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Raccolta differenziata si…e poi?

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Raccolta differenziata si…e poi?
Carlo Spinelli responsabile nazionale all’ambiente per il movimento Italia dei Diritti interviene sul tema dei rifiuti che in Italia sono considerati un problema mentre in molte altre nazioni diventano una preziosa risorsa. Roma: Sicuramente è il tema più sentito al momento: l’ambiente. Sempre più spesso assistiamo a manifestazioni per la tutela ambientale, si alzano slogan inneggianti ad un mondo senza più emissioni inquinanti, con l’adolescente Greta issata a paladina di questa battaglia contro le grandi potenze che, per interesse dei soliti pochi, stanno distruggendo il futuro dei tanti, tantissimi giovani che si apprestano a vivere in questa terra ormai malata quasi terminale. Al di là di ciò che succede nel mondo, il nostro Paese, l’Italia, sta vivendo una situazione paradossale: da una parte inserisce un materiale altamente inquinante, il pet-coke, tra le materie che si possono usare per produzione e ne permette quindi la combustione ( viene usato soprattutto nei cementifici e grazie al suo commercio foraggia le casse delle raffinerie petrolifere ) con una legge emanata nel 2002 dal governo Berlusconi, dall’altra non permette la costruzione di impianti sicuramente molto meno inquinanti dei cementifici, delle raffinerie, delle acciaierie, come quelli per il trattamento dei rifiuti. Sul tema interviene Carlo Spinelli responsabile nazionale all’ambiente per il movimento Italia dei Diritti :” Quello dei rifiuti sta diventando nel nostro Paese sempre più un problema, e pensare che c’è chi, in altre parti del mondo come ad esempio nel nord Europa, ne fa una risorsa importante per il sostentamento del proprio Paese. C’è da chiedersi innanzitutto se inquina di più un impianto di termovalorizzazione, di gassificazione o di compostaggio oppure i rifiuti che si accumulano in maniera copiosa sulle nostre strade, se è più pericoloso per la salute umana il combustibile da rifiuto bruciato e trasformato in energia elettrica oppure i rifiuti arsi nelle vie delle città. Dobbiamo cominciare anche noi a considerare il rifiuto come risorsa creando impianti di trattamento e trasformazione a basso impatto ambientale ed a emissioni zero come fanno ad esempio in Germania, in Norvegia, in Svezia dove questi impianti esistono e dove è risaputo la qualità dell’aria è comunque ottima. Allora dove sta il problema? Esistono molti movimenti cittadini che si schierano contro la costruzione degli impianti creando, a mio avviso – continua Spinelli – un alibi per chi invece politicamente non vuole che questi impianti vengano costruiti. Questo favorisce sicuramente il traffico illecito dei rifiuti andando a sovvenzionare la criminalità organizzata dando anche una mano alle grandi aziende produttrici di gas ed energia che non hanno la concorrenza di energie rinnovabili che possono scaturire appunto dalla lavorazione dei rifiuti. Alcun numeri degli impianti di termovalorizzazione presenti nel mondo, in nord America ne esistono 100, in Europa sono circa 500 mentre in Asia addirittura 1600, questi evitano le emissioni di gas metano che si producono nelle discariche, non so se qualcuno ha fatto mai caso a delle fiammelle che ardono proprio dove i rifiuti sono stati interrati; quello è tutto il gas che si sprigiona e che viene bruciato per evitare guai maggiori, ed è tutto gas che viene sprecato il cui uso poteva invece essere utile. Gli impianti compensano le emissioni di gas serra che si sprigionano dalla produzione di energia elettrica con combustibile fossile, distruggono cataliticamente diossine e le emissioni sono molto al di sotto dei livelli concessi. La cenere derivante dalla combustione poi può essere usata come materiale stradale, per la serie dell’immondizia non si butta via niente. Una curiosità – prosegue Spinelli – in Irlanda nella contea di Meath 20.000 abitazioni usano l’elettricità prodotta da un termovalorizzatore. E sempre a proposito di numeri, l’Italia invia annualmente all’estero 10.000 tonnellate di rifiuto da distruggere e ben 100.000 tonnellate di rifiuti da combustione, con notevoli costi per la comunità, questi rifiuti che noi paghiamo per portare all’estero, li ripaghiamo nuovamente una volta trasformati in energia che ci viene venduta; mi domando ma siamo il Paese dei fessi? Sempre in materia di costi, l’Italia nel 2018 è stata condannata a pagare dalla corte di giustizia europea 42.8 milioni di euro ogni sei mesi per 44 discariche non a norma non ancora bonificate mentre ad esempio sempre nel 2018 il trattamento inadeguato dei rifiuti in Campania ci è costato 120.000 euro al giorno. Ed è proprio nel mezzogiorno – va avanti ancora Carlo Spinelli – che il problema rifiuti raggiunge il suo apice in Italia; è di pochi giorni fa ad esempio la notizia di arresti nel sud del Paese per traffico illecito di rifiuti, sempre nel sud dell’Italia si verificano quotidianamente problemi relativi alla raccolta dei rifiuti, non solo a Roma, ma anche Napoli, Palermo e altre grandi città del meridione soffrono della carenza del servizio di nettezza urbana, e sarà un caso che in tutto il mezzogiorno gli impianti attivi sono solo 7? A proposito di Roma, il Lazio soffre in particolare la mancanza di impianti per il rifiuto organico, sempre più spesso i comuni sono costretti a ricorrere ad impianti situati fuori regione con un incremento dei costi per i cittadini che vedono la tassa sui rifiuti lievitare sempre più; e pensare che ci sono anche comuni cosiddetti virtuosi che soffrono di questo problema, i cittadini con solerzia differenziano i rifiuti sia per aiutare l’ambiente che per vedersi ridurre la tassa sui rifiuti e mantenere qualche soldino di più in tasca, ma poi la mancanza degli impianti vanifica perlomeno il secondo obiettivo, quello del risparmio. Siamo tutti d’accordo che devono essere tolti dal mercato materiali che non possono essere riciclati e che si distruggono dopo moltissimi anni causando inquinamento ambientale come ad esempio il pet che verrà bandito nei prossimi anni grazie all’avvento del plastic free, ma comunque ci saranno sempre rifiuti che in un modo o nell’altro andranno trattati e allora la necessita di impianti di trattamento per il riuso dei rifiuti diventerà sempre più impellente quindi occorre costruire impianti a basso impatto ambientale, dimostrare con i numeri che i livelli di emissione sono ben al di sotto della norma e che i fattori inquinanti sono sicuramente da ricercarsi altrove e soprattutto – conclude Spinelli - fare in modo che i rifiuti diventino una risorsa alla quale attingere per far risparmiare soldi all’Italia e di conseguenza agli italiani. Ufficio stampa Italia dei Diritti – ambiente E mail idd.ambiente@gmail.com

Ambiente | Italia dei Diritti | Carlo Spinelli | Lazio | Roma | Politica |



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