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Avv. Marco Carra: le donne e il lavoro

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Avv. Marco Carra: le donne e il lavoro
Le donne nel mercato del lavoro italiano rappresentano una storia di disuguaglianze. E’ vero che Il tasso di occupazione femminile italiano è aumentato negli ultimi anni, toccando il 48,8 per cento, ma media europea è però del 60 per cento. I dati sul lavoro delle donne in Italia indicano inoltre che esiste una disparità tra uomini e donne, come dimostra plasticamente il fatto che la diminuzione di lavoro o addirittura l’uscita dal lavoro ha interessato, negli ultimi anni, in primo luogo le donne con figli, che troppo spesso hanno dovuto accettare lavori part time, pur non avendone espresso la volontà. La causa principale di questa situazione si può far risalire alle mancanze di politiche sociali per l’infanzia. Ma anche, allargando il campo a tutte le donne, alla mancanza di un adeguato supporto pubblico alle persone non autosufficienti, il cui lavoro di cura viene a essere addossato sulle spalle delle donne in famiglia, impedendo loro di andare a lavorare. Infatti sono ben 433.000 in Italia le donne costrette ad essere “inattive” o a svolgere un part-time involontario, il 25% delle quali si trova in questa situazione a causa proprio della scarsità dei servizi per l’infanzia e per il welfare. Anche sul versante della retribuzione si registra un gap rispetto al trattamento degli uomini, gap che deve essere colmato assolutamente. E pensare che, secondo i report, saremmo il Paese europeo che più avrebbe benefici da un aumento dell’occupazione femminile, pari a 88 miliardi di euro, cioè al 5,7% del Pil. E allora cosa si potrebbe fare? Innanzitutto un aumento dei servizi, dagli asili nido alla cura dei non autosufficienti. Inoltre si dovrebbe agire sui congedi per i figli, parificando madri e padri. Ci vorrebbe poi un sistema per parificare davvero i salari e impedire i part time involontari. Queste prime azioni potrebbero portare reali benefici per implementare e migliorare il lavoro delle donne. Ma il cambiamento più importante resta quello culturale, che ha a che fare anche con la distribuzione del lavoro domestico tra uomini e donne, troppo spesso sbilanciato. Una presa d’atto e una fattiva collaborazione, porterebbero sicuramente a risultati importanti.

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