfiori e vista sfocata [3]. La diagnosi viene fatta in seguito alla misurazione costante della pressione arteriosa durante la gravidanza. In caso di ipertensione, le arterie sono ristrette per cui arriva meno sangue al feto tramite la placenta, che potrebbe distaccarsi o portare ad una crescita insufficiente del bambino.

La preeclampsia (o gestosi) può causare danni agli organi dei bambini [2,3,4]. La preeclampsia colpisce il 5-8% delle gestanti, e nel 15-20% dei casi è responsabile della mortalità materna, oltre che della mortalità e morbilità prenatale e perinatale [4]. La preeclampsia, inoltre, può diventare un fattore di rischio a lungo termine per lo sviluppo di una patologia cardiovascolare, anche in menopausa [4]. Si manifesta con aumento della pressione arteriosa e perdita di proteine attraverso le urine costringendo, nella metà dei casi, a un parto prematuro [2].

L'ipertensione cronica è dovuta a ipertensione essenziale e può precedere l'insorgenza della gravidanza o comparire nelle prime 20 settimane di gestazione. Può essere una conseguenza del sovrappeso o dell‘obesità [2].

È necessario tenere sotto controllo la propria salute e quella del bambino durante la gravidanza seguendo i consigli del proprio ginecologo. I test di screening sono esami non invasivi, che comprendono il Bi-test e il test del DNA fetale. Quest‘ultimo esame può essere effettuato a partire dalla decima settimana di gestazione e ha un tasso di affidabilità fino al 99,9% nella rilevazione delle principali anomalie cromosomiche, come le trisomie 21, 18 e 13.

Per maggiori informazioni sul test del DNA fetale: www.testprenataleaurora.it

 

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Fonti:

1. Medicina dell'età prenatale: prevenzione, diagnosi e terapia dei difetti congeniti e delle principali patologie gravidiche – A.L. Borrelli, D. Arduini, A.Cardone, V.Ventruno – pag. 315 – cap.17

2. Disordini Ipertensivi in Gravidanza

3. Fondazione Veronesi

4. Linee Guida per il Management dell'Ipertensione in Gravidanza – AIPE (Associazione Italiana Preeclampsia)

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