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Il paradiso probabilmente: riconferma del regista palestinese Elia Suleiman

articolo pubblicato da: arrigomo | segnala un abuso

 A dieci anni dalla sua precedente opera,torna il r più famoso regista palestinese,Elia Suleiman con Il paradiso probabilmente,ancora una volta premiato a Cannes. Non cambia la sua cifra stilistica che cita come consuetudine Tati,Keaton,per poi tenerli solo come spunti iniziali,delle specie di icone su cui impostare il suo personalissimo percorso. Questa volta parte dalla sua Nazareth con la scusa di cercare finanziamenti per il suo film e approdando in occidente, segnatamente Parigi e New York cerca di capire se queste città potrebbero essere un luogo in cui vivere. Naturalmente non sarà così perché il suo microcosmo palestinese lo troverà amplificato fino ad assumere un aspetto grottesco. Pur avendo una sceneggiatura esile in cui si sorride ma senza la scoperta dei due film precedenti, la presenza iconica del regista con la sua espressione impassibile degna dei suoi due grandi maestri ispiratori rende godibile la pellicola con siparietti degni della sua fama. Basta citare gli improbabili poliziotti parigini sui pattini o il tassista che gli offre la corsa nella Grande Mela perché è il primo palestinese saluto sulla sua auto. Divertente anche il suo vicino di casa di Nazareth che con la scusa di guardargli il giardino gli frega gli agrumi. Dunque un film da vedere con diletto e che ci conferma la bravura di questo regista.



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